Nickel e reflusso gastroesofageo

1. Cos’è il reflusso gatroesofageo?

Nickel reflusso gastroesofageo spesso vanno di pari passo.

Chi soffre di allergia al nickel infatti,  ha anche problemi di reflusso gastroesofageo.

Il reflusso gastroesofageo è uno dei maggiori disordini nei Paesi occidentali, infatti ne soffre circa il 40% della popolazione. I soggetti più colpiti hanno un’età compresa tra i 55 e i 64 anni e sono in particolare donne.

Il reflusso è responsabile:

  • Del ritardo dello svuotamento gastrico;
  • Della diminuzione del tono LES – Low Esophageal Sphincter ;
  • Dell’aumento della sensibilità chimico-meccanica dell’esofago.

Esso consiste nel ritorno verso l’esofago del materiale acido dello stomaco.

Col passare del tempo il contatto dei succhi gastrici con la parete esofagea, porta ad infiammare la mucosa (esofagite) e genera diversi disturbi:

  • bruciore alla bocca dello stomaco (pirosi) e alla zona del retro dello sterno;
  • dolore gastrico e al torace;
  • acidità;
  • eruttazioni frequenti;
  • difficoltà a deglutire;
  • irritazione alla gola;
  • tosse secca.

1.2 Le cause

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Le cause del reflusso gastroesofageo sono legate ad uno scarso tono della muscolatura dello sfintere esofageo inferiore. Lo sfintere esofageo è un muscolo che si trova tra la fine dell’esofago e lo stomaco e serve a impedire il passaggio in esofago del succo gastrico acido.

Altre ragioni sono da ricercare nella presenza di ernia iatale e nella sensibilizzazione della mucosa dell’esofago.

Come spiega la nutrizionista clinica Loredana Vesci:

“Tale indebolimento è spesso provocato dagli allergeni degli alimenti, soprattutto dal nickel. Questo metallo è ubiquitario, viene utilizzato per scopi industriali, ed è particolarmente presente in alcuni alimenti, in dipendenza anche della zona di coltivazione. È la causa principale della dermatite atopica da contatto e della SNAS (sindrome di allergia al nichel sistemica), caratterizzata da disordini gastrointestinali, respiratori e neurologici. L’incidenza mondiale è molto alta e sta aumentando; attualmente si attesta attorno al 20%. “

Le intolleranze alimentari e le allergie determinano uno stato infiammatorio persistente.

L’ingestione di alimenti ricchi di nickel, porta infatti ad un aumento degli eosinofili nella mucosa digestiva.

Gli eosinofili sono globuli bianchi che difendono l’organismo dall’attacco di agenti patogeni e parassiti e hanno la funzione di contrastare le reazioni allergiche iniziate dai basofili, poiché riescono a degradare l’istamina.

Quindi l’allergia al nickel e reflusso gastroesofageo sono spesso legati tra di loro.

2. Gli studi sul collegamento tra allergia al nickel e reflusso gastroesofageo

Questo è quanto emerso da uno studio del 2007  condotto in CaliforniaEosinophilic esophagitis in adults: a systematic review.” , secondo cui spesso la diagnosi di Reflusso gastroesofageo è in realtà falsa, soprattuto nei giovani.

Una dieta di disintossicazione dal nickel aiuta a ridurre la risposta degli eosinofili e quindi l’infiammazione locale.

Stessi risultati ai quali sono giunti i ricercatori del Dipartimento di Malattie Digestive e Medicina Interna dell’Università di Bologna. Lo studio, pubblicato sulla rivista “United European Gastroenterology Journal” nel 2016, ha dimostrato che la maggior parte dei soggetti affetti da reflusso gastroesofageo, è allergica o sensibile al nickel.

Nickel e reflusso gastroesofageo appaiono ancora una volta collegati.

Sono stati presi in esame 210 pazienti, di età compresa tra i 18 e i 75 anni, con reflusso gastroesofageo e 140 persone senza reflusso. Nessuno aveva mai seguito una dieta a basso contenuto di nickel.

Da una prima analisi si è osservato che gli allergici al nickel erano in percentuale significativamente maggiore nei soggetti con reflusso (40%), rispetto a quelli sani (16%); si è sottolineato come gli allergici fossero soprattutto donne con episodi di asma.

Ai pazienti con reflusso è stata prescritta una dieta a basso contenuto di nichel per 6 mesi, in seguito alla quale hanno mostrato un miglioramento significativo dei sintomi. Si è concluso che l’allergia al nickel può contribuire allo sviluppo della condizione infiammatoria della mucosa del sistema gastrointestinale ed è in grado di aumentare la suscettibilità della giunzione gastroesofagea al danno acido.

Secondo questo studio quindi, nickel e reflusso gastroesofageo dipendono l’uno dall’altra.

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Un’altra fonte che conferma il legame tra nickel e reflusso gastroesofageo è il blog www.nichel-free.blogspot.it,  il libro “Nickel and Its Surprising Impact in Nature“, di Astrid Sigel, Helmut Sigel, Roland K. O. Sigel, sostiene che il batterio Helicobacter pylori, che si trova nel tratto iniziale dell’apparato digerente, sia talmente resistente da poter vivere in un ambiente estremamente acido, come quello dello stomaco. Questa caratteristica dipende da alcuni enzimi, che usano il nickel come sostanza necessaria per attivarsi. Alcune possibili cure suggerite dagli autori sarebbero dunque, una dieta povera di nickel, associata all’intervento su tali enzimi e alla vaccinazione.

Nickel e reflusso gastroesofageo ricorrono anche nell’articolo, “Helicobacter pylori nickel binding protein”, di Plaut, Andrew, G. Gilbert-Rothstein, Joanne, V. Wright, Andrew, pubblicato nel 1995, è stata scoperta una proteina, capace di legare il nickel e bloccare la sintesi delle ureasi.

Il nickel si lega al recettore Toll-like 4 o TLR4, una proteina che dà via libera all’organismo per innescare la reazione del sistema immunitario. Agire sul TLR4, disattivandolo, potrebbe quindi contribuire a ridurre i sintomi dell’allergia.

A confermare che nickel e reflusso gastroesofageo sono legati è stato nel 2017 uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista “Nature Immunology“.

Il dottor Matthias Goebeler, dell’università di Giessen in Germania, ha condotto un esperimento su topi da laboratorio. Egli ha rilevato che il recettore Toll-like 4 o TLR4 può essere colpito dall’allergene nickel oltre che dai batteri. Ciò significa che il nickel riesce a comportarsi esattamente come i batteri nel nostro organismo, scatenando così la risposta difensiva dell’organismo.

Il nickel e i batteri mirano però a due parti differenti del recettore, quindi bloccare solo quella che riguarda la sostanza metallica, potrebbe prevenire reazioni allergiche, senza per questo interferire negativamente con lo sviluppo dell’infiammazione, cioè con la risposta ‘difensiva’ dell’organismo alle infezioni.

3. Come combattere nickel e reflusso gastroesofageo

Ecco adesso alcuni semplici suggerimenti per combattere nickel e reflusso gastroesofageo:

  • evitare di compiere sforzi eccessivi;
  • evitare di coricarsi subito dopo i pasti;
  • ridurre stress e ansia;
  • ridurre l’assunzione di farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica;
  • dormire con due cuscini;
  • evitare abiti stretti in vita.

Sovrappeso e obesità aumentano la pressione addominale e possono peggiorare la sintomatologia o provocarne l’insorgenza.

È consigliabile:

  • smettere di fumare;
  • evitare di bere alcolici, bibite gassate, succhi di agrumi;
  • ridurre l’assunzione di cibi fritti, burro, dado da brodo, strutto, aglio, caffè;
  • evitare i cibi piccanti o speziati;
  • evitare carni grasse e affumicate, soprattutto gli insaccati;
  • evitare formaggi fermentati o stagionati;
  • evitare uova sode o fritte.

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Tra i cibi consigliati:

  • Pasta e riso con condimenti leggeri;
  • Carni bianche e magre come pollo, tacchino e vitello;
  • Pesce;
  • Formaggi freschi come ricotta e mozzarella;
  • Latte scremato;
  • Uova ideali alla coque;
  • Olio d’oliva extravergine;
  • Frutta come mele, meloni, banane, pesche;
  • Verdure.

3.1 Rimedi naturali per nickel e reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo può essere alleviato grazie a rimedi naturali e a preparati erboristici privi di nickel:

1) Malva

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La malva ha proprietà lenitive ed emollienti. La potrete utilizzare sotto forma di tisane e macerati, compresse e gocce per alleviare i sintomi di nickel e reflusso gastroesofageo.

2) Aloe Vera

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Il gel d’aloe veranon il succo – può rappresentare un rimedio naturale adatto per nickel e reflusso gastroesofageo. L’aloe ha il potere di rigenerare le mucose, ma bisogna stare molto attenti alle controindicazioni e soprattutto alle marche idonee per gli allergici al nickel. Consiglio l’aloe vera pura, senza eccipienti. Ci sono molte marche che la producono.

3) Acqua e limone

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Rebekah Fedrowitz, esperta di nutrizione olistica, suggerisce di bere una tazza di acqua tiepida e succo di limone appena spremuto per iniziare al meglio la giornata. Bere acqua e limone a stomaco vuoto, 15 o 20 minuti prima della colazione, aiuta il corpo a bilanciare il proprio livello di acidità. Facilita la digestione e non ha particolari controindicazioni.

Nickel e reflusso gastreoesofageo sono collegati tra loro sotto diversi aspetti, come documentato da parecchie fonti e molteplici studi. Bisogna innanzitutto partire da una dieta sana ed equilibrata a basso contenuto di nickel e in seconda battuta modificare alcune abitudini.

Non sempre i farmaci che si prescrivono per il reflusso, cioè quelli inibitori della pompa protonica o protettori gastrici, sono adeguati a ciascun caso. Prima di assumere medicinali chimici, è bene provare con rimedi semplici e naturali per aumentare il nostro benessere.

7 risposte a “Nickel e reflusso gastroesofageo”

  1. Io non ci soffro spesso, ma quando capita è fastidioso. Con l’acqua e limone mi passa subito ma vorrei anche provare con altri rimedi naturali. Lamalva è concessa per chi è in detox? Grazie

    1. Hi Rosiris 🙂 I don’t speak portuguese, so I’m writing in english. You could try to talk to you doctor and let him read the article. So he could decide if you could follow the natural advices of the article. I hope that your situation can be resolved 🙂

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