Allergia al nickel e fumo

1. Cos’è il fumo

Il fumo di sigaretta nasce nel XVIIII secolo, ma prende piede a partire dal 1885, quando James Buchanan Duke iniziò a produrre e vendere le moderne sigarette.

Esso è un composto chimico, formato da foglie di tabacco e altre sostanze, soprattutto nickel e metalli pesanti. Tra quelli maggiormente presenti:

  • nickel
  • cadmio
  • cromo
  • selenio
  • arsenico
  • piombo

Come riportato dal sito www.abcsalute.it,
“Il fumo delle sigarette contiene nichel carbonile, il più velenoso tra i suoi composti. I composti del nichel che ingeriscono col nostro corpo di solito sono moderatamente tossici; al contrario, i vapori contenenti questo metallo possono causare tumori al naso o ai polmoni, in particolar modo nei lavoratori che si trovano costantemente a contatto con il nichel. “

Molto interessante a tal proposito l’apporto del Dottor Valdo Vaccaro, secondo cui: “La massima pericolosità del nickel sta nei fumi e nelle sigarette.
Il nickel è pericoloso se associato al monossido di carbonio e ai vari fumi inquinanti, dove forma prodotti tossici e a volte letali chiamati carbonili di nickel. Diversi avvelenamenti avvengono nelle raffinerie. I sintomi di avvelenamento sono cefalea frontale, vertigine, nausea e vomito. Un monito particolare ai fumatori di sigarette e di tabacco in genere, dove c’è un notevole quantitativo di questi carbonili. Del resto, sia il fumo che il caffè vanno congiuntamente eliminati, se uno vuole davvero puntare a depurarsi.
Anche la sigaretta elettronica contiene liquidi ricchi di metalli pesanti e intossica chi è allergico al nickel al pari del tabacco o delle sigarette normali. ”

Quindi il nickel presente nel fumo di sigaretta viene a contatto col nostro organismo tramite bocca, occhi e mani, fino a essere veicolato ai polmoni,  dove il suo accumulo diventa concausa di malattie degenerative.

In un secondo momento poi entra in circolo nel sangue, portando a un notevole aumento della concentrazione del metallo nel corpo.

Le quantità assunte dai fumatori dunque sono maggiori rispetto a quelle acquisite tramite l’alimentazione e ciò contribuisce ad aggravare l’infiammazione da nickel.

E’ importante sottolineare come chi soffre di allergia al nickel può avere ripercussioni che sia fumatore attivo o passivo.

Basta infatti che il fumo penetri nella mucosa orale per insinuarsi nel fisico.

I sintomi riportati più spesso sono:

  • mal di testa
  • mal di gola
  • gola gonfia
  • rinite
  • sinusite
  • asma
  • nausea
  • diarrea
  • tosse insistente
  • fastidio agli occhi
  • occhi gonfi
  • labbra screpolate
  • arrossamento della pelle.

In alcuni casi essi compaiono persino in caso di assunzione di gomme alla nicotina o di cerotti per smettere di fumare.

2. Fumo e allergie: gli studi

Come riporta il sito www.humanitasalute.it, il Dottor Massimo Crippa, pneumologo all’Humanitas research hospital, spiega come: “Risulta evidente come il fumo abbia un ruolo molto importante nell’avvio del processo allergico: presso il Centro Antifumo di Humanitas in particolare si sono registrati casi di persone che non accusavano sintomi correlabili all’asma o rinite allergica prima di cominciare a fumare e hanno cominciato a soffrirne dopo qualche anno di tabagismo».

Quali sono i fattori che possono predisporre alle allergie?

«È una domanda che ha molte risposte differenti, che possono variare da soggetto a soggetto. Tuttavia, vale la pena di sottolineare la correlazione con il fumo indiretto, specialmente per quanto riguarda i bambini: fumare in casa, in macchina o negli ambienti in cui i bambini trascorrono del tempo è certamente da evitare, perché predispone i loro bronchi all’infiammazione e può portare, anche a distanza di tempo, alla comparsa di asma e rinite allergica. Vi sono certamente altri fattori, come l’inquinamento ambientale e, in particolare, quello dell’aria che si verifica spesso nelle grandi città: ma si tratta di cause difficilmente eliminabili, al contrario del fumo. In conclusione, chi è allergico o predisposto all’asma non dovrebbe fumare; chi smette ne avrà certamente benefici immediati».

Esistono molti studi sul rapporto tra fumo e allergie, soprattutto a partire dagli anni 2000, come riporta il sito www.italiasalute.it.

Uno dei primi, condotto dai ricercatori della Glostrup University Hospital di Copenhagen e pubblicato dal Journal of Allergy and Clinical Immunology, aveva lo scopo di  trovare la causa organica della correlazione tra fumo e allergie.

Esso ha evidenziato come in un campione di 1.000 individui tra i 15 e i 69 anni, le allergie siano più frequenti nei fumatori.

Analizzando più specificatamente la correlazione tra allergia al nickel e fumo invece come sottolinea il Dottor Attilio Speciani, allergologo, è noto già dal 1977 che la produzione di nichel-carbonile si sviluppi spontaneamente dalla combustione delle foglie a 43 °C e viene inalato o passato nel sangue.

I lavori più recenti hanno puntato l’attenzione sulle quantità e sui livelli di metallo introdotti nel corpo con il fumo.

Gli studi sono proseguiti nel tempo, fino al 2003 quando alcuni ricercatori norvegesi hanno reso noti i primi risultati sul rapporto tra fumo e assunzione di nichel sul Journal of Environmental Monitoring (Torjussen W et al, J Environ Monit. 2003 Apr;5(2):198-201).

Successivamente nel 2008 un team di ricercatori italiani ha confermato tali conclusioni, definendo con precisione il livello di assorbimento di nichel e rivelando che il contenuto di nichel è indipendente dal tipo di tabacco.

Quindi il fumo di sigaretta è strettamente legato alle allergie e alla loro comparsa, in particolar modo alle manifestazioni asmatiche.

Numerosi studi sono stati fatti sulla correlazione tra i due elementi ed è emerso che il fumo crea molteplici danni, in special modo a chi soffre di allergia al nickel.

Il nickel, naturalmente presente nelle sigarette, provoca un’intossicazione di gran lunga maggiore rispetto alle altre fonti alle quali siamo esposti; risulta per cui indispensabile eliminare le sigarette per chi è allergico a questo metallo.

Ci sono diversi metodi per smettere di fumare:

Ci sono alcune piante che possono in effetti aiutare in modo naturale a contrastare i sintomi da astinenza da nicotina.

Si tratta di preparazioni a base di ginseng ed echinacea, utili contro lo stress e piante calmanti come valeriana, biancospino, melissa e passiflora, che possono essere assunte sotto forma di compresse, gocce o tisane (qui l’elenco delle tisane consentite).

E’ sempre indispensabile un consulto medico prima di assumere qualsiasi terapia, in particolare per chi è allergico al nickel. Ognuno ha una propria condizione di salute da valutare attentamente coi medici che ci seguono quotidianamente.

Biscotti al sapore di cioccolato bianco

Cioccolato bianco? Si, biscotti al sapore di cioccolato bianco.

Sembra strano, ma esistono davvero e non hanno nemmeno un grammo di cioccolato nell’impasto!

Questi dolcetti sono in realtà il frutto di vari esperimenti. Il gusto ha stupito me per prima, ma si sa, come quinoa e amaranto tostati possono dare l’illusione della frutta secca, altri ingredienti possono ingannare il palato.

Per la dieta con i cibi concessi, clicca qui!

Alla fine la magia è tutta qua!

Quante volte hai desiderato riassaporare il cioccolato?

Quante volte lo hai fatto e sei stato male?

Ecco la soluzione perfetta per te!

D’ora in avanti potrai mangiare nickelfree, assaporando di nuovo quel gusto paradisiaco.

Ingredienti:

  • 100 gr faina di riso + quella per impastare;
  • 50 gr farina di amaranto;
  • 50 gr amido di tapioca;
  • 3 gr di xantano;
  • 60 ml succo di arancia dolce;
  • 150 gr zucchero grezzo di canna;
  • 60 gr di burro chiarificato a temperatura ambiente;
  • 80 gr circa di riso soffiato;
  • 10 gr cremor tartaro;
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
  • 1/2 bacca di vaniglia;
  • 1 uovo;
  • sale.

Procedimento:

Per preparare i biscotti al sapore di cioccolato bianco bisogna setacciare le farine con il lievito e il bicarbonato, un pizzico di sale, lo zucchero, i semini della bacca di vaniglia, lo xantano e il riso soffiato.

Lavorare a crema il burro chiarificato, incorporando l’uovo.

E’ importante usare il burro chiarificato o ghee, perchè dà il sapore di cioccolato bianco, mentre il burro normale darà un effetto completamente diverso. Mescolare con cura e unire poco alla volta il succo di arancia.

Aggiungere gli ingredienti secchi al composto di succo di arancia e amalgamare.

Potrebbe essere necessaria altra farina di riso e amaranto e altro riso soffiato (in base ai gusti). La quantità delle farine da aggiungere dipende dalla consistenza dell’impasto: deve risultare omogeneo e liscio, ma morbido al tatto.

Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per circa 30 minuti.

Pre riscaldare il forno a 180 gradi.

Ricoprire la leccarda di carta da forno e riprendere l’impasto dei biscotti al sapore di cioccolato bianco.

Formare delle palline con le mani, appiattile e posizionarle distanziate le une dalle altre.

Cuocere i biscotti per circa 20/30 minuti o finchè non saranno belli dorati; più li cuocerete, più saranno croccanti e friabili.

Buona scorpacciata!

Per altre ricette di biscotti:

Cestini di pizza ripieni

I cestini di pizza ripieni sono un’idea sfiziosa da proporre per Natale.

Facile, veloce e buonissimo è un antipasto dal risultato assicurato sia per chi è allergico al nickel, che per chi ama la pizza.

E’ possibile preparare sia la pasta della pizza che il ripieno in anticipo, basta non riempire il cestino, ma anche variare il ripieno con gli ingredienti che più ti piacciono.

Per esempio è possibile usare della polpa di pomodoro idroponico per maggiori informazioni, clicca qui, oppure con crema di zucca, la ricetta qui, o con gli ingredienti che trovi nella dieta detox qui.

Che aspetti?

Ingredienti:

Pasta per la pizza

  • 500 gr di farina 00 per pizza Divella oppure Senatore cappelli;
  • 10 gr di lievito di birra fresco;
  • 3 cucchiai di olio evo (extravergine di oliva);
  • 250 ml di acqua tiepida;
  • 1 cucchiaino di zucchero;
  • 1 cucchiaio di sale fino.

Ripieno

  • 1 melanzana grande;
  • 1 zucchina;
  • 100 gr di zucca;
  • 2 mozzarelle;
  • 100 gr di prosciutto crudo;
  • sale;
  • pepe nero;
  • olio evo (extravergine di oliva);
  • 1 spicchio di aglio.

 

Impastare gli ingredienti come da ricetta, clicca qui per la ricetta della pasta per la pizza senza nickel.

Dopo la prima lievitazione, suddividere la pasta in panetti da circa 150 gr ciascuno e lasciar lievitare nel forno con la luce accesa, coperti da un canovaccio pulito.

Terminata la lievitazione, formate i cestini poggiando la pasta su una scodella o una tazza per il latte e cuocete a 200 gradi, finchè l’impasto non sarà semi cotto. Ci vorranno circa 10/15 minuti.

Nel frattempo lavare le verdure, pulirle e tagliarle a dadini.

Ungere una padella con un cucchiaio di olio e soffriggervi uno spicchio di aglio. Aggiungere le verdure, salare, pepare e cuocere per circa 15 minuti, fino a che le verdure non saranno morbide. Se necessario unire anche mezzo bicchiere di acqua. Eliminare lo spicchio di aglio.

Diversamente si possono grigliare le verdure a fette.

Ridurre la mozzarella in cubetti e tenere da parte.

Riprendere i cestini di pizza ripieni e riempirli con le verdure, la mozzarella e il prosciutto a dadini. In alternativa è possibile usare delle fette di prosciutto crudo per foderare i cestini di pizza e in seguito riempirli con le verdure e la mozzarella.

Infornare per altri 10 minuti.

I cestini di pizza ripieni sono pronti per deliziarti.

Li provi?

     

Vellutata di zucca

    

Chi dice autunno, dice vellutata di zucca.

Un piatto profumatissimo e colorato tutto da assaporare anche per chi soffre di allergia al nickel e intolleranza al lattosio.

Pochi ingredienti per una ricetta gustosa, adatta ai primi freddi e che vizia il palato.

La prima volta che ho provato a farla, ero scettica riguardo al gusto, ma mi sono subito ricreduta, basta abbinare i giusti ingredienti!

Per le sostituzioni, qui la dieta dei cibi concessi per l’allergia al nickel.

Inoltre è una base ideale per tanti altri piatti, come le lasagne, il ragù, la pasta al forno.

Qual è il tuo piatto preferito nelle stagioni fredde?

Ingredienti:

  • 300 gr di zucca gialla;
  • 2 cucchiai di olio evo (extravergine di oliva);
  • zenzero fresco;
  • paprika dolce;
  • sale;
  • 50 gr circa di Parmigiano Reggiano;
  • 1 manciata di capperi sotto sale;
  • 1 scalogno piccolo;
  • pepe nero.

Per accompagnare la vellutata di zucca:

Preparazione:

Per preparare la vellutata di zucca, bisogna innanzitutto pulire la zucca e ridurla in cubetti regolari.

Ungere una pentola con un cucchiaio di olio evo, unire lo scalogno tritato e lo zenzero e soffriggere brevemente.

Aggiungere la zucca, salare, pepare e cuocere a fiamma media per almeno 10 minuti, aggiungendo  a metà cottura un bicchiere di acqua.

La zucca sarà cotta quando risulterà morbida.

Riempire il boccale del minipimer con la zucca, della paprika dolce, il parmigiano e mezzo bicchiere di acqua. Frullare tutto fino ad ottenere una consistenza liscia e vellutata.

La vellutata di zucca è pronta!

La puoi servire con qualche cappero dissalato, pepe nero, crostini di pane croccante e a piacere cubetti di prosciutto crudo saltati in padella.

   

Buon appetito!

Per altre ricette con la zucca:

Muffins alla banana senza nickel e lattosio

La ricetta dei muffins alla banana senza nickel e lattosio è una di quelle che ti riportano all’autunno e al calore della casa.
Il freddo riunisce tutti a casa davanti a tisane, cioccolate calde( per chi non è allergico al nickel!) e caminetti, così cucinare torna ad essere un piacere, soprattutto se fatto per le persone care.
La mia amica Stefania mi ha regalato questo splendido tesoro tutto da assaporare: i muffins alla banana senza nickel e lattosio, ideale sia per chi soffre di allergia al nickel che per chi è intollerante al lattosio.
La ricetta prevede infatti yogurt senza lattosio o yogurt di riso(qui il link per la ricetta) e latte di riso(qui la ricetta per farlo in casa), che possono anche essere sostituiti da succo di frutta a scelta nelle stesse dosi.
Dolci sofficissimi, che profumano ogni stanza da poter gustare in mille varianti tutte nickelfree.
Questi tortini possono essere preparati con anticipo ed essere serviti a colazione o a merenda oppure è possibile congelarli in sacchetti per alimenti e conservarli fino a 3 mesi in congelatore.

Ingredienti: 

  • 300gr farina 00;
  • 2 cucchiai di miele;
  • 100gr zucchero di canna;
  • 2 banane mature;
  • 125gr yogurt senza lattosio o yogurt di riso;
  • 1 uovo;
  • 120ml latte di riso;
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato o 1/2 bustina di cremor tartaro;
  • 1 pizzico di sale
  • 1 limone scorza grattugiata o zenzero polvere

Preparazione:

Per preparare i muffins alla banana senza nickel e lattosio innanzitutto bisogna schiacchiare con la forchetta e in modo grossolano le banane e tenerle da parte.
Sbattere le uova con un pizzico di sale e aggiungere gradatamente lo zucchero e il miele, sempre montando fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Amalgamare a parte il latte di riso con lo yogurt e unirli alle uova; aggiungere le banane schiacciate e, una volta ben incorporate, passare alla farina, al bicarbonato e cremor tartato e in ultimo agli aromi.
Una volta ottenuto un composto liscio e omogeneo, riempire lo stampo da muffins con dei pirottini di carta e versarvi l’impasto.
Infornare a 180 gradi per circa 15/20 minuti.
I muffins alla banana senza nickel e lattosio saranno pronti quando, inserendo uno stecchino, non sarà completamente asciutto.
Tu come li prepari?

Sana fiera del biologico 2018

 

1. Sana: cos’è

Tra venerdì 7 e lunedì 10 settembre 2018 si è svolto a Bologna,  presso il quartiere fieristico, il salone internazionale del biologico e naturale, chiamato Sana.

Il Sana è la più importante fiera del biologico, che si svolge da ormai 30 anni e ospita  aziende  italiane ed estere, oltre a tutte le ultime novità del settore.

L’edizione 2018  è stata inaugurata col taglio del nastro del sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Alessandra Pesce. 

Ha coperto un totale di 7 padiglioni, dedicati alla cura di sé, alla bellezza, allo stile di vita green e al cibo biologico.

Ottimo punto di riferimento non solo per chi è segue uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente, ma anche per chi soffre di allergie.

Troppe lavorazioni industriali e l’uso di coloranti e conservanti rendono i prodotti confezionati dannosi per chi li assume in maniera continua, soprattutto se allergico al nickel. Cliccando qui la lista degli eccipienti vietati in cibi e farmaci; per cui la scelta migliore è quella di puntare su cibi da agricoltura biologica, che siano controllati dai trattamenti dei terreni, alla semina e in ogni fase produttiva. Per la dieta per l’allergia al nickel, clicca qui.

Ecco quindi una carrellata di quello che è successo al Sana, compresi nuovi prodotti assolutamente nickel tested o adatti alla dieta a basso contenuto di nickel.

La fiera è stata divisa nei padiglioni 19, 21, 22, 25, 26, 31 e 32, ripartiti per categorie.

2. Curiosando per il Sana

Il padiglione 19 è stato dedicato al green lifestyle, per rispondere alle esigenze di chi ama uno stile di vita ecologico, sostenibile e sano con 7 filoni tematici:

  • Home and Office
  • Mom and Kids
  • Mobility
  • Clothing & Textiles
  • Pet & Garden
  • Hobby & Sport
  • Travel & Wellness

Proseguendo nello spazio del Sana, i padiglioni 25 e 26 invece, sono stati adibiti al tema della cura del corpo naturale e bio con stand strepitosi di aziende green.

Le ricostruzioni di ambienti floreali hanno fatto da linea guida, stupendo e affascinando i visitatori con mille proposte differenti e coloratissime: dai giardini ricchi di sfumature delicate ai boschi verdissimi, un tripudio di tinte e profumi per spazi vivacissimi, alternati a esposizioni leggere e tenui destinate al relax e al benessere. Prove gratuite di cosmetici e prodotti, trattamenti corpo e coccole per le moltissime donne accorse: parrucchieri, massaggi e dolci pause tutte da assaporare.

L’Erbolario, che dal 1978 opera dapprima come piccola erboristeria artigiana nel lodigiano per poi evolversi in azienda a livello nazionale e internazionale,  ha predisposto un percorso sensoriale, che si snodava tra diversi stand, organizzati in base a colori e profumi; un corridoio fiorato per passare dall’essenza del papavero, al viola dell’iris, fino al bar a tema e perdersi in un cammino unico come in un bosco incantato.

     

Per Kosmolife, azienda che ha l’obiettivo di migliorare lo stato psicofisico attraverso uno scambio continuo di energia con l’universo, una postazione realizzata per il Big mama, cioè una struttura variopinta a forma di uovo per lavorare sulla frequenza delle cellule del corpo.

Puro Bio invece ha proposto un giardino fatto di fiori di carta crespa dai colori accesi ad altezza d’uomo, tra i quali camminare rapiti dai profumi e dalle immagini del maxi schermo.

Notevoli anche gli spazi dedicati ai saponi e prodotti che seguono le antiche ricette casalinghe, passate da generazione in generazione, seguite da aziende molto piccole, che conservano ancora i tratti tipici dell’italianità più vera, come “il profumo dei sogni”, che hanno presentato idee green originali.

Tutto su misura per chi fa del biologico uno stile di vita.

Tante sono state le novità presenti: prodotti per capelli, cosmetici, essenze, macchinari di bellezza e molto altro.

Segnalo lo stand preparato da Alkemilla, azienda italiana impegnata nella produzione di cosmetici biologici rispettosi dell’ambiente e degli animali, dove ho trovato innumerevoli prodotti inediti e adatti per chi è allergico al nickel: cosmetici, shampoo, maschere, creme testati al nickel, cromo e cobalto.

Non nascondo che ho fatto incetta di prodotti nickelfree.

Nei padiglioni 21, 22, 31 e 32 invece, si trovavano gli stand allestiti per i cibi biologici.

I grandi marchi sono stati protagonisti dell’edizione di quest’anno, ma i piccoli produttori hanno fatto emergere novità interessanti.

Tante conferme per noi nickelini, ma anche molte piacevoli sorprese: i marchi che ci accompagnano nel biologico sono tanti.

Per la lista delle aziende che producono:

I cibi maggiormente presenti sono stati senza dubbio i grani antichi, tanto utili a chi soffre di allergia al nickel e prodotti artigianali come miele, marmellate, spezie, frutta e verdura.

Assaggi gratuiti per tutti, ma solo pochi stand erano attrezzati per la vendita al dettaglio purtroppo; quindi tanti depliant per curiosare online.

Presenti anche punti ristoro brandizzati per molti stand come Sottolestelle, La finestra sul cielo e Coop, dove era possibile scegliere prodotti e piatti da gustare piacevolmente in piccoli ristorantini pittoreschi allestiti per l’occasione e caratterizzati da una forte connessione con la natura e il biologico.

Piacevolissimo lo stand della Funny veg academy, un’iniziativa che seguo da un pò e che nasce dall’unione di chef e professionisti con esperienza pluriennale nel campo dell’alimentazione a base vegetale, i quali offrono corsi di cucina vegan e consulenza.

Lo stand proposto era suddiviso in zona bar e tavolini dove approfittare per rifocillarsi dopo tanto vagare per la fiera. Fondo bianco, frutti, piante e lampadine multicolor per arredare il tutto e creare un’atmosfera allegra ed easy.

        

Come pure il bar di Yogi tea, che ha presentato nuove varietà di prodotti in uno stand dai colori sgargianti e dai profumi intensi, accogliendo passanti curiosi, desiderosi di un momento di pausa.

         

3. Gli eventi

Il Sana però ha saputo puntare anche sulla divulgazione, offrendo diversi convegni a tema biologico, in particolare:

  • venerdì 7 settembre la fiera si è aperta alle ore 9:30 con una conferenza organizzata dalla Fondazione Istituto di scienze della salute, intitolata “Il ruolo del microbioma nella genesi delle malattie. Nuovi spunti nutrizionali e terapeutici” per poi proseguire con tutte le innovazioni e i progetti del settore agricolo e della cosmesi biologici e le scoperte scientifiche connesse.
  • Interessante anche l’incontro a tema: “Probiotici e prebiotici: caratteristiche e proprietà, qualità, attività biologiche e modalità per un corretto utilizzo”, tenutasi sabato 8 alle 15:00
  • il workshop sull’agricoltura biologica e agroecologia: quali principi, obiettivi e metodi per una ricerca di qualità, domenica 9 alle 14;30.

Il Sana 2018 quindi si è confermato come un incontro ricco di eventi a tema, novità da scoprire e conferme del mondo biologico, ma anche utilissimo per chi soffre di allergie.

Stand all’insegna del naturale e del sano, ricchi di colori e prodotti, hanno accompagnato la fiera, che si distingue da 30 anni come riporta un articolo sull’Ansa:

 “Come tutti i compleanni – ha detto il presidente della Fiera bolognese, Giampiero Calzolari, presentando alla scuola della Cucina italiana a Milano la manifestazione – si fanno un po’ di riflessioni sulla storia. E’ un compleanno che si festeggia nella stagione più florida: 30 anni fa fu una felice intuizione per un’area di nicchia. Oggi parlare di biologico vuol dire parlare del quotidiano e non solo di alimentazione”.

Appuntamento al prossimo anno quindi, al Sana!

Peperoni ripieni di riso

I peperoni ripieni di riso sono uno dei miei piatti preferiti!

Adoro mangiarne la crosticina salata in contrasto con la dolcezza del peperone.

Sono un ottimo piatto unico da preparare anche il giorno prima e soprattutto comodissimi da portare per una gita fuori porta o a lavoro.

Non solo nickelfree, ma anche glutenfree e lactosefree, possono essere adattati secondo i gusti.

Io ne preparo mille versioni e mi piacciono comunque.

Per le sostituzioni, ecco la lista dei cibi permessi per l’allergia al nickel.

Ecco la ricetta per voi!

Ingredienti:

  • 50 gr di riso basmati;
  • 1 peperone rosso o giallo medio;
  • 50 gr di prosciutto crudo a cubetti;
  • 2 cucchiai di parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva) +1;
  • 10 olive nere snocciolate;
  • zenzero fresco;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 1/2 zucchina;
  • pepe nero;
  • sale;
  • pangrattato di riso.

Preparazione:

Per preparare i peperoni ripieni di riso, bisogna innanzitutto lessare il riso in abbondante acqua salata.

Lavare e pulire i peperoni, eliminando il picciolo e lavando bene l’interno, in modo da eliminare completamente i semini.

Dividere in due parti uguali il peperone e lessarlo in abbondante acqua.

Intanto preparare il soffritto con un cucchiaio di olio, lo zenzero sminuzzato finemente, l’aglio intero e un pizzico di sale e pepe.

Aggiungere il prosciutto a cubetti e la zucchina grattugiata e cuocere per 5 minuti.

Scolare i peperoni e asciugarli bene.

Ungere una teglia in vetro con un cucchiaio di olio e posizionarci i peperoni.

Spolverare con poco sale e pepe e tenere da parte.

Scolare il riso al dente e mescolarlo col condimento di zucchina e prosciutto più le olive tagliate a pezzetti.

Riempire il peperone col riso e spolverare con pepe nero e abbondante pangrattato di riso e parmigiano Reggiano.

Completare i peperoni ripieni di riso con un filo di olio evo.

Infornare alla massima potenza, forno ventilato, finché non si formerà una crosticina croccante sulla superficie.

Buon appetito!

Per altre ricette con i peperoni:

Per altre ricette senza glutine:

Affrontare il caldo

1. Affrontare il caldo con l’allergia al nickel

 

Come affrontare il caldo compatibilmente all’allergia al nickel?

Spesso chi soffre di allergia al nickel deve fare i conti con un senso cronico di stanchezza, che si acuisce con le alte temperature estive.

Infatti i sintomi si intensificano nei periodi più afosi e in genere nei climi caldo-umidi, perché la sudorazione favorisce il rilascio di nickel sulla pelle.

Innanzitutto è necessario curare l’alimentazione.

Via libera al consumo di frutta e verdura per mantenere l’idratazione e un livello ottimale di vitamine e sali minerali, ma anche per non appesantire il corpo, già sotto sforzo.

Insalate, verdure fresche e frutta sono anche il modo migliore per contrastare gli effetti di un eccesso di sale, che può procurare gonfiore.

In questo caso patate e banane possono rivelarsi molto utili, perché ricche di potassio e magnesio, che contrastano gli effetti del sodio e permettono anche di reintegrare i sali minerali persi col sudore.

Veri e propria toccasana sono magnesio, curcuma, zenzero e limone, da assumere in diversi modi e tempi durante l’arco della giornata.

E’ importante utilizzarli in cucina come ingredienti principe dei nostri piatti oppure sotto forma di integratori naturali.

Per esempio è possibile preparare:

Via libera perciò a ingredienti freschi e stagionali con cui preparare ricette semplici e facili da mangiare. Qualche idea?

Puntare su frullati, centrifugati, estratti, gelati fatti in casa(quelli confezionati e artigianali hanno quasi sempre nickel) e granite.

Ecco alcuni suggerimenti:

Alcuni consigli pratici e veloci per affrontare il caldo in qualsiasi momento:

  • mangiare qualcosa di salato;
  • tenere sempre a portata di mano dell’acqua;
  • preferire agli snack la frutta.

Cibi perfetti da portare sempre con sé sono: pezzetti di parmigiano, prosciutto crudo, pane, frutta essiccata.

2. Affrontare il caldo: multivitaminici e integratori nickelfree

 

Per i nickelini i multivitaminici sono banditi, in quanto ricchi di componenti sintetici, che hanno sviluppato nickel nella lavorazione.

Non tutti sanno che alcuni tipi di farmaci ed eccipienti potrebbero creare problemi, ecco quindi:

  1. tutto quello che c’è da sapere su medicine e integratori;
  2. la lista degli eccipienti vietati in cibi e medicinali.

In linea di massima per chi è allergico al nickel la soluzione migliore per affrontare il caldo sarebbe quella di assumere vitamine singole e sali minerali.

Per chi non ne avesse a portata di mano, un semplice rimedio casalingo può essere una bevanda a base di acqua, limone, sale. Assolutamente naturale e nickelfree, si può bere all’occorrenza, meglio se lasciato a riposare in frigo.

Un’alternativa molto valida è il cloruro di magnesio. 

Efficace per contrastare il senso di svenimento, il mal di testa da calore, gli edemi e la pressione bassa; agisce sulla contrattilità dei vasi e aiuta a mantenere i liquidi all’interno dei vasi stessi.

 

Tra le cure omeopatiche è possibile citare la Belladonna 5 o 7 CH, utile anche per il mal di testa da calore. Mentre Apis 5 o 7 CH è utile per combattere l’eruzione da calore: il sudore resta intrappolato sotto la pelle e si riversa nei tessuti sottostanti, procurando un’eruzione che porta prurito o dolore pungente.

3. Rimedi quotidiani per affrontare il caldo

Essenziale con la calura che incombe rinfrescarsi continuamente.

Si a docce frequenti, ma tiepide per non far soffrire il corpo, a causa di un’eccessiva differenza di temperatura. Si all’uso di olio essenziali all’arancio da mescolare al bagnoschiuma e di impacchi e maschere naturali fatte in casa.

Ecco qualche ricetta semplice e velocissima.

Spesso si sottovaluta l’importanza del vestirsi in modo fresco con fibre naturali e di colori chiari.

Per noi nickelini è uno degli stratagemmi più utili e semplici da attuare, anche perchè di norma ci si dovrebbe già fare attenzione.

 

Perché?

Ecco tutti i chiarimenti sugli abiti che sarebbe preferibile indossare.

Infine fare pediluvi rinfrescanti con acqua e bicarbonato, favoriscono il calo della temperatura corporea.

E’ possibile quindi affrontare il caldo, usando stratagemmi semplici, veloci e soprattutto senza rischio di reazioni allergiche dovute al nickel.

Basta premunirsi e seguire questi accorgimenti per star bene durante l’estate.

Buone vacanze, nickelini!

Spaghetti allo sgombro e valeriana

 

Avete mai provato gli spaghetti allo sgombro e valeriana?

Questa ricetta mi è venuta in mente per caso, un giorno di pioggia in cui non sapevo assolutamente cosa mangiare a pranzo.

Cucinare piatti sfiziosi non è sempre facile con una dieta molto ristretta come per quella per l’allergia al nickel.

Sperimentando però, si possono inventare tante ricette.

Gli spaghetti allo sgombro e valeriana sono un piatto fresco, semplice e soprattutto veloce.

E’ possibile prepararlo in poco tempo e personalizzarlo in base ai propri gusti.

Il sapore è deciso, ma può essere addolcito sostituendo la valeriana o aggiungendo dello scalogno per esempio.

Altra possibilità: usare le zucchine o mixarle con la valeriana.

Cos’aspettate quindi?

Cuciniamoli subito!

Ingredienti:

  •  80 gr di spaghetti di grano duro Senatore cappelli;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva);
  • 1 spicchio di aglio;
  • 100 gr di sombro sott’olio di oliva;
  • 150 gr circa di valeriana;
  • sale;
  • zenzero;
  • paprika dolce;
  • olive nere (opzionale).

Procedimento: 

Per preparare gli spaghetti allo sgombro e valeriana è necessario cuocere la pasta in abbondante acqua salata.

A circa metà cottura, unire la valeriana ben lavata.

Scolare la pasta al dente, conservando un bicchiere di acqua di cottura.

Nel frattempo ungere una padella con l’olio di oliva e soffriggere lo spicchio di aglio in camicia, cioè intero e con la buccia.

Questo permetterà al piatto di essere più leggero e di sapore più delicato.

Unire un pezzetto di zenzero grattugiato finemente e soffriggere appena e subito dopo lo sgombro ben sgocciolato e spezzettato e le olive.

Lasciar insaporire un paio di minuti.

Aggiungere quindi la pasta, la valeriana e mezzo bicchiere di acqua di cottura con la paprika dolce.

Prelevare parte del condimento e frullarla col minipimer.

Completare la cottura e saltare la pasta con la crema di sgombro e valeriana.

Buon appetito!

Per altre ricette di pasta:

 

La quinoa

Conoscete la quinoa?

E’ uno pseudo-cereale molto usato da chi è allergico al nickel, chi è celiaco e chi soffre di diabete e insulino resistenza.

Per chi soffre di Snas (allergia sistemica al nickel) una dieta di disintossicazione è imprescindibile.

Ma come regolarsi tra tante privazioni?

La parola d’ordine è “alternative”.

Bisogna sempre trovare delle nuove soluzioni per riuscire a mangiare e rimanere in salute.

I cereali concessi sono veramente pochi: kamut, grani antichi, riso (i bianchi e i gialli), quinoa, tapioca, amaranto per chi lo tollera.

Fondamentale è adottare una dieta variata per non sviluppare ulteriori sensibilità.

La quinoa è una delle scelte possibili per bilanciare la dieta.

Scopriamola insieme!

1. Cos’è la quinoa: la storia

La quinoa è un alimento di origini antichissime.

Nasce nel Sud America, in particolare nelle Ande, tra Bolivia, Perù e Cile e viene molto utilizzata nell’alimentazione degli Inca..

Essi la chiamavano “chisiya mama”, che in lingua quechua significa “madre
di tutti i semi”.

Coltivata da oltre 5000 anni su altopiani pietrosi e aridi a oltre 3000 m di altitudine, questa pianta è simbolo di biodiversità. Esistono infatti più di 200 varietà di quinoa.

Addirittura la quinoa aveva un ruolo sacro per questa popolazione, infatti veniva impiegata nelle cerimonie religiose e offerta come simbolo di prosperità.
Per questa ragione i conquistatori spagnoli cercarono di estirparla e imporre piante europee, come pomodori, patate e mais.

Il suo utilizzo venne tuttavia recuperato nel XX secolo, avendo anche una notevole diffusione anche in Nord America a partire dal anni Settanta e Ottanta.

1.2 Proprietà nutritive

 

La quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopidacee. Naturalmente priva di glutine, è però ricca di proteine, carboidrati e fibra alimentare.

La quinoa contiene due amminoacidi essenziali, come la lisina e la metionina.

Ciò significa che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo, ma è costretto ad assumerli attraverso l’alimentazione.

La lisina si crea in presenza di vitamina C e diventa un costituente del collagene, la proteina che costituisce l’impalcatura dei tessuti connettivi; jìha poi un ruolo importante nella produzione di anticorpi e nella creazione del tessuto osseo.

La metionina invece aiuta il metabolismo dell’insulina e ha azione lipolitica sul fegato e verso i grassi che aderiscono alle arterie.

Come riporta il sito www.viversano.net:

La quinoa contiene anche grassi ad alto valore biologico, composti da acidi grassi polinsaturi (acido linoleico soprattutto), importanti fattori protettivi verso le malattie cardiovascolari. Un’alta percentuale è data dalle fibre alimentari, che, oltre a contribuire ad abbassare il colesterolo, conferiscono alla quinoa diverse proprietà benefiche per l’apparato digerente: migliorano il funzionamento ed il transito intestinale, favoriscono la riduzione dell’acidità gastrica ed i disturbi ad essa correlati (ulcera e gastrite).

Oltretutto la fibra è un’ottima alleata nella lotta al diabete di tipo II, in quanto aiuta a mantener basso l’indice glicemico.

Per finire questo pseudocereale vanta la presenza di tanti minerali e vitamine: potassio, magnesio, calcio, ferro, fosforo, zinco, vitamina C, vitamina B2 e vitamina E. Quest’ultima le dona proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie.

Inoltre apporta benefici al sistema cardiocircolatorio, all’intestino e aimuscoli.

Un’altra sostanza che caratterizza la quinoa è l’acido folico.

Quest’ultimo è fondamentale per garantire la corretta sintesi e differenziamento dei globuli rossi e, soprattutto, il corretto sviluppo fetale durante la gravidanza.

La quinoa infine rivela importanti proprietà antiossidanti, essendo ricca in alcuni polifenoli come la quercetina.

Essa infatti contrasta l’invecchiamento e le patologie indotte dallo stress ossidativo, come le allergie, il diabete, l’aterosclerosi, il morbo di Alzheimer. Secondo alcuni studi, la quercetina potrebbe anche prevenire il cancro ed essere utilizzata addirittura come coadiuvante della terapia chemioterapica.

2. Varietà di quinoa

La quuinoa appartiene alla famiglia degli spinaci e delle barbabietole, tant’è che le sue foglie si possono cucinare allo stesso modo e il sapore è molto simile.

È uno pseudo cereale e s’impone come una valida alternativa ai cereali.

In effetti la quinoa è composta per il 60% da carboidrati complessi e a basso indice glicemico, che aiutano a contenere i livelli di zuccheri nel sangue e a tenere sotto controllo la fame.

Una caratteristica peculiare della quinoa è che la sua lavorazione, a differenza di ciò che avviene per gli altri cereali, non determina la perdita delle sue caratteristiche nutrizionali, che restano intatte.

Esistono diversi tipi di quinoa, che possono essere distinti anche grazie alla differente colorazione dei chicchi: rossa, gialla e nera.

La diversa colorazione indica solo una differente percentuale di saponina.

Tra le varietà di quinoa più comuni, la Real per esempio è caratterizzata da chicchi gialli. La sua particolarità è la bassa percentuale di saponine in essa contenute.

Come spiega il sito www.analisidelsangue.net, 

Le saponine sono delle sostanze presenti in numerose specie vegetali, diversi tipi di cereali e legumi, infatti, ne contengono in buone quantità.

Sono delle sostanze velenose, ad azione battericida, che le piante producono per difendersi dall’attacco di organismi patogeni, insetti ed uccelli che vengono respinti dal loro caratteristico sapore amaro.

Tuttavia, queste sostanze risultano tossiche per l’uomo, se introdotte in elevate concentrazioni.

Possono causare irritazioni della mucosa gastrica. Un’elevata concentrazione nell’apparato gastro-intestinale può provocare vomito, nausea e mal di stomaco.

In piccole quantità invece, hanno effetti benefici sull’organismo: hanno un’azione espettorante, diuretica ed antinfiammatoria.

In base al suo contenuto di saponine, la quinoa può essere classificata in 3 categorie:

  • Dolce

contiene poche saponine (< 0,1%) ed è la più consumata.

  • Semi-dolce.

contiene saponine tra lo 0,1 e l’1%

  • Amara

contiene fino all’1% di saponine

 

Quindi è importante lavare bene i chicchi di quinoa per eliminare le saponine.

E’ sufficiente lavare i chicchi e lasciarli a bagno anche 24 ore.

Dopo la cottura sarebbe preferibile risciacquarli sotto abbondante acqua corrente.

3. Usi in cucina

La quinoa può essere usata largamente in cucina.

I piatti più gettonati sono le insalate, le polpette, gli hamburger, ma può essere ottima anche in abbinamento a dei ripieni.

Essendo uno pseudo-cereale, può sostituire pasta e riso, di uso più comune.

La quinoa è ottima per la preparazione di piatti misti di verdure e può essere usata da chi è celiaco, da chi soffre di insulino resistenza o diabete e da chi è vegano.

Rappresenta un’alternativa importante per chi vuole associare quindi alla dieta per l’allergia al nickel, quella vegana o vegetariana.

E’ addirittura utilizzata, insieme all’amaranto, dagli astronauti per un’alimentazione equilibrata.