Peperoni ripieni di riso

I peperoni ripieni di riso sono uno dei miei piatti preferiti!

Adoro mangiarne la crosticina salata in contrasto con la dolcezza del peperone.

Sono un ottimo piatto unico da preparare anche il giorno prima e soprattutto comodissimi da portare per una gita fuori porta o a lavoro.

Non solo nickelfree, ma anche glutenfree e lactosefree, possono essere adattati secondo i gusti.

Io ne preparo mille versioni e mi piacciono comunque.

Per le sostituzioni, ecco la lista dei cibi permessi per l’allergia al nickel.

Ecco la ricetta per voi!

Ingredienti:

  • 50 gr di riso basmati;
  • 1 peperone rosso o giallo medio;
  • 50 gr di prosciutto crudo a cubetti;
  • 2 cucchiai di parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva) +1;
  • 10 olive nere snocciolate;
  • zenzero fresco;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 1/2 zucchina;
  • pepe nero;
  • sale;
  • pangrattato di riso.

Preparazione:

Per preparare i peperoni ripieni di riso, bisogna innanzitutto lessare il riso in abbondante acqua salata.

Lavare e pulire i peperoni, eliminando il picciolo e lavando bene l’interno, in modo da eliminare completamente i semini.

Dividere in due parti uguali il peperone e lessarlo in abbondante acqua.

Intanto preparare il soffritto con un cucchiaio di olio, lo zenzero sminuzzato finemente, l’aglio intero e un pizzico di sale e pepe.

Aggiungere il prosciutto a cubetti e la zucchina grattugiata e cuocere per 5 minuti.

Scolare i peperoni e asciugarli bene.

Ungere una teglia in vetro con un cucchiaio di olio e posizionarci i peperoni.

Spolverare con poco sale e pepe e tenere da parte.

Scolare il riso al dente e mescolarlo col condimento di zucchina e prosciutto più le olive tagliate a pezzetti.

Riempire il peperone col riso e spolverare con pepe nero e abbondante pangrattato di riso e parmigiano Reggiano.

Completare i peperoni ripieni di riso con un filo di olio evo.

Infornare alla massima potenza, forno ventilato, finché non si formerà una crosticina croccante sulla superficie.

Buon appetito!

Per altre ricette con i peperoni:

Per altre ricette senza glutine:

Affrontare il caldo

1. Affrontare il caldo con l’allergia al nickel

 

Come affrontare il caldo compatibilmente all’allergia al nickel?

Spesso chi soffre di allergia al nickel deve fare i conti con un senso cronico di stanchezza, che si acuisce con le alte temperature estive.

Infatti i sintomi si intensificano nei periodi più afosi e in genere nei climi caldo-umidi, perché la sudorazione favorisce il rilascio di nickel sulla pelle.

Innanzitutto è necessario curare l’alimentazione.

Via libera al consumo di frutta e verdura per mantenere l’idratazione e un livello ottimale di vitamine e sali minerali, ma anche per non appesantire il corpo, già sotto sforzo.

Insalate, verdure fresche e frutta sono anche il modo migliore per contrastare gli effetti di un eccesso di sale, che può procurare gonfiore.

In questo caso patate e banane possono rivelarsi molto utili, perché ricche di potassio e magnesio, che contrastano gli effetti del sodio e permettono anche di reintegrare i sali minerali persi col sudore.

Veri e propria toccasana sono magnesio, curcuma, zenzero e limone, da assumere in diversi modi e tempi durante l’arco della giornata.

E’ importante utilizzarli in cucina come ingredienti principe dei nostri piatti oppure sotto forma di integratori naturali.

Per esempio è possibile preparare:

Via libera perciò a ingredienti freschi e stagionali con cui preparare ricette semplici e facili da mangiare. Qualche idea?

Puntare su frullati, centrifugati, estratti, gelati fatti in casa(quelli confezionati e artigianali hanno quasi sempre nickel) e granite.

Ecco alcuni suggerimenti:

Alcuni consigli pratici e veloci per affrontare il caldo in qualsiasi momento:

  • mangiare qualcosa di salato;
  • tenere sempre a portata di mano dell’acqua;
  • preferire agli snack la frutta.

Cibi perfetti da portare sempre con sé sono: pezzetti di parmigiano, prosciutto crudo, pane, frutta essiccata.

2. Affrontare il caldo: multivitaminici e integratori nickelfree

 

Per i nickelini i multivitaminici sono banditi, in quanto ricchi di componenti sintetici, che hanno sviluppato nickel nella lavorazione.

Non tutti sanno che alcuni tipi di farmaci ed eccipienti potrebbero creare problemi, ecco quindi:

  1. tutto quello che c’è da sapere su medicine e integratori;
  2. la lista degli eccipienti vietati in cibi e medicinali.

In linea di massima per chi è allergico al nickel la soluzione migliore per affrontare il caldo sarebbe quella di assumere vitamine singole e sali minerali.

Per chi non ne avesse a portata di mano, un semplice rimedio casalingo può essere una bevanda a base di acqua, limone, sale. Assolutamente naturale e nickelfree, si può bere all’occorrenza, meglio se lasciato a riposare in frigo.

Un’alternativa molto valida è il cloruro di magnesio. 

Efficace per contrastare il senso di svenimento, il mal di testa da calore, gli edemi e la pressione bassa; agisce sulla contrattilità dei vasi e aiuta a mantenere i liquidi all’interno dei vasi stessi.

 

Tra le cure omeopatiche è possibile citare la Belladonna 5 o 7 CH, utile anche per il mal di testa da calore. Mentre Apis 5 o 7 CH è utile per combattere l’eruzione da calore: il sudore resta intrappolato sotto la pelle e si riversa nei tessuti sottostanti, procurando un’eruzione che porta prurito o dolore pungente.

3. Rimedi quotidiani per affrontare il caldo

Essenziale con la calura che incombe rinfrescarsi continuamente.

Si a docce frequenti, ma tiepide per non far soffrire il corpo, a causa di un’eccessiva differenza di temperatura. Si all’uso di olio essenziali all’arancio da mescolare al bagnoschiuma e di impacchi e maschere naturali fatte in casa.

Ecco qualche ricetta semplice e velocissima.

Spesso si sottovaluta l’importanza del vestirsi in modo fresco con fibre naturali e di colori chiari.

Per noi nickelini è uno degli stratagemmi più utili e semplici da attuare, anche perchè di norma ci si dovrebbe già fare attenzione.

 

Perché?

Ecco tutti i chiarimenti sugli abiti che sarebbe preferibile indossare.

Infine fare pediluvi rinfrescanti con acqua e bicarbonato, favoriscono il calo della temperatura corporea.

E’ possibile quindi affrontare il caldo, usando stratagemmi semplici, veloci e soprattutto senza rischio di reazioni allergiche dovute al nickel.

Basta premunirsi e seguire questi accorgimenti per star bene durante l’estate.

Buone vacanze, nickelini!

Spaghetti allo sgombro e valeriana

 

Avete mai provato gli spaghetti allo sgombro e valeriana?

Questa ricetta mi è venuta in mente per caso, un giorno di pioggia in cui non sapevo assolutamente cosa mangiare a pranzo.

Cucinare piatti sfiziosi non è sempre facile con una dieta molto ristretta come per quella per l’allergia al nickel.

Sperimentando però, si possono inventare tante ricette.

Gli spaghetti allo sgombro e valeriana sono un piatto fresco, semplice e soprattutto veloce.

E’ possibile prepararlo in poco tempo e personalizzarlo in base ai propri gusti.

Il sapore è deciso, ma può essere addolcito sostituendo la valeriana o aggiungendo dello scalogno per esempio.

Altra possibilità: usare le zucchine o mixarle con la valeriana.

Cos’aspettate quindi?

Cuciniamoli subito!

Ingredienti:

  •  80 gr di spaghetti di grano duro Senatore cappelli;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva);
  • 1 spicchio di aglio;
  • 100 gr di sombro sott’olio di oliva;
  • 150 gr circa di valeriana;
  • sale;
  • zenzero;
  • paprika dolce;
  • olive nere (opzionale).

Procedimento: 

Per preparare gli spaghetti allo sgombro e valeriana è necessario cuocere la pasta in abbondante acqua salata.

A circa metà cottura, unire la valeriana ben lavata.

Scolare la pasta al dente, conservando un bicchiere di acqua di cottura.

Nel frattempo ungere una padella con l’olio di oliva e soffriggere lo spicchio di aglio in camicia, cioè intero e con la buccia.

Questo permetterà al piatto di essere più leggero e di sapore più delicato.

Unire un pezzetto di zenzero grattugiato finemente e soffriggere appena e subito dopo lo sgombro ben sgocciolato e spezzettato e le olive.

Lasciar insaporire un paio di minuti.

Aggiungere quindi la pasta, la valeriana e mezzo bicchiere di acqua di cottura con la paprika dolce.

Prelevare parte del condimento e frullarla col minipimer.

Completare la cottura e saltare la pasta con la crema di sgombro e valeriana.

Buon appetito!

Per altre ricette di pasta:

 

La quinoa

Conoscete la quinoa?

E’ uno pseudo-cereale molto usato da chi è allergico al nickel, chi è celiaco e chi soffre di diabete e insulino resistenza.

Per chi soffre di Snas (allergia sistemica al nickel) una dieta di disintossicazione è imprescindibile.

Ma come regolarsi tra tante privazioni?

La parola d’ordine è “alternative”.

Bisogna sempre trovare delle nuove soluzioni per riuscire a mangiare e rimanere in salute.

I cereali concessi sono veramente pochi: kamut, grani antichi, riso (i bianchi e i gialli), quinoa, tapioca, amaranto per chi lo tollera.

Fondamentale è adottare una dieta variata per non sviluppare ulteriori sensibilità.

La quinoa è una delle scelte possibili per bilanciare la dieta.

Scopriamola insieme!

1. Cos’è la quinoa: la storia

La quinoa è un alimento di origini antichissime.

Nasce nel Sud America, in particolare nelle Ande, tra Bolivia, Perù e Cile e viene molto utilizzata nell’alimentazione degli Inca..

Essi la chiamavano “chisiya mama”, che in lingua quechua significa “madre
di tutti i semi”.

Coltivata da oltre 5000 anni su altopiani pietrosi e aridi a oltre 3000 m di altitudine, questa pianta è simbolo di biodiversità. Esistono infatti più di 200 varietà di quinoa.

Addirittura la quinoa aveva un ruolo sacro per questa popolazione, infatti veniva impiegata nelle cerimonie religiose e offerta come simbolo di prosperità.
Per questa ragione i conquistatori spagnoli cercarono di estirparla e imporre piante europee, come pomodori, patate e mais.

Il suo utilizzo venne tuttavia recuperato nel XX secolo, avendo anche una notevole diffusione anche in Nord America a partire dal anni Settanta e Ottanta.

1.2 Proprietà nutritive

 

La quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopidacee. Naturalmente priva di glutine, è però ricca di proteine, carboidrati e fibra alimentare.

La quinoa contiene due amminoacidi essenziali, come la lisina e la metionina.

Ciò significa che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo, ma è costretto ad assumerli attraverso l’alimentazione.

La lisina si crea in presenza di vitamina C e diventa un costituente del collagene, la proteina che costituisce l’impalcatura dei tessuti connettivi; jìha poi un ruolo importante nella produzione di anticorpi e nella creazione del tessuto osseo.

La metionina invece aiuta il metabolismo dell’insulina e ha azione lipolitica sul fegato e verso i grassi che aderiscono alle arterie.

Come riporta il sito www.viversano.net:

La quinoa contiene anche grassi ad alto valore biologico, composti da acidi grassi polinsaturi (acido linoleico soprattutto), importanti fattori protettivi verso le malattie cardiovascolari. Un’alta percentuale è data dalle fibre alimentari, che, oltre a contribuire ad abbassare il colesterolo, conferiscono alla quinoa diverse proprietà benefiche per l’apparato digerente: migliorano il funzionamento ed il transito intestinale, favoriscono la riduzione dell’acidità gastrica ed i disturbi ad essa correlati (ulcera e gastrite).

Oltretutto la fibra è un’ottima alleata nella lotta al diabete di tipo II, in quanto aiuta a mantener basso l’indice glicemico.

Per finire questo pseudocereale vanta la presenza di tanti minerali e vitamine: potassio, magnesio, calcio, ferro, fosforo, zinco, vitamina C, vitamina B2 e vitamina E. Quest’ultima le dona proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie.

Inoltre apporta benefici al sistema cardiocircolatorio, all’intestino e aimuscoli.

Un’altra sostanza che caratterizza la quinoa è l’acido folico.

Quest’ultimo è fondamentale per garantire la corretta sintesi e differenziamento dei globuli rossi e, soprattutto, il corretto sviluppo fetale durante la gravidanza.

La quinoa infine rivela importanti proprietà antiossidanti, essendo ricca in alcuni polifenoli come la quercetina.

Essa infatti contrasta l’invecchiamento e le patologie indotte dallo stress ossidativo, come le allergie, il diabete, l’aterosclerosi, il morbo di Alzheimer. Secondo alcuni studi, la quercetina potrebbe anche prevenire il cancro ed essere utilizzata addirittura come coadiuvante della terapia chemioterapica.

2. Varietà di quinoa

La quuinoa appartiene alla famiglia degli spinaci e delle barbabietole, tant’è che le sue foglie si possono cucinare allo stesso modo e il sapore è molto simile.

È uno pseudo cereale e s’impone come una valida alternativa ai cereali.

In effetti la quinoa è composta per il 60% da carboidrati complessi e a basso indice glicemico, che aiutano a contenere i livelli di zuccheri nel sangue e a tenere sotto controllo la fame.

Una caratteristica peculiare della quinoa è che la sua lavorazione, a differenza di ciò che avviene per gli altri cereali, non determina la perdita delle sue caratteristiche nutrizionali, che restano intatte.

Esistono diversi tipi di quinoa, che possono essere distinti anche grazie alla differente colorazione dei chicchi: rossa, gialla e nera.

La diversa colorazione indica solo una differente percentuale di saponina.

Tra le varietà di quinoa più comuni, la Real per esempio è caratterizzata da chicchi gialli. La sua particolarità è la bassa percentuale di saponine in essa contenute.

Come spiega il sito www.analisidelsangue.net, 

Le saponine sono delle sostanze presenti in numerose specie vegetali, diversi tipi di cereali e legumi, infatti, ne contengono in buone quantità.

Sono delle sostanze velenose, ad azione battericida, che le piante producono per difendersi dall’attacco di organismi patogeni, insetti ed uccelli che vengono respinti dal loro caratteristico sapore amaro.

Tuttavia, queste sostanze risultano tossiche per l’uomo, se introdotte in elevate concentrazioni.

Possono causare irritazioni della mucosa gastrica. Un’elevata concentrazione nell’apparato gastro-intestinale può provocare vomito, nausea e mal di stomaco.

In piccole quantità invece, hanno effetti benefici sull’organismo: hanno un’azione espettorante, diuretica ed antinfiammatoria.

In base al suo contenuto di saponine, la quinoa può essere classificata in 3 categorie:

  • Dolce

contiene poche saponine (< 0,1%) ed è la più consumata.

  • Semi-dolce.

contiene saponine tra lo 0,1 e l’1%

  • Amara

contiene fino all’1% di saponine

 

Quindi è importante lavare bene i chicchi di quinoa per eliminare le saponine.

E’ sufficiente lavare i chicchi e lasciarli a bagno anche 24 ore.

Dopo la cottura sarebbe preferibile risciacquarli sotto abbondante acqua corrente.

3. Usi in cucina

La quinoa può essere usata largamente in cucina.

I piatti più gettonati sono le insalate, le polpette, gli hamburger, ma può essere ottima anche in abbinamento a dei ripieni.

Essendo uno pseudo-cereale, può sostituire pasta e riso, di uso più comune.

La quinoa è ottima per la preparazione di piatti misti di verdure e può essere usata da chi è celiaco, da chi soffre di insulino resistenza o diabete e da chi è vegano.

Rappresenta un’alternativa importante per chi vuole associare quindi alla dieta per l’allergia al nickel, quella vegana o vegetariana.

E’ addirittura utilizzata, insieme all’amaranto, dagli astronauti per un’alimentazione equilibrata.

 

Insalata di riso e quinoa

L’insalata di riso e quinoa è un piatto fresco, adatto all’estate.

Colorato e divertente, può essere preparato anche con anticipo.

Può fungere anche da piatto unico ed è adatto a chi non solo è allergico al nickel, ma anche a chi è celiaco o vegano.

Unisce colori e profumi in un’armonia di sapori.

Ottimo anche con aperitivo, è una ricetta da provare assolutamente!

Ingredienti:

  • 60 gr di riso basmati;
  • 40 gr di quinoa mista;
  • 1/2 peperone rosso;
  • 10/15 olive nere o verdi;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 1 pezzetto di zenzero fresco;
  • 1 zucchina;
  • 1/2 melanzana;
  • 1/2 scalogno;
  • pepe bianco;
  • sale;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva).

Procedimento:

Per preparare l’insalata di riso e quinoa è innanzitutto necessario mettere a bagno la quinoa per almeno un paio di ore.

Poi bisogna scolarla e sciacquarla molto bene in un colino a maglie abbastanza strette.

I chicchi sono di dimensioni estremamente ridotte, quindi si rischia di perderli.

Consiglio di fare quest’operazione anche dalla sera prima, per eliminare completamente le saponine che ricoprono i chicchi.

Lavare e pulire accuratamente le verdure, quindi tagliare le zucchine e le melanzane a cubetti.

Ridurre il peperone a listarelle, facendo attenzione ad eliminare le parti bianche.

Lessare per almeno dieci minuti i peperoni e scolarli.

Nel frattempo a parte pulire e sminuzzare aglio, scalogno e zenzero.

Scaldare l’olio in una padella e aggiungere il trito di aglio, scalogno e zenzero. con una spruzzata di pepe bianco.

Unire a questo punto le verdure, compresi i peperoni e salare.

Cuocere il condimento dell’insalata di riso e quinoa per almeno dieci minuti a fiamma bassa.

Quindi unire mezzo bicchiere d’acqua e proseguire la cottura a fiamma media.

Aggiungere le olive tagliate a rondelle e proseguire la cottura per almeno 15 minuti o finché le verdure non risultano morbide.

Lessare la quinoa e il riso in abbondante acqua salata.

Scolare e saltare nel condimento.

Lasciar intiepidire l’insalata di riso e quinoa e servire.

Buon appetito!

ALLERGIA AL NICKEL E VITAMINA C

 

 

Allergia al nickel e vitamina C sono strettamente connessi tra di loro.
Non tutti sanno infatti, che come afferma il Dottor Schiavino, uno dei maggiori esperti di allergia al nickel in Italia, la funzione del nickel nel nostro organismo è favorire l’assorbimento del ferro.
Chi è affetto da Snas (allergia sistemica), dovrebbe seguire un primo periodo di disintossicazione, concordato con il proprio medico.
Lo scopo è favorire l’espulsione dell’eccesso di nickel nel corpo.
Per iniziare un percorso di depurazione è consigliabile una dieta di disintossicazione, cioè un regime alimentare a basso contenuto di nickel, da seguire per un lasso di tempo limitato. Se necessario possono essere utili anche cure chelanti. Per saperne di più, clicca qui.
La dieta va concordata con il medico, possibilmente con un immunologo, un allergologo e un nutrizionista, affinché si tenga conto di tutte le patologie del soggetto.

Per la lista dei medici specializzati in allergia al nickel, clicca qui. 

Abbassare i livelli di nickel causa però per molti allergici, una difficoltà nell’assorbimento del ferro.

1. UNA DIETA PER ASSUMERE FERRO

 

 

Per integrare il ferro bisogna agire in primis sulla propria dieta, assumendo cibi che ne sono ricchi come:

  1.  carne di cavallo
  2.  bresaola
  3.  bietole
  4.  patate
  5.  quinoa
  6.  radicchio
  7.  indivia belga
  8.  uova
  9.  melassa
  10.  ortica
  11.  malva
  12.  fiori di zucca
  13.  olive nere

Ma cosa può determinare un più semplice assorbimento del ferro con una quantità minima di nickel nell’organismo?
La vitamina C è la risposta.

Quindi bisognerebbe abbinare nella dieta degli alimenti ricchi di vitamina C a quelli che contengono ferro:

  1. agrumi
  2. peperoni
  3. peperoncini piccanti
  4. fragole
  5. curcuma
  6. melone cantalupo
  7. cachi
  8. acerola
  9. zafferano

2. L’AZIONE DELLA VITAMINA C

 

 

Il Dottor Francesco Perugini Billi, medico ayurvedico, fitoterapico, omeopata,
omotossicologo e dietista naturale, sostiene che:

“Le allergie sono il risultato del rilascio di istamina nel nostro organismo. La
vitamina C possiede un’azione antistaminica e, se regolarmente assunta in
quantità adeguate, può essere di grande aiuto nei fastidiosi disturbi allergici.
Uno studio del 1980 aveva messo in evidenza che livelli di acido ascorbico nel
sangue sotto i 7 mg/100ml erano associati con livelli di istamina circolante
significativamente più alti della norma. Successivamente altri studi hanno
mostrato che 2g di vitamina C abbassavano i livelli di istamina tra il 38 e il 40%
per circa 4 ore.
Sembra che la vitamina C agisca distruggendo la struttura molecolare
dell’anello imidolico della molecola di istamina e allo stesso tempo
attivando i meccanismi di disintossicazione. In questo modo i livelli
circolanti nel sangue si riducono e i sintomi allergici migliorano.”

Tra i vari compiti della vitamina C:

Semplificare

  •  il metabolismo del glucosio;
  • dell’acido folico;
  • di alcuni amminoacidi;
  • l’assorbimento del ferro.

Inoltre:

  •  ha potere antiossidante;
  • contribuisce alla produzione di alcuni neurotrasmettitori;
  • rinforza le difese immunitarie.

Gli studi sulla vitamina C sono molti e tanti correlati col mondo delle allergie.

Secondo l’allergologo Marco D’Agostino:

“Una ricerca statunitense ha svelato che l’alterazione delle mucose nasali,
caratteristica della rinite allergica, può diminuire anche grazie a una adeguata
assunzione quotidiana di vitamina C.
Rafforzando il sistema immunitario, la vitamina C può portare a una riduzione
della sintomatologia. Inoltre, supportando la salute della pelle, la vitamina C
può portare sollievo alle mucose irritate del tratto respiratorio.”

3. GLI STUDI ESTERI

    Dottor Matthew Zirwas

 

Rilevanti studi sul rapporto allergia al nickel e vitamina C  sono stati anche
condotti all’ estero, come ricorda Gilda Capraro, founder del sito Nichelina &co
living well e del gruppo americano e canadese sull’allergia al nickel.

I dermatologi Matthew Zirwas e Molenda sostengono nel libro ”Dietary
nickel as a cause of systemic contact dermatitis” (Il nichel alimentare
come causa della dermatite da contatto sistemica) che mangiare cibi ricchi di
vitamina C e ferro può ridurre l’assorbimento del nichel ingerito.

Ciò sottolinea un’importante connessione tra allergia al nickel e vitamina C.

Inoltre il sito www.ncbi.nlm.nih.gov, sito ufficiale di dermatologia del governo
indiano, riporta un interessante articolo sull’ allergia al nickel.

Si afferma in particolare che:

“L’assorbimento di nichel nel corpo può essere aumentato dalla carenza di
ferro. Un individuo con anemia da carenza di ferro (IDA) tende a trattenere più
nichel dalla dieta. Ciò è dovuto alla regolazione della proteina bi valente che
trasporta il metallo nella mucosa intestinale dell’individuo con anemia. La
proteina DMT è presente sulle superfici esterne degli enterociti dell’intestino,
la cui funzione è trasportare il ferro dalla dieta nell’enterocita della mucosa
intestinale. In assenza o scarsità di ferro nella dieta, la proteina DMT tende a
legarsi immediatamente e trasportare immediatamente attraverso la
membrana, altri cationi bivalenti. Questo è importante per chi soffre di allergia
al nichel, perché il nichel è un oligoelemento onnipresente. Le persone con IDA
sono ad alto rischio di accumulo di nickel. Tuttavia, è stato anche scoperto che
l’assunzione di un’adeguata quantità di ferro e la presenza di una giusta
percentuale dello stesso nell’organismo, possono limitare l’assorbimento del
nichel; a causa della regolazione di questa proteina, presente sulle superfici
luminali degli enterociti.”

4. INTERVISTA A GILDA CAPRARO, AMMINISTRATRICE DEL GRUPPO AMERICANO E CANADESE SULL’ALLERGIA AL NICKEL

Per far maggior chiarezza sul rapporto tra allergia al nickel e vitamina C, ho intervistato Gilda Capraro,
amministratrice del gruppo Facebook americano e canadese sull’allergia al
nickel.

1.1 Gilda, tu stessa sei allergica al nickel, come chi ci legge. Vuoi
raccontarci brevemente la tua esperienza? 

Il mio viaggio con l’allergia al nickel è lungo. Sono sempre stata allergica
ai bijoux sin da bambina; mi causavano eczema, orticaria, piaghe. La situazione
è migliorata nel tempo, finché a 17 anni mi diagnosticarono acne cistica, che ho
portato avanti per altri 20 anni. Nessuno ha mai collegato questi disturbi
all’allergia al nickel, ma col tempo ho capito che in parte i miei periodi di crisi
erano dovuti anche ad una dieta sbagliata. Infatti adottando una dieta a
rotazione, anche la mia pelle ne ha tratto beneficio. Successivamente ho
scoperto di essere affetta anche da fibromialgia e alternavo momenti in cui
stavo bene a eczemi e orticaria. Facendo un patch test sono risultata positiva al
nickel tra le altre cose e l’allergologo che mi seguiva, mi consigliò di iniziare una
dieta a basso contenuto di nickel.

 

1.2 Qual è il legame tra ferro, allergia al nickel e vitamina C?

Anche se sono ancora un po’ confusa a riguardo, dalle mie ricerche ho scoperto
che nickel e ferro hanno una struttura molecolare molto simile. Il corpo a volte
dà “precedenza” alla molecola di nickel piuttosto che a quella di ferro. In questo
senso è come se la bloccasse. Tuttavia pare che la vitamina C possa aiutarci ad
assorbire prima il ferro e a frenare invece le molecole di nickel. Il processo in
poche parole si inverte.

 

1. 3. Perché la vitamina C è utile per gli allergici al nickel?

Come detto prima, senza sufficienti quantità di vitamina C nel nostro
organismo, coloro che soffrono di SNAS potrebbero avere difficoltà ad
assorbire ferro e perciò sviluppare anemia. La vitamina C ha molteplici
funzioni, ma la più importante è quella di bloccare l’assorbimento del nickel e
favorire quello del ferro. In più è vitale per la formazione del collagene nella
pelle, per cui ci aiuta a combattere dermatiti ed eczemi.
Facilita la guarigione della pelle lesionata e delle ferite, accelerando
sostanzialmente il processo di guarigione.

 

1. 4. Quali sono i benefici a lungo termine?

Sul lungo termine la vitamina C permette di eliminare il nickel in eccesso dal
corpo e a stabilire dei livelli costanti di ferro nel flusso sanguigno. Ciò è
fondamentale perchè il ferro è un componente dell’emoglobina, che trasporta
l’ossigeno dai polmoni a tutto il corpo.
Inoltre agevola la produzione di collagene, una funzione particolarmente utile
e interessante. Man mano che invecchiamo infatti, la nostra pelle diventa
incapace di produrre collagene. La vitamina C rallenta tale processo e
contribuisce a rinforzare la barriera cutanea. Più la pelle è forte e resistente,
minore sarà la probabilità di sviluppare altre allergie da contatto. Infine
diminuisce la quantità di istamina nel sangue, determinando grandi benefici
per chi soffre di allergie Ige mediate e allergia all’istamina.

 

1. 5. Qual è il modo più corretto per assumere la vitamina C e
potenziarne gli effetti?

Dovremmo assumere circa 500 milligrammi di vitamina C per ogni pasto, ma
alcune persone hanno bisogno di 1000 milligrammi. La dose dipende da
quanto nickel assumiamo col pasto.

 

1. 6. Quali studi sono stati fatti a riguardo?

Ci sono molti studi e test clinici sull’ allergia al nickel in Italia, ma molti meno
in Europa. Non tutti trattano della vitamina C, perché si concentrano
maggiormente sulla dieta e sui sintomi dell’allergia.

1. 7. Cosa pensano i dottori della relazione tra allergia al nickel e
vitamina C secondo la tua esperienza?

In genere i dottori non sono molto preparati sull’ allergia sistemica o sulla
dieta da seguire. L’allergia al nickel è più riconosciuta come una patologia da
contatto e i medici si limitano a prescrivere creme cortisoniche.
In Nord America uno dei maggiori esperti di allergia al nickel è il dermatologo
Matthew Zirwas. Lui ha svolto numerosi studi sull’argomento e consiglia la
dieta a basso contenuto di nickel, assunzione di vitamina C e terapie chelanti.
In Italia l’allergologo Domenico Schiavino è stato uno dei pionieri nella
ricerca sulla SNAS. Ogni caso va analizzato singolarmente. Alcune volte
troppa vitamina C può essere dannosa per i reni. Quindi bisogna sempre
essere seguiti dal proprio medico e collaborare con lui. Io per esempio cerco
online gli studi inerenti l’allergia al nickel e li porto al mio medico, affinché
possa leggerli e capire meglio la mia situazione.

 

L’allergia al nickel quindi può essere affrontata in molteplici modi.
Non sempre cortisone e antistaminici sono la chiave per stare bene. Qui alcuni rimedi naturali.

Essere informati, studiare, confrontarsi con chi ci segue spesso può portarci a trovare
delle soluzioni alternative, anche più salutari.
La vitamina C si rivela un ottimo alleato per contrastare una carenza di ferro,
frequente in chi soffre di allergia al nickel, soprattutto di Snas.
Essa infatti porta numerosi benefici, tra cui aiutare l’assorbimento di ferro, un
elemento fondamentale per il nostro benessere.
Risulta utile anche per una minore assimilazione del nickel stesso, se assunta
nelle giuste quantità e sotto controllo medico.
Confrontarsi con il proprio medico, che conosce la nostra situazione di salute,
è sempre meglio di agire da soli. Sarà possibile verificare se sia il caso di
calibrare la vitamina C, come consigliato da molti studi scientifici.

 

Biscotti morbidi all’arancia

I biscotti morbidi all’arancia sono una vera delizia tutta da provare!

Senza nickel, glutine e lattosio, sono l’ideale per chi soffre di allergie incrociate o semplicemente per quelli che vogliono provare qualcosa di nuovo.

Sapore e consistenza sono molto simili a quella degli amaretti.

Un biscotto tira l’altro!

I biscotti morbidi all’arancia possono essere consumati a colazione o meglio ancora per accompagnare una tazza di infuso o di caffè.

Semplicissimi e veloci da preparare, sono adatti anche a chi è alle prime armi in cucina.

Potete variare gli aromi a seconda dei gusti. Qui la lista dei cibi concessi in detox.

Cosa aspettate allora?

Prepariamoli insieme!

Ingredienti:

  • 60 gr di farina di quinoa;
  • 30 gr di farina di tapioca;
  • 30 gr di farina di riso;
  • 100 gr di zucchero di canna;
  • 1 arancia scorza grattugiata;
  • 1/2 limone scorza grattugiata;
  • 2 albumi d’uovo;
  • 100 ml di olio di riso;
  • circa 50 ml di latte di riso;
  • 10 gr di cremor tartaro;
  • 6 gr di bicarbonato;
  • zucchero a velo di canna.

Procedimento:

Per preparare i biscotti morbidi all’arancia bisogna frullare prima tutti gli ingredienti secchi.

Quindi è necessario riempire il frullatore con farina di quinoa, farina di riso e di tapioca, cremor tartaro, bicarbonato e zucchero.

Azionare brevemente il frullatore.

Aggiungere poi la scorza di arancia e limone e frullare nuovamente.

Completare con gli ingredienti liquidi in quest’ordine: olio di riso e latte di riso.

In ultimo unire i bianchi e frullare fino a che il composto non avrà aumentato il proprio volume e non sarà ben amalgamato  e omogeneo.

L’impasto risulta non troppo compatto per via delle farine senza glutine.

Non bisogna perciò aggiungere altra farina, altrimenti la consistenza cambierà completamente.

Foderare la leccarda con carta da forno e distribuire il composto a cucchiaiate distanziate le une dalle altre.

Infornare a 180 gradi per circa 15 o 20 minuti a seconda della grandezza dei biscotti.

I biscotti morbidi all’arancia saranno pronti quando risulteranno chiari esternamente e leggermente dorati sul fondo. Non bisogna farli cuocere troppo, perché si rischia di farli indurire eccessivamente.

Cospargere i biscotti con zucchero a velo di canna e servirli.

Attenzione nella scelta dello zucchero a velo: molti contengono amido di mais!

Buon appetito, nickelini!

Per altre ricette di dolci senza glutine:

Hamburger di tapioca e verdure

 

Gli hamburger di tapioca e verdure sono un piatto veloce  e buonissimo da preparare.

La tapioca è un cereale insolito da utilizzare in Italia, ma adatto agli allergici al nickel e a chi è celiaco.

Per la lista dei cereali concessi, clicca qui.

Viene coltivata in Africa e Sudamerica ed è un alimento ricco di amido.

Essa è povera di proteine e sali minerali e viene ricavata dalle radici della manioca amara.

Gli hamburger di tapioca e verdure sapranno stupirvi con il loro gusto particolare e speziato.

La consistenza della tapioca è molto particolare: i chicchi cotti sono trasparenti ed estremamente collosi, ma saporiti.

Il sapore ricorda vagamente quello delle patate, quindi unirla alle verdure è l’ideale.

Possono fungere da piatto unico.

Facilissimi e veloci, possono essere un’idea originale per un pranzo fuori porta.

Infatti possono essere gustati sia caldi che freddi.

Gli hamburger di tapioca e verdure inoltre possono essere abbinati ad una fresca insalata di finocchi, che darà la giusta croccantezza.

Ingredienti:

  • 100 gr zucchine;
  • 45 gr di tapioca in chicchi;
  • 100 gr melanzana;
  • 80 gr circa di parmigiano reggiano grattugiato;
  • 100 gr di sgombro (facoltativo);
  • 1 pezzetto di zenzero fresco grattugiato;
  • sale q.b.;
  • 60 gr circa di farina di quinoa;
  • 1 cucchiaio di olio;
  • paprika dolce;
  • 1 spicchio di aglio.

Preparazione:

Per preparare gli hamburger di tapioca e verdure è necessario bollire la tapioca in una pentola e cuocerla, finché non sarà trasparente e morbida.

Una volta cotta, scolarla e bloccare la cottura, mettendola in un recipiente da inserire in una ciotola piena di ghiaccio.

La tapioca risulterà molto collosa.

Pre riscaldare il forno alla massima potenza.

Nel frattempo frullare le zucchine ridotte in pezzi con zenzero, sale, paprika dolce e un filo di olio evo.

A parte cuocere le melanzane a cubetti in una padella con 1 cucchiaio di olio, aglio, sale.

Quando saranno cotte, mescolarle con le zucchine frullate.

Prendere il recipiente con la tapioca, eliminando il ghiaccio, e aggiungere lo sgombro sgocciolato, le verdure, il parmigiano.

Completare l’impasto, aggiungendo la farina di quinoa e sale q.b.

L’impasto dev’essere omogeneo e compatto, ma ancora morbido. Quindi bisogna regolare la quantità di farina di quinoa necessaria.

Ricoprire la leccarda del forno con carta forno e distribuire circa 2 cucchiai d’impasto per formare gli hamburger di tapioca e verdure.

Cuocere gli hamburger di tapioca e verdure per circa 15 minuti o finché i loro bordi non saranno dorati.

Abbassare la temperatura del forno a 180 gradi e completare la cottura per altri 10/15 minuti.

Gli hamburger di tapioca e verdure sono pronti, nickelini!

Se cercate altre ricette con le verdure, potete cliccare sui seguenti link:

Buon appetito!

Torta fragola e banana senza nickel, glutine e lattosio

La torta fragola e banana senza nickel, glutine e lattosio è l’ideale per chi ha tante allergie a cui far fronte.

Chi l’ha detto che non si possono mangiare lo stesso buonissimi dolci?

Questa torta è facile da preparare, quindi adatta anche a chi è alle prime armi.

Necessita però di un pò di tempo per la realizzazione, perciò è bene prepararla con calma.

La consistenza è molto morbida, per cui può essere conservata in frigo per circa 4 giorni senza perdere gusto e morbidezza.

Il sapore invece può essere modificato in base ai vostri gusti, sostituendo fragole e banane con altra frutta a piacere concessa.

Si possono sostituire perfino le farine.

Per la lista degli alimenti concessi, cliccate qui. 

La torta fragola e banana senza nickel, glutine e lattosio è ideale per la colazione o la merenda.

Leggera e sana, vi farà fare bella figura con i vostri ospiti.

Potete servirla abbinata a della frutta fresca e della panna senza lattosio, se vi piace.

In alternativa è possibile farcirla con marmellata concessa( qui la ricetta della marmellata) o con della crema pasticcera.

Vediamo quindi cosa occorre per la nostra torta!

Ingredienti:

  • 100 gr farina di quinoa;
  • 60 gr farina di zucca (si può sostituire con altra farina concessa);
  • 50 gr farina di riso;
  • 50 gr fecola di patate;
  • 150 ml latte di riso q.b.;
  • 50 ml olio di riso;
  • 80 gr zucchero di canna+1cucchiaino;
  • 2 albumi;
  • 1 pizzico di sale;
  • 10gr di cremor tartaro + 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
  • 70 gr circa di fragole e banane;
  • 1 limone buccia grattugiata.

Preparazione:

Per preparare la torta fragola e banana senza nickel, glutine e lattosio setacciare le farine in una ciotola capiente.

Tenere da parte.

Frullare con il mixer a immersione la frutta pulita e ridotta in pezzi con 1 cucchiaino di zucchero di canna e mezzo bicchiere di latte di riso.

Il latte va preso dalla dose intera della ricetta.

Sbattere poi gli albumi freddi con un pizzico di sale.

Non appena saranno sodi e soffici unire poi, poco alla volta, lo zucchero di canna.

Si otterrà una meringa lucida e gonfia.

Unire quindi alla meringa, sempre mescolando col frullatore e poco alla volta, il frullato di fragole e banane.

Aggiungere agli ingredienti secchi la scorza di limone, l’olio di riso e il latte di riso.

Mescolare il tutto e aggiungere poco alla volta, mescolando dal basso verso l’alto, la meringa.

L’impasto della torta fragola e banana senza nickel, glutine e lattosio risulterà più liquido di quelli tradizionali.

Questo è perfettamente normale negli impasti senza glutine.

Se è necessario altro liquido, è possibile aggiungere altro latte di riso.

Infornare a 180 gradi per circa 30 minuti, finché facendo la prova stecchino, la torta non sarà asciutta.

Per decorare potete usare fragole fresche a fettine e banane a rondelle e zucchero di canna.

Buon appetito, nickelini!

Per la ricetta della torta alla zucca, cliccate qui.

A questo link la ricetta della torta al latte caldo e mandarini.

Se volete altre idee per dolci nickelfree, potete consultare la sezione “Cucina”, voce “Dolci”.

 

 

 

Respira la natura – un sito per gli allergici

1. Cos’è Respira la natura

Respira la natura è un sito per tutti gli allergici.

Nasce dal presupposto che sapere e sensibilizzare siano azioni fondamentali per aiutare chi è allergico.

Il progetto coinvolge una squadra di allergologi, che cerca di divulgare la conoscenza della “terapia con allergene“, in collaborazione con la  Hal Allergy Italia.

I professionisti che ne fanno parte sono:

  • Dott.ssa Arcese Giovanna, pediatra ospedaliera responsabile dal 2000 dell’Ambulatorio di Allergologia Pediatrica presso Asl di Frosinone polo D;
  • Dott.ssa Barbone Barbara, allergologa e immunologa. Lavora come specialista ambulatoriale territoriale presso l’ASST Nord Milano, presso il Poliambulatorio via A. Doria – Milano e presso il Presidio Ospedaliero di Sesto San Giovanni (MI) – U.O.C. di Pneumologia e Fisiopatologia Respiratoria – Ambulatorio di Allergologia;
  • Dott.ssa Borgonovo Linda, allergologa e immunologa. Lavora come dirigente medico libero professionista presso ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano;
  • Dott. Borrelli Paolo, allergologa e immunologa. Lavora come coordinatore della Sezione AAIITO Piemonte e Valle d’Aosta;
  • Dott.ssa Calamari Marianna, allergologa e immunologa. Lavora come specialista ambulatoriale territoriale presso l’ASL VCO.;
  • Dott. Cantone Renato, allergologo e immunologo, direttore S.S. a Val Dipartimentale di allergologia ASL NO, fondatore dell’Osservatorio Regionale per le Gravi Reazioni Allergiche;
  • Dott.ssa Del Giudice Angelica, allergologa e immunologa. Lavora come referente Asl;
  • Dott.ssa Di Leo Elisabetta, allergologa e immunologa clinica all’Ospedale F. Miulli ad Acquaviva delle Fonti (Bari).

2. Filosofia

La filosofia di “Respira la natura” vede la persona come un essere unico, che necessita di cure personalizzate.

Gli allergici al nickel sanno benissimo che la nostra allergia è estremamente soggettiva, in quanto a tolleranza degli alimenti e dei prodotti.

Anche prodotti testati possono scatenare reazioni allergiche per un nickelino.

Per la lista dei prodotti per l’igiene personale e make up nickel tested, cliccate qui.

Per la lista dei prodotti per l’igiene della casa nickel tested, cliccare qui.

Perciò com’è possibile riuscire ad offrire cure personalizzate?

La Terapia con allergene sembra essere il mezzo giusto, perché integra la persona nell’ambiente in cui vive, agendo su sintomi e cause della risposta allergica.

Respira la natura promuove la conoscenza della terapia con allergene, per favorirne la consapevolezza tra gli allergici.

Informazioni su vaccini e terapie desensibilizzanti, studio dei casi e corsi per tenersi sempre aggiornati.

E’ bene sottolineare che ogni terapia va concordata con medici preparati, che seguono il proprio caso.

Non sempre una stessa terapia è indicata per tutti.

3. Facciamo chiarezza sulla terapia con allergene: per chi è adatta?

La differenza tra un vaccino classico e la terapia con allergene consiste negli obiettivi e nei risultati sui pazienti.

Il primo mira a potenziare la risposta immune di tipo IgM – IgG con un antigene. La terapia desensibilizzante invece punta a ridurre l’iperattività del paziente allergico, iniettandogli l’allergene modificato in modo graduale.

Nel sito www.respiralanatura.info si spiega che:

Secondo l’OMS, la terapia con allergene sarebbe in grado di modificare la risposta dell’organismo all’allergene stesso.

Essa agisce come un vaccino, perché modifica la storia naturale della malattia allergica, interferendo con i meccanismi immunologici a monte.

II paziente allergico, grazie alle sue caratteristiche genetiche (Fenotipo Th-2), è infatti un iperproduttore di anticorpi IgE, Totali e Specifici, verso determinati antigeni.
Le modificazioni immunologiche umorali prodotte dalla Terapia con allergene consistono essenzialmente nella riduzione della sintesi delle IgE specifiche e nella produzione degli “anticorpi bloccanti”, allergene specifici, della classe IgG, in particolare IgG4.

Si specifica che la terapia con allergene è particolarmente indicata nei casi di allergie aeree con problemi respiratori, caratterizzate da rino-bronchite.

Secondo i dati riportati da Respira la natura:

I “valori aggiunti” della terapia con allergene sono:
• Prevenzione nuove sensibilizzazioni
• Riduzione rischio di asma
• Effetti a lungo termine

Nel caso dell’allergia al nickel, il trattamento iposensibilizzante è chiamato Tio Nickel ed è prodotto dalla Lofarma.

Per chi volesse approfondire l’argomento e capire se potrebbe essere adatto al proprio caso, cliccate qui.

4. Condividere e sensibilizzare

 

La pagina Facebook di Respira la natura, affianca il sito nella sua attività di sensibilizzazione. Esso nasce per tenere sempre aggiornati tutti coloro che sono interessati al progetto.

Testimonianze e articoli degli allergologi che collaborano al sito, informazioni e iniziative.

Chi è interessato può perfino pubblicare la propria esperienza rispetto alle allergie.

Il gruppo Facebook invece raccoglie le impressioni di persone allergiche, riflessioni e considerazioni per migliorare sempre più Respira la natura e rispondere alle domande e alle esigenze più diverse.

Una visione a tutto tondo quindi, che tiene conto della specificità di ognuno per agire in modo mirato sulle allergie, compresa quella al nickel.

Divulgare significa permettere agli allergici e a chi non lo è di conoscere meglio la terapia con allergene.

Significa iniziare a considerare in modo più consapevole insieme al proprio medico la via migliore da seguire per stare meglio.

Seppur la terapia con allergene non sia adatta a tutti i casi, conoscerla, può portare a scoprire nuove risorse.

Condividere è la forza delle persone allergiche. Vuol dire riuscire ad aiutare chi è in difficoltà come noi.

Respira la natura porta avanti un’ideale di sensibilizzazione e diffusione del sapere, che può permettere a noi allergici di andare sempre avanti e conoscere vie alternative.