Gli effetti collaterali dell'intossicazione da metalli pesanti -Il nickel

1. I metalli pesanti

Gli effetti collaterali dell’intossicazione da metalli pesanti sono molteplici e molto dannosi per la salute.

I metalli pesanti sono naturalmente presenti nell’ambiente. Li ritroviamo nella crosta terrestre, nell’aria e nell’acqua. Hanno la caratteristica di non essere biodegradabili, cioè resistono all’attività biologica e fotochimica e non vengono smaltiti. Questo spiega perchè possono restare nell’ambiente per centinaia di anni.

Ci sono alcuni fenomeni in natura e altri determinati dall’uomo che contribuiscono alla ciclizzazione dei metalli pesanti.

La ciclizzazione è un processo chimico che porta alla formazione di composti ciclici, ovvero caratterizzati dalla presenza di una o più catene di atomi chiuse ad anello.

Tra gli eventi naturali ci sono le eruzioni vulcaniche, l’azione delle maree, l’erosione di terre e rocce, le falde acquifere, gli incendi boschivi spontanei e la trasmissione tra madre e figlio (attraverso l’allattamento al seno).

L’uomo al contrario ha portato uno sconvolgimento delle regolari azioni di rilascio e trasporto di questi materiali, aumentando in modo considerevole le emissioni.

Intossicazione da metalli pesanti: le fonti antropiche

  • vernici ( piombo, mercurio, cadmio)
  • insetticidi, fungicidi ( metil-mercurio, arsenico, cadmio)
  • utensili da cucina (alluminio)
  • prodotti di protezione del legno (arsenico)
  • disinfettanti ( mercurio, argento)
  • vaccini ( metil-mercurio, alluminio)
  • amalgami dentali (mercurio)
  • impianti elettrici (mercurio, arsenico)
  • autoveicoli (palladio, rodio)
  • industrie metallurgiche-fonderie (piombo, arsenico, alluminio, cobalto)
  • agricoltura (rame, arsenico, alluminio)
  • sistemi di smaltimento-rifiuti-inceneritori (mercurio, cadmio, piombo, arsenico)

I metalli pesanti quindi possono entrare nel nostro corpo attraverso acqua, aria, cibo o assorbiti dalla pelle.

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Nelle giuste quantità sono utili per le regolari funzioni corporee, tanto è vero che in tracce alcuni di essi fanno comunemente parte di noi.

I metalli pesanti hanno numero atomico superiore a 55 (quello del ferro), sono caratterizzati da una densità molto elevata e causano inquinamento negli organismi biologici.

Secondo il sito www.sunhope.it , le proprietà chimiche dei metalli pesanti sono:

  • Densità superiore a 5 g/cm;
  • Nella formazione di Sali si comportano come cationi;
  • Tendenza a formare legami complessi;
  • Grande affinità per i solfuri;
  • Diversi stati di ossidazione a seconda del pH;
  • Si legano alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti
    a seconda delle loro proprietà.

Possiamo classificare questi elementi in:

  1. METALLI PESANTI:

alluminio, ferro, argento, bario, berillio, cadmio, cobalto, cromo, manganese, mercurio, molibdeno, nichel, piombo, rame, stagno, titanio, tallio, vanadio, zinco.

  1. METALLOIDI CON PROPRIETA’ SIMILI A QUELLE DEI METALLI PESANTI:

arsenico, bismuto e selenio.

2. Intossicazione da metalli pesanti

Un’intossicazione avviene quando il corpo accumula queste sostanze nei tessuti molli. In dosi eccessive creano problemi a minerali essenziali come zinco, rame, magnesio e calcio, ed interferiscono con la funzione degli organi di sistema.

L’avvelenamento può essere causato anche da un contatto prolungato e costante in caso di lavori industriali, produzione farmaceutica e agricoltura. Per i bambini giocando in terreni contaminati.

I sintomi di unintossicazione da metalli pesanti variano a seconda della natura e dalla quantità di metallo pesante ingerita. I pazienti possono lamentare:

A seconda del metallo, possono comparire delle linee blu-nero nei tessuti gengivali. Nei casi più gravi di intossicazione, i pazienti possono presentare compromissioni:

  • cognitive
  • motorie
  • linguistiche.

 

3. Trttamento e chelazione

Il trattamento per un’intossicazione di questo tipo è la terapia di chelazione. Essa prevede di assumere sostanze come il calcio disodio edetato, il dimercaprolo e la penicillamina per catturare ed espellere i metalli.

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I metalli pesanti si legano con le strutture cellulari in cui si depositano, ostacolando lo svolgimento di determinate funzioni vitali. I gruppi sulfidrici (SH) , normalmente presenti negli enzimi che controllano la velocità delle reazioni metaboliche nel corpo umano, si legano facilmente ai metalli pesanti, il complesso metallo-zolfo risultante interessa tutto l’enzima che non può funzionare correttamente, perchè non riesce più a catalizzare le sostanze.

Senza un’adeguata terapia di chelazione, questi materiali sono esplusi dal corpo in piccolissime quantità tramite salivazione, traspirazione.

I residui si accumulano quando sono assimilati ed immagazzinati più velocemente di quanto non siano scomposti o espulsi.

I metalli si concentrano soprattutto nel cervello, nel fegato, nei reni e nelle ossa.

Spesso sono il fattore aggravante o determinante di malattie croniche. I bambini sono i soggetti più a rischio da esposizione degli agenti tossici, poichè mangiano, bevono e respirano tre-quattro volte di più degli adulti.

Tuttavia il confine tra carenza e esubero è molto sottile, quindi dovremmo prestare molta attenzione alla presenza dei metalli nella vita di tutti i giorni.

Di seguito si riportano le concentrazioni massime ammesse per i metalli pesanti nelle acqua naturali secondo l’EPA (agenzia per la protezione ambientale).

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4. Danni all’organismo

Secondo uno studio dell’Università di Trento  i danni all’organismo sarebbero:

  • Allumino – Danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria
  • Antimonio – Danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco
  • Arsenico – Cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle
  • Bario – Aumento della pressione arteriosa, paralisi
  • Bismuto – Dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea
  • Cadmio – Diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici
  • Cromo – Danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare, morte
  • Rame – Irritazioni al naso, bocca ed occhi, cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni
  • Gallio – Irritazione alla gola, difficolta’ respiratorie, dolori alla cassa toracica
  • Afnio – Irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose
  • Indio – Danni al cuore, reni e fegato
  • Iridio – Irritazione agli occhi e al tratto digestivo
  • Lantanio – Cancro polmonare, danni al fegato. E’Äô presente nei televisori a colori
  • Piombo – Frutta, verdura, carni, cereali, vino, sigarette ne contengono. Causa danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficolta’ di apprendimento, distruzione del sistema nervoso
  • Manganese – Coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro
  • Mercurio – Distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA
  • Nickel – Embolia polmonare, difficolta’ respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle
  • Palladio – Altamente tossico e carcinogeno, irritante
  • Platino – Alterazioni del DNA, cancro, danni all’Äôintestino e reni
  • Rodio – Macchie alla pelle, potenzialmente tossico e cancerogeno
  • Rutenio – Altamente tossico e carcinogeno, danni alle ossa
  • Scandio – Embolia polmonare, minaccia il fegato quando accumulato nel corpo
  • Argento – Usato come colorante E174, emicrania, difficolta’ respiratorie, allergie della pelle, estremamente concentrato causa coma e morte
  • Stronzio – Cancro ai polmoni, nei bambini difficolta’ di sviluppo delle ossa
  • Tantalio – Irritazione agli occhi, e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore
  • Tallio – Usato come veleno per topi, danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi
  • Stagno – Irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficolta’ ad urinare
  • Tungsteno – Danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi
  • Vanadio – Disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino
  • Ittrio – Altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato

4.1 Quanto è grave l’intossicazione da metalli pesanti?

L’OMS, organizzazione Mondiale della Sanità, afferma che:

  • il 25% delle malattie è secondario ad intossicazione da metalli tossici
  • con una mortalità del 24%

Questo significa che molte patologie potrebbero essere evitate monitorando la quantità di metalli pesanti nell’organismo, e molte patologie migliorate con una adeguata chelazione.

La chelazione naturale è sempre la miglior scelta. Per maggiori informazioni, cliccate qui.

Controversial EU Ruling On Vitamins Maybe Overturned

Tuttavia secondo lo studio “Tossicologia dei metalli pesanti” esisterebbero alcuni medicinali chelanti:

Dimercaprolo

  1. 2,3-Dimercaptopropanolo, BAL
    • 10 % in olio di arachidi
    – Intramuscolo
    – Eliminazione renale
    • dissociazione in urina tubulare
    • tossicità renale
    • Intossicazione da arsenico, mercurio, piombo
    • Effetti sfavorevoli
    – Dolore, nausea, ipertensione, trombocitopenia, disturbi
    della coagulazione
    – Ridistribuzione As e Hg al SNC
    Succimer
    • Acido dimercaptosuccinico, DMSA
    – Acido dimercaptopropansulfonico, DMPS
    • Analoghi del dimercaprolo
    – Migliore indice terapeutico
    • Assorbimento orale
    – Legame a cisteina
    • Disolfuro misto
    – Escrezione biliare e urinaria
    • Azione chelante per Pb, Hg, As
    • Effetti sfavorevoli
    – Disturbi GI, aumento transaminasi, neutropenia
    Penicillamina
    • D-Dimetilcisteina
    – Meno tossico di L-isomero
    –Chelanterame
    • morbo di Wilson
    • N-acetilpenicillamina
    – Intossicazione da mercurio ed altri metalli
    • Altri impieghi
    – Artrite reumatoide, cirrosi b
    iliare, sclerodermia, cistinuria
    • Biodisponibilità orale
    – Interferenza con cibi
    • Effetti sfavorevoli
    – Nefrotossicità
    – Pancitopenia
    – Ipersensibilità
    • Allergia crociata con penicillina
    Deferoxamina
    • Intossicazione da ferro
    – alta affinità per Fe in ferritina, emosiderina
    – bassa affinità per ferro in citocromi,
    emoglobina
    • Somministrazione parenterale
    – e.v. lenta, i.m.
    – deferiprone attivo per os
    • Escrezione urinaria
    • Effetti avversi
    – anafilassi
    – difficoltà respiratoria
    –neurotossicità
    EDTA
    Etilendiaminotetraacetato
    – sale sodico
    →ipocalcemia
    – sale disodico-calcico
    • intossicazione da piombo
    • chelante extracellulare
    – somministrazione
    parenterale
    • e.v. lenta, i.m
    • scarsamente assorbito
    per ossa
    – escrezione urinaria
    • Effetti sfavorevoli
    • nefrotossicità tubulare
competizione con ligandi endogeni
– donatori di elettroni
• Legame di coordinazione
– formazione di anelli eterociclici
• Più stabili dei ligandi endogeni
– maggiore affinità per il tossico
• Antidotismo
• Preservate strutture biologiche (enzimi, membrane)

– bassa affinità per i metalli essenziali

– distribuzione in compartimenti contenenti il
metallo
– allontanamento del complesso

5. Intossicazione da nickel

Per approfondire la questione “intossicazione da Nickel” ecco alcuni estratti.

Secondo il sito www.equipemedicinaestetica.it, l’azione tossica del nickel consiste nell’esaurimento del glutatione delle cellule e con il legame ai gruppi sulfidrili di proteine, ma possono anche  svolgere un’azione ossidante con formazione di perossido idrogeno.
I metalli inducono un danno diretto al DNA mediante i ROS, ma anche indirettamente.
Essi non permettono l’attivazione dei fattori di trascrizione del DNA, cioè non consentono al corpo di produrre proteine con funzioni specifiche. Il DNA danneggiato è riparato da meccanismi cellulari antiossidanti.
Il nichel si ossida solo se è legato a cisteina e istidina ed attacca le proteine che contengono questi amminoacidi.
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Il prof. Giulio Iasonna afferma che l’azione allergica del nickel è causata dal solfato di Ni, liposolubile ma idroinsolubile, che si forma da alcune leghe del metallo a contatto con la pelle.
Un’intossicazione da nickel può portare col tempo a contrarre il cancro per via di alcuni composti del Ni e i fumi e polveri di solfuro di Ni.
Infine si registra un’interferenza metabolica con il ferro per i soggetti allergici al nichel, con i sintomi digestivi da  intolleranza alimentare. Spesso vi è una persistente e recidivante anemia.

Come riporta il sito www.omeonet.it

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Il nickel è essenziale, perchè ha una funzione sul metabolismo degli ormoni, dei lipidi, della membrana e della integrità della membrana cellulare, attiva alcuni enzimi del fegato e partecipa al metabolismo del glucosio, si hanno quantità nel DNA e RNA, si trova nei carburanti, nel fumo di sigaretta, nei fertilizzanti, nei gas di scarico. I reni regolano la quantità di nichel, l’uso di utensili in acciaio inossidabile per cucinare, possono contenere nichel e passare al cibo più acido.
TOSSICITA’
A dosi elevate è tossico, perchè può causare infarto del miocardio, ictus, cancro all’utero, ustioni, tossiemia gravidica, attenzione agli orecchini che possono contenere nichel, o a ferri dei dentisti, attenzione al FUMO di sigarette, fumandone 15 al giorno per un anno si può contrarre CANCRO AI POLMONI, si accumula nel fegato, nelle ossa, nella aorta.
SINTOMI
Emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori, eruzioni cutanee, dolori al torace, tosse
CARENZA DA NICHEL, sintomi
La cirrosi epatica, lo scompenso renale cronico, la sudorazione eccessiva, lo stress, un malassorbimento intestinale, provocano una carenza di nichel, tale carenza può anche aggravare l’anemia causata da mancanza di ferro, inoltre influenza il metabolismo dello zinco e del ferro, si possono anche avere insufficienza epatica, crescita stentata, cambiamento di colore della pelle, e problemi all’apparato riproduttivo.

Il sito www.energiesottili.it spiega che:
Il nichel si accumula nel tempo allo stesso modo delle sostanze inalate fumando. Le fonti comuni di esposizione sono apparecchi casalinghi, pulsanti, ceramiche, cacao, permanenti a freddo, pentole, le estetiche, monete, materiali dentali, alimenti (cioccolato, olii idrogenati, dadi, prodotti agricoli coltivati vicino a zone industriali), lacche per capelli, scorie industriali, bigiotteria, apparecchi ortodontici, protesi, galvaniche, attrezzi di metallo, accumulatori al nichel- cadmio, sciampo, inceneritori, utensili da cucina d’acciaio inossidabile, acqua di rubinetto, tabacco ed il fumo sigarette, rubinetti e tubi dell’acqua e chiusure lampo.

Quindi il nickel è una sostanza ubiquitaria, cioè presente ovunque in natura. E’ impossibile eliminarlo del tutto dalla propria vita ed è anche controproducente.

Infatti esso è parte integrante del nostro organismo, poichè lo aiuta a compiere funzioni essenziali per il nostro benessere. Possiamo però imparare a gestirne il quantitativo che assumiamo giornalmente, seguendo una dieta a basso contenuto di nickel, cucinando tutto a casa e abolendo i prodotti industriali. Si può inoltre seguire un percorso di chelazione naturale, sempre e comunque seguiti da specialisti accreditati, che possano dare indicazioni utili in base a ciascun caso.

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E’ inoltre imprescindibile cambiare pentole e posate, detersivi per la casa e prodotti per l’igiene personale, make up, tinture per capelli, smalti. Bisogna evitare il fumo di sigaretta e limitare l’inquinamento almeno in casa. E’ utile non usare tessuti sintetici e scuri, evitare le otturazioni ai denti in metallo e i piercing e limitare l’esposizione a profumi e apparecchi elettronici, compresi cellulari e smartphone.

6 risposte a “Gli effetti collaterali dell'intossicazione da metalli pesanti -Il nickel”

    1. Ciao Natascha 🙂 non credo possa trattarsi di allergia al nickel. Dovresti consultare un ginecologo per capire meglio e fare gli eventuali accertamenti.

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