Cornetti leggerissimi senza nickel

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Era tantissimo tempo che volevo cucinare i cornetti senza nickel, ma non trovavo mai una ricetta fattibile.

Quelle che ci sono su Internet o altrove usano spesso la pasta sfoglia, che a me piace, ma non riesco a mangiare più di tanto per la sua pesantezza.

Quella già pronta è out per chi è allergico al nickel, perchè contiene margarina e oli vari oltre ad altri ingredienti zeppi di nickel.

Quindi ho cercato una ricetta per cornetti senza nickel più leggera, con un impasto simile a quello delle brioches, ma ugualmente buonissima.

Il risultato dei cornetti senza nickel è fantastico!

Sono davvero soddisfatta dei miei cornetti senza nickel, quindi ho deciso di condividerlo con voi.

Chi l’ha detto che noi allergici non possiamo assaporare un cornetto delizioso?

Mani in pasta quindi!

Ingredienti:

LIEVITINO

  • 1 cubetto di lievito di birra;
  • 100 ml acqua tiepida;
  • 100 gr di farina manitoba da farina 00 (Molino Rossetto);
  • 2 cucchiaini di zucchero.

SECONDO IMPASTO

  • 2 uova;
  • 2 cucchiai di miele;
  • 100 gr di zucchero;
  • 90 gr di burro fuso;
  • 1 arancia scorza grattugiata;
  • 2 bacche di vaniglia semi;
  • 125 ml latte delattosato;
  • 250 gr farina 00;
  • 250 gr farina manitoba da farina 00

PER LAVORARE

  • 40 gr di burro fuso;
  • 40 gr di zucchero;
  • marmellata o crema q.b.;
  • 2 tuorli d’uovo;
  • mezzo bicchiere di acqua;
  • zucchero per ricoprire la superficie.

UTENSILI

  • 1 ciotola media;
  • 1 ciotola capiente;
  • 1 cucchiaio di legno;
  • mattarello;
  • 1 metro per misurare;
  • 1 pennello da cucina;
  • 1 ciotolina;
  • 2 leccarde o 3 tegami ampi;
  • carta forno;
  • pellicola trasparente;
  • 2 canovacci puliti;
  • 1 cucchiaino.

 

Cominciamo a preparare il lievitino.

In una ciotola di media grandezza sbriciolare il lievito, aggiungere 2 cucchiaini di zucchero e l’acqua e sciogliere bene. Unire la farina e impastare velocemente. Coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciar lievitare 30 minuti al caldo, avvolto in una coperta.

Nel frattempo in un altra ciotola ampia rompere le uova e unire lo zucchero, il miele, la scorza di arancia, il burro, i semi di vaniglia, il latte e mescolare. Aggiungere il lievitino, che avrà raddoppiato il suo volume, e impastare. Miscelare le farine e unirle un pò alla volta al composto. Lasciarne circa un quarto da parte per la spianatoia e per il resto della lavorazione.

L’impasto dev’essere morbido ed elastico.

Lavorare la pasta per circa 5 minuti su di una spianatoia ben infarinata. Stenderla poi con il mattarello, fino a che avrà raggiunto una lunghezza di circa 80 cm e una larghezza di 40 cm. Col l’aiuto del metro fare un taglietto alla pasta ogni 10 cm, sia sopra che sotto. Spennellarla con i 40 gr di burro fuso e cospargerla con 40 gr di zucchero.

A questo punto bisogna tagliare la pasta in strisce rettangolari, seguendo i taglietti fatti in precedenza, con una rotella per la pizza o un coltello e sovrapporre le strisce una sull’altra.

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Infarinare nuovamente il piano di lavoro e stendere la pasta in una lunga striscia, che divideremo in triangoli sottili. Dovremmo ricavare circa 16 triangoli.

Inserire sulla parte larga del trinagolo 1 o 2 cucchiaini di marmellata a piacere concessa o crema e arrotolare la pasta, sempre partendo dalla parte più ampia.

Disporre i cornetti su di un paio di leccarde, foderate di carta forno, ben distanziati gli uni dagli altri. Crescono moltissimo.

Coprire con dei panni di cotone puliti e lascir lievitare per 2 o 3 ore.

Preriscaldare il forno a 220 gradi funzione statica.

Non appena i cornetti saranno lievitati, spennellarli con 2 turoli uniti ad acqua e sbattuti e ricoprire di zucchero di canna o semolato.

Infornare per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 180 gradi e continuare per circa 20 minuti o fino a che non saranno dorati sulla superficie e colorati sotto.

 

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Buona scorpacciata!

Per la ricetta della marmellata con cui farcire i cornetti https://vitasenzanickel.wordpress.com/2017/03/19/squisita-marmellata-di-arance-senza-nickel/

Detersivi, saponi e pot-pourri senza nickel fai da te

Oggi voglio darvi qualche idea ecologica per realizzare a casa detersivi, saponi e profumi per la casa senza nickel.

Frugando un pò per vari siti green, ho trovato queste ricette semplicissime, che non vedo l’ora di provare io stessa e che daranno grandi soddisfazioni.

Il profumo del sapone fatto con le proprie mani è sempre più buono, come i panni lavati con un detersivo homemade sono sempre più puliti e sicuramente privi dei milioni di additivi chimici presenti in quelli in commercio!

Quindi cominciamo a rimboccarci le maniche e via!

DETERSIVO LIQUIDO PER IL BUCATO

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Ingredienti:

  • 200 gr di carbonato (Soda solvay);
  • 100 gr di bicarbonato;
  • 2 lt di acqua;
  • 10 gocce di olio essenziale di lavanda per profumare;
  • 10 gocce di olio essenziale di tea tree oil per igienizzare;
  • 120 gr di sapone vegetale in scaglie.

 

Utensili:

 

  • Frullatore a immersione;
  • Pentola con coperchio;
  • Cucchiaio di legno;
  • Flacone di detersivo da 2 litri vuoto;

 

Riempire una pentola con l’acqua e farla bollire. Non appena sarà pronta, aggiungere il sapone a scaglie. Mescolare fino a completo assorbimento delle scaglie.

Aggiungere il bicarbonato e il carbonato e frullare il composto con il frullatore a immersione. Trasferire il detersivo nel flacone vuoto e aggiungere le gocce di olio essenziale. Lasciare riposare almeno 3 ore, mescolando ogni tanto. Prima di utilizzare il detersivo agitare energicamente. Si conserva per circa 35 giorni in un luogo fresco e asciutto e si usa in lavatrice, come un normale detersivo per il bucato.

 

SAPONETTE

Di solito per fare il sapone in casa le varie ricette prevedono l’uso della soda caustica, che serve nel processo di saponificazione. Il suo uso però è molto pericoloso, quindi ho cercato una ricetta che potesse unire il piacere di fare in casa, la sicurezza e la velocità di preparazione.

Ingredienti:

  • 250 ml di sapone di Marsiglia non profumato (per gli allergici al nickel consiglio “I Provenzali” o “Nuncas”);
  • 220 ml di acqua distillata;
  • 11 ml di olio vegetale (si può utilizzare ogni tipo di olio vegetale, olio di oliva, olio di jojoba, olio di mandorle;
  • 5-6 gocce di olio essenziale preferito;
  • coloranti naturali o spezie, per dare un tocco di colore (opzionale).

Utensili:

  • 1 cucchiaio di legno;
  • 2 pentolini di diverse dimensioni;
  • 1 stampo e/o stampini di silicone.

Grattugiare il sapone e scioglierlo in un pentolino a bagnomaria.

E’ necessario mescolare bene per non far attaccare il composto. Frullare il tutto con un mixer a immersione.

Dopo un po’ il sapone inizierà ad addensarsi, una volta raggiunto un buon livello di densità, aggiungete l’acqua poco alla volta, mescolando sempre, quindi l’olio, le gocce di olio essenziale e le sostanze coloranti. 

SUGGERIMENTO: per quanto riguarda la colorazione del sapone,possiamo attingere dalla cucina alcune spezie, ad esempio lo zafferano e il curry per dare il colore giallo, la cannella il colore beige, il cacao il colore marrone, la paprika per il colore rosa.

Dopo avere aggiunto tutti gli ingredienti e quando il composto è ben denso, versate negli stampi dove rimarrà a riposo per 6 settimane.

 

POUT-POURRI

Adoro il pot-pourri! Il pot-pourri è un insieme di petali di fiori secchi, erbe essiccate, spezie, scorze di agrumi e oli essenziali che regala alla casa profumi inebrianti e piacevoli sensazioni di relax.

Mi ricorda tanto mia nonna, che lo adora e lo mette ovunque. Sin da bambina mi portava in giro per casa per sentire gli odori e gli aromi delle diverse composizioni che aveva disseminato per le stanze.

Il pot-pourri profuma in modo naurale gli ambienti, ma può essere usato anche come profumatore per cassetti ed armadi.

Arricchire il vostro pot-pourri con olio essenziale di cannella, di lavanda o di cedro vi aiuterà a proteggere dalle tarme i vestiti che riporrete negli armadi o nei cassetti. Mentre per il pot-pourri che preparerete per profumare le stanze della casa potrete utilizzare gli oli essenziali.

Le proporzioni non sono importanti, dipendono dalle vostre preferenze in fatto di fragranze.

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Ingredienti:

  • fiori essiccati;
  • 20-30 gocce di oli essenziali + alcune gocce per ravvivarlo di tanto in tanto;
  • scorze di agrumi;
  • spezie ed erbe aromatiche;
  • foglie di tè.

I fiori essiccati sono fondamentali:trattengono il profumo degli oli essenziali, che vanno rigorosamente acquistati puri in erboristeria. Le scorze di agrumi vanno prima essiccate e poi sminuzzate, mentre possiamo sbizzarrirci con le erbe aromatiche e le spezie: dalla cannella all’anice stellato, chiodi di garofano, cardamomo, rosmarino, dei semi di vaniglia e erbe aromatiche essiccate.

Preparazione:

Unire in una ciotola gli ingredienti, partendo da fiori secchi e erbe aromatiche essiccate. Procedere con semi, spezie, scorze di agrumi e foglie di tè e pestare il tutto omogeneamente con un pestello.

Infine unire qualche goccia di oli essenziali e mescolare bene.

Se non lo utilizzerete subito, se volete regalarlo o anche solo semplicemente ottenere un odore più intenso, versate il pot-pourri in un barattolo di vetro da chiudere ermeticamente e lasciate riposare per una o due settimane. Per fissare meglio il profumo degli oli essenziali, si può aggiungere alla composizione un cucchiaino di amido di mais.

 

Come potete vedere è semplice, veloce ed economico preparare in casa profumi e saponi, quindi perchè non provarci?

E’ un’occasione per divertirsi, rilassarsi e avere una garanzia in più di prodotti senza nickel e agenti chimici dannosi per la salute.

 

Contorni facili e veloci vegani e senza nickel

Oggi vi propongo i contorni facili e veloci vegani e senza nickel, un tris davvero sfizioso adatto ad ogni occasione.

Queste ricette sono semplicissime da realizzare e risolvono il problema di coniugare velocità di preparazione e gusto.

Nessuno rimarrà scontento!

 

Zucchine pugliesi alla poverella vegan

Ingredienti:

  • 200 gr di zucchine;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva);
  • 1 bicchiere di acqua;
  • sale;
  • zenzero.

Lavare le zucchine ed eliminare le estremità. Affettare finemente le verdure a rondelle e tenerle da parte. Ungere una padella di olio, grattugiare e soffriggere leggermente lo zenzero. Unire a questo punto l’aglio, le zucchine e il sale. Lasciar cuocere qualche minuto, finchè le zucchine non cominceranno ad attaccarsi appena al fondo della padella. Unire l’acqua e lasciar cuocere coperto da un coperchio sino a che non si spappoleranno.

Insalata ricca

Ingredienti:

  • 1 o 2 cespi di indivia belga;
  • 30 gr di olive nere taggiasche;
  • 80 gr di grano e/o riso;
  • 1 mozzarella di riso (in reintroduzione) oppure mozzarella fiordilatte per chi non è vegano;
  • 1 cetriolo;
  • qualche foglia di rucola (in reintroduzione);
  • 1 o 2 cucchiai di olio evo (extravergine di oliva);
  • sale;
  • pepe (a piacere).

Lessare il grano in abbondante acqua salata, nel frattempo lavare l’insalata e tagliarla a rondelle. Sbucciare il cetriolo e ridurli a pezzetti. In una coppa per insalata unire il grano freddo, l’insalata, le olive, il cetriolo e la mozzarella di riso tagliata a dadini e condire con olio e sale. Infine aggiungere le olive e un pizzico di pepe.

Per chi non fosse vegano è possibile sostituire la mozzarella di riso con quella senza lattosio.

 

Peperoni in agrodolce vegan

 

Ingredienti:

  • 200 gr di peperoni;
  • 30 gr di olive nere;
  • 1 scalogno;
  • qualche cappero;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva);
  • qualche spruzzata di aceto di mele;
  • pepe;
  • sale;
  • qualche foglia di basilico (in reintroduzione).

Lavare e pulire i peperoni, eliminando lo stelo e i filamenti interni bianchi. Ridurli a striscioline e lessarli. Una volta cotti metterli da parte. Tritare finemente lo scalogno e ungere una padella di olio. Soffriggere lo scalogno e unire i peperoni e i capperi. Salare, pepare e aggiungere le olive nere a pezzetti. Lasciar insaporite qualche istante e riporre in una coppa a raffreddare. Una volta freddi, completare con l’aceto di mele e il basilico.

Buon appetito!

Perchè evitare i cibi industriali

1. Il cambiamento degli stili di vita e le industrie alimentari

Cibi industriali: cos’hanno di dannoso?

Oggi ne consumiamo tanti, poiché i ritmi di vita sono frenetici. Non si ha più tempo per cucinare alimenti sani e naturali, quindi ci si affida a cibi precotti.

L’importante è essere alleggeriti dagli oneri.

In un mondo dove si va sempre di corsa, si presta sempre meno attenzione alla qualità a favore della praticità, ma non sempre questi sono valori che ci assicurano salute e benefici.

Negli ultimi 50 anni sono aumentate in modo esponenziale le malattie legate all’alimentazione, a causa del mutato stile di vita e alla nascita dell’industria alimentare.

Lo sviluppo economico ha portato ad una maggiore floridità di risorse e alla comparsa di nuovi prodotti accessibili a tutti. Infatti le persone abituate ad un’alimentazione salutare, sono migrate verso le grandi metropoli per motivi di lavoro, dove l’offerta di cibo era completamente differente: prodotti scadenti e a buon mercato.

Si è passati quindi da diete non molto varie, ma che comprendevano prodotti freschi e genuini, a diete estremamente squilibrate, che hanno causato da allora danni immensi all’organismo.

Prodotti scintillanti e coloratissimi in confezioni accattivanti. La pubblicità ha puntato alla bellezza e ai prezzi contenuti, ma non alla sostanza.

I costi ridotti sono da attribuire  alla scarsa qualità dei prodotti e ai salari bassissimi di lavoranti e produttori. A questi ultimi addirittura sono a volte imposti anche i tipi di mangimi o fertilizzanti da utilizzare, affinchè le multinazionali della distribuzione alimentare abbiano un controllo capillare su tutto il processo produttivo.

L’estrema disinformazione sui metodi di produzione e sui meccanismi di marketing, ha determinato il successo di questo sistema errato.

Partendo da questo presupposto, è possibile individuare i punti deboli dei cibi confezionati:

  1. sono ricchi di grassi di origine animale (grassi saturi);
  2. sono ricchi di zuccheri;
  3. hanno scarsi elementi nutritivi;
  4. sono cibi morti a livello di elementi nutritivi;
  5. propongono una dieta monotona;.
  6. contengono additivi chimici.

2. I danni dei cibi industriali

In che modo i cibi industriali possono danneggiarci?

I grassi e gli zuccheri sono spesso impiegati per dare agli alimenti un gusto gradevole, infatti gli impasti base dei cibi industriali sono insapori e fatti con ingredienti di scarto estremamente economici.

L’esperta Marta Albè -intervistata dal sito www.greenme.it ha spiegato che:

Si parla di cibi morti per indicare quegli alimenti nei quali gli enzimi naturalmente presenti al loro interno, vengono uccisi. Per poter conservarli a lungo, è necessario evitarne l’ossidezione e il deterioramento. Questo processo li rende prodotti stantii.

La grande quantità di prodotti nei supermercati dà l’illusione di avere una vasta scelta di prodotti diversi tra cui scegliere. In realtà sono prodotti uguali tra di loro a livello nutritivo, quindi propongono una dieta poco variata. Essi sono talmente artefatti, perchè scomposti nei loro costituenti di base e poi ricostruiti, che non conservano nulla del prodotto originale, solo l’aspetto.

Gli additivi chimici sono elementi nocivi per l’organismo, che non sa difendersi da ciò che non è naturale. Quest’ultimo quindi, isola queste sostanze, creando depositi di tossine, difficili da smaltire e metabolizzare. Questa confusione può essere causa di una divisione cellulare, che intacca il delicato equilibrio del corpo.

Inoltre come spiega il sito www.omeonet.info:

L’alimentazione va integrata con concentrati di cibo ad alta “densità” vitaminica, proteica, minerale, per andare a colmare i vuoti già in essere, ma soprattutto per impedire che se ne formino. Che cosa sono questi vuoti? In sostanza, secondo la nutrizione ortomolecolare, che letteralmente significa “raddrizzare la molecola” (nutrendola), sono i piccoli o grossi disturbi che ci impediscono di essere in perfetta salute: acne, coliti, soprappeso, artrosi, diabete, colesterolemia, pressione alta, ulcere, psoriasi, stitichezza ecc.. Qualsiasi disagio fisico e, secondo il premio Nobel Linus Pauling, anche mentale, può essere ricondotto a carenze nutrizionali che determinano il cattivo funzionamento di quella macchina incredibilmente complicata che è il nostro corpo.

Gli aromi artificiali sono utilizzati per esaltare il gusto e la sapidità dei cibi industriali. Ciò crea sapori finti che sostituiscono quelli reali.

Ne risultano alimenti ipercalorici ma con poco nutrimento.

 

3. Conseguenze di un’alimentazione a base di cibi industriali

I cibi confezionati portano a numerose patologie, perchè contengono innumerevoli e differenti tossine, che nel tempo si accumulano nel corpo, creando dei depositi che causano malattie croniche e degenerative.

Un problema scottante dei Paesi industrializzati è l’obesità.

Secondo i dati dell’OMS (Ministero della salute) nel 2005 più del 75% delle donne di 20 Paesi diversi era in sovrappeso. Nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso (il 35% della popolazione mondiale); di questi oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi (l’11% della popolazione mondiale).

Si stima che nel 2011 ci fossero nel mondo oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso. Nell’elenco sono presenti gli USA e i Paesi ricchi, ma anche il Sudafrica, la Giamaica, la Giordania e il Nicaragua, a confermare una corrispondenza tra tasso di industrializzazione, maggiori risorse economiche, diffusione di prodotti confezionati a basso costo e malattie. Si registra  l’aumento dell’obesità in nazioni con un basso livello di istruzione e una crescita del 30% sulle vendite annue di prodotti trasformati. In mancanza di redditi sufficienti per comprare frutta e verdura, le famiglie più modeste fanno scorta di zuccheri, carboidrati, oli e altri alimenti lavorati.

Le mense scolastiche e gli uffici sono alcuni dei luoghi preferiti dalle multinazionali per diffondere i propri prodotti. Infatti esse indicono concorsi fra diverse aziende alimentari per la fornitura di cibo. Vincono quelle che offrono i prezzi più vantaggiosi.

Per esempio, negli Stati Uniti grandi società produttrici di bibite si sono assicurate il controllo di diversi distretti scolastici. La Coca-Cola ha firmato contratti milionari pur di raggiungere un tetto annuo di bibite consumate per ciascuna scuola.

Ciò contribuisce a diffondere un’alimentazione sbagliata, perchè a monte il cibo che ci viene proposto nei luoghi di ristoro, non è sano. Non ci viene  data la possibilità di scegliere liberamente e seguire un’alimentazione equilibrata.

4. Prodotti e sostanze industriali da evitare

Gli eccipienti da evitare sono:

  • emulsionanti,
  • conservanti,
  • coloranti,
  • aromi artificiali,
  • umettanti,
  • essicanti,
  • dolcificanti artificiali,
  • sbiancanti,
  • neutralizzanti,
  • disinfettanti,
  • addensanti,
  • antischiumogeni,
  • antiagglomeranti,
  • alcalinizzanti,
  • deodoranti,
  • volumizzanti,
  • gas,
  • lucidanti,
  • idrogenanti,
  • idrolizzanti,
  • maturanti,
  • solfiti,
  • anidride solferosa,
  • pesticidi,
  • antimicotici,
  • stabilizzanti,
  • testurizzanti,
  • antibiotici,
  • steroidi,
  • radiazioni.

Per la lista eccipienti vietati per l’allergia al nickel, clicca qui.

Queste sostanze sono presenti in particolare in:

  1. pop corn- nocivi per gli oli e per le confezioni che li contengono;
  2. patatine fritte– che contengono elevate quantità di grassi, spesso sono fritte in oli riutilizzati e portatrici dell’Acrilamide. Esso è un agente cancerogeno, che si sviluppa negli alimenti ricchi di carboidrati, durante la cottura a temperature elevate.
  3. salumi- se se ne abusa, possono causare danni. Sono realizzati con carne finemente macinata, in modo da rendere difficile capirne la provenienza e la qualità. Bisogna verificare l’assenza di nitrati e nitriti.
  4. oli vari e margarina- quest’ultima si ottiene mediante l’idrogenazione degli oli vegetali, tra cui quello di palma, conservanti, coloranti ed emulsionanti degli acidi grassi.
  5. sottilette e formaggini- sono il risultato di miscele di formaggi a volte non fermentati a sufficienza o scaduti, assemblati grazie a dei polifosfati.

4.1 Le bibite industriali

Oltre ai cibi industriali, bisogna prestare particolare attenzione alle bevande confezionate, che contengono oli vegetali bromurati. Esse determinano lesioni agli organi interni, perchè derivano dal catrame di carbone e altre sostanze cancerogene e apportano danni a ossa e denti.

L’aumento senza precedenti dell’incidenza di cancro va di pari passo con il forte aumento della prevalenza di sostanze non testate nell’offerta alimentare.

Durante un simposio di oncologia, il dottor Hermann Druckry ha chiarito: “Anche in chi ne assorbe quantità infinitesimali c’è un effetto cumulativo, e quando si raggiunge un certo livello ed è trascorso un periodo di latenza, l’effetto diventerà evidente sotto forma di tumore.” La sostanza che ingerite oggi, nascosta dentro quella deliziosa golosità a cui non sapete resistere, potrebbe predisporvi ad avere un cancro fra qualche anno. Ne vale la pena?

In passato si pensava che il corpo fosse in grado di detossificarsi dagli additivi alimentari, e che questi venissero scomposti in sostanze innocue. Oggi sappiamo che ciò non avviene.

5. I test sugli additivi chimici

Gli additivi chimici sono aggiunti ai cibi industriali per permetterne la produzione, la conservazione e il trasporto e garantire un aspetto, un sapore e un profumo accattivanti.

Il sito www.benessere360.com riporta un articolo dettagliato al riguardo, spiegando che essi possono essere suddivisi in base alla loro funzione.

L’Unione Europea ha regolamentato l’uso degli additivi chimici, emanando tre direttive. Gli additivi sono divisi in sette macrocategorie, indicate sulle etichette con la lettera E seguita da un numero che va da 100 a 999.

Secondo alcuni studi è possibile assumere questi componenti entro una certa soglia giornaliera per non avere effetti collaterali.

Secondo i dati riportati dall’AIRC, associazione italiana per la ricerca sul cancro, alcuni additivi, chiamati nitrati e nitriti, che vengono di solito aggiunti alle carni, sono sostanze cancerogene da evitare per il benessere fisico di ciascuno.

Il Ministero della Salute è tenuto a svolgere continui controlli sulla merce in vendita, sia per assicurarne la qualità, sia perchè sulle confezioni non sono specificate le quantità di additivi presenti negli alimenti industriali.

Inoltre molti additivi non sono adeguatamente testati, eppure sono sati utilizzati ugualmente.

I produttori alimentari si affidano a chi produce gli additivi e a società “indipendenti” per fare test su questi elementi, come gli Industrial Bio-Test Laboratories, fra i maggiori laboratori di analisi industriale al mondo. I dirigenti di questa azienda sono stati condannati per aver falsificato i risultati delle ananlisi svolte per conto di numerose imprese.

A volte i laboratori che si occupano dei test per cibi industriali non sono in grado di identificare agenti cancerogeni o nocivi, soprattutto si ignorano i pericoli cumulativi dell’assunzione degli additivi. Nei test si è sempre trascurato anche l’aspetto dell’interazione.

6. Lavorazioni industriali alle quali stare attenti

In generale meno i prodotti sono lavorati, minore è la possibilità di aggiungere agenti chimici. Frutta e verdura freschi non possono essere paragonati a cibi confezionati per esempio.

Un processo pericoloso quindi è la raffinazione, che elimina sostanze nutritive e proprietà degli alimenti.

Come riporta il sito www.mypersonaltrainer.it:

I vantaggi derivanti dal consumo di cibi integrali vanno in gran parte ricondotti all’aumentato apporto di fibra .

La fibra alimentare infatti:

Importante ricordare per chi è allergico al nickel che l’integrale è assolutamente vietato in fase di detox.

Per la dieta completa, clicca qui.

Altri vantaggi importanti derivano dall’aumentato apporto di vitamina E (nel caso degli oli vegetali, la raffinazione ridurrebbe il contenuto di tocoferolo ed acidi grassi essenziali, fondamentali per la nostra salute) e di alcune vitamine del gruppo B. Inoltre i cibi integrali hanno un indice glicemico ed un contenuto calorico inferiore e sono pertanto indicati nelle diete dimagranti (a condizione che l’integrale non diventi un pretesto per mangiare di più poiché le differenze caloriche tra i due alimenti sono, tutto sommato, modeste).

Bisogna evitare le carni provenienti da allevamenti intensivi, che puntano ad ottenere la massima quantità di prodotto al minimo costo. Si usano infatti  macchinari e farmaci veterinari.

L’affumicatura è una tecnica di cottura molto diffusa nell’industria alimentare. In cucina consiste nel cuocere gli alimenti, esponendoli al fumo generato dalla combustione lenta della segatura di legni aromatici e spezie. L’affumicatura nei cibi industriali invece, prevede l’uso quasi esclusivo di coloranti artificiali con “aroma affumicato” nella preparazione dei cibi.

Gli alimenti surgelati a volte possono essere modificati dalle industrie attraverso l’aggiunta di additivi, per mantenere intatto aspetto e gusto. E’ importante sapere che alcuni alimenti non possono essere surgelati, come racconta il professor Migliaccio, nutrizionista e presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione.

I cibi industriali precotti sono un’altra categoria da evitare, perchè estremamente ricchi di sale, il cui abuso può causare ictus. Inoltre favoriscono patologie cardivascolari a causa dell’alta percentuale di grassi contenuti come si è sottolineato al “The future of science”, convengo organizzato da Umberto Veronesi.

I dolcificanti, gli edulcoranti artificiali, i polialcoli presenti nei cibi industriali sono elementi in grado di  danneggiare fortemente il nostro organismo.

Come riportato dal sito www.expo2015.org:
Il saccarosio, cioè lo zucchero, è composto da glucosio e fruttosio. Lo zucchero è dannoso non tanto perché fa alzare la glicemia, ma in quanto contiene fruttosio, che ostacola il buon funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove viene bruciato per produrre energia. Inoltre il fruttosio, contrasta la leptina, l’ormone che toglie il senso di fame e ci avverte di non mangiare più se non ne abbiamo più bisogno. Il diabetico non dovrebbe mangiare né zucchero, né fruttosio, né dolcificanti artificiali.

I grassi idrogenati

I grassi idrogenati sono sostanze che aumentano i livelli del colesterolo LDL e di diminuiscono quelli del colesterolo HDL, considerato “buono”. I vasi sanguigni così diventano meno flessibili, influendo negativamente sulla pressione del sangue. I grassi idrogenati sono ottenuti tramite un processo di lavorazione degli oli insaturi, che mira ad ottenere grassi di consistenza differente, a seconda degli impieghi industriali. Si ottengono così dei grassi insaturi, anche denominati “grassi trans”, la cui presenza nella dieta è stata legata alla comparsa di ictus, arteriosclerosi e malattie coronariche.

Importante sottolineare come i grassi idrogenati siano ricchissimi di nickel, dato che nel processo di idrogenazione vengono usati atomi puri di nickel per rendere i suddetti più resistenti alle alte temperature.

7. Dieta sana

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Un consiglio importante è quello di evitare il più possibile i cibi industriali, che riempiono gli scaffali dei supermercati. Una dieta sana ed equilibrata è la risposta a quasi tutti i malesseri di oggi, perchè noi siamo quello che mangiamo.
L’aliementazione dei nostri avi era caratterizzata da cibi semplici e salutari, frutta, verdura, carni allevate a terra, pesce e cereali. Non esistevano eccipienti e sostanze chimiche e il cibo aveva un sapore completamente diverso da quello attuale. Tutti questi elementi artificiali potranno rendere appetitoso e invitante un alimento, ma ne nascondono il vero gusto, il vero profumo e la consistenza. Siamo talmente abituati ai cibi industriali da aver dimenticato come sono realmente gli alimenti.
L’esigenza di pasti già pronti, da preparare in pochi minuti, che siano saporiti e “appaghino” il palato ci spinge a cadere in tentazione.
 E’ possibile tuttavia preparare dei pasti completi e genuini in breve tempo e con poco sforzo, facendo però attenzione alla nostra spesa: una dieta equilibrata comprende cibo integrale, vivo, fresco, variato, non tossico, moderato, endogeno e con sapori naturali.
Per alcune ricette facili e veloci:

Curare ciò che mettiamo nel piatto, significa volersi bene e prevenire malattie e malesseri. Non sempre bello vuol dire buono o sano. Dovremmo imparare a distinguere tra i due concetti e ritornare all’amore per ciò che è sano e ci fa bene.

Golosissimi crackers facili e velocissimi senza nickel e vegani

I golosissimi crackers facili e velocissimi senza nickel sono di una semplicità e bontà unica!

Una volta fatti la prima volta, è impossibile resistere al loro richiamo!

Sono fragranti, si mantengono a lungo (anche 2 settimane) e sono una gioia per il palato.

Io li preparo ogni settimana, ogni volta con spezie diverse, ma sono ottimi anche al naturale.

Spesso la gente pensa che sia difficile cucinare i prodotti industriali a casa, ma non è sempre così!

Quale occasione migliore per mettersi alla prova?

Anche perchè è complicatissimo trovare crackers senza nickel e onestamente questa ricetta ne supera il gusto di gran lunga!

Quindi mani in pasta!

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Ingredienti:

  • 150 gr acqua fredda;
  • 20 gr di olio evo (extravergine di oliva);
  • 300 gr di farina 00.

Condimento:

  • pepe bianco;
  • paprika;
  • curcuma;
  • zenzero;
  • cardamomo.

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In una grande ciotola disporre gli ingredienti e impastare, fino a formare una palla di impasto liscio e omogeneo.

Finire di compattare la pasta su di un piano di lavoro infarinato e avvolgerla nella pellicola. Lasciar riposare circa 30 minuti.

Preriscaldare il forno a 180 gradi funzione statica.

Riprendere l’impasto e stenderlo col mattarello su di un piano infarinato.

E’ molto importante stendere la pasta molto sottile, finchè nonn sarà diventata quasi strasparente.

Ricoprire di carta forno la leccarda e cominciare a ritagliare i crackers: con una rotella per pizza o un coltello ricavare dei piccoli rettangoli e disporli sulla teglia.

Spennellare i crackers di acqua, spolverare di sale fino e spezie a piacere.

Personalmente li adoro con il pepe bianco, la curcuma e la paprika.

Infornare per circa 15 minuti e lasciarli riposare fuori dal forno qualche minuto, affinchè mantengano la croccantezza.

Si mantengono saporiti e fragranti conservati in un contenitore ermetico di plastica.

Buon appetito!

Squisita marmellata di arance senza nickel

La marmellata di arance senza nickel è uno dei miei cibi preferiti! Ideale per la colazione e la merenda, la si può usare per qualunque dolce e in abbianmento a frutta e fromaggi.

La ricetta è molto facile e assicura un ottimo risultato, sicuramente molto più sano rispetto alle marmellate in vendita.

Le marmellate industriali difficilmente sono idonee e, anche se gli ingredienti possono essere adatti, i recipienti in cui vengono cotte, sicuramente contengono nickel.

Quindi ecco la ricetta della marmellata, che è possibile adattare per ogni tipo di frutta consentita, ed è buonissima!

Per i più golosi è possibile aumentare fino a 500gr la quantità dello zucchero, ma 300gr sono sufficienti.

Ingredienti:

  • 1 kg di polpa di arance;
  • 1 limone succo;
  • 1 bicchiere di acqua;
  • dai 300gr ai 500 gr di mele;
  • 300 gr di zucchero.

 

Lavare le mele e tagliarle a spicchi, lasciando la buccia. Mettere le mele in una pirofila coperta d acarta forno e cuocerle in forno, alla massima potenza, finchè non saranno diventate morbide.

Nel frattempo lavare e sbucciare le arance, tenendo da parte la buccia di uno o due frutti. Tagliare le arance a pezzettoni e mescolarle, a freddo, in una grande casseruola. Unire gli spicchi di mela cotti e il succo di limone e amalgamare il tutto.

Cuocere la frutta a fuoco moderato, finchè il liquido non evapora e la frutta assume la consistenza di una purea.

Aggiungere gradualmente l’acqua e cuocere a fiamma viva, mescolando.

Prendere a questo punto le bucce di arancia che avevamo lasciato da parte e le tagliarle a pezzetti. Mettere in un pentolino le scorze di arancia, 3 cucchiai abbondanti di zucchero e mezzo bicchiere di acqua. Lasciar cuocere, finchè le scorze non saranno diventate morbide e lo zucchero non si sarà caramellato (cioè finchè non sarà sciolto e avrà preso un color nocciola).

Per conservare la marmellata più a lungo, è necessario sterilizzare i barattoli in cui la si vuole riporre.

E’ un’operazione facilissima: basta mettere a scaldare dell’acqua in una pentola molto grande e, non appena bolle, inserire i barattoli con i loro coperchi. Lasciar bollire 10-15 minuti ed estrarre tutto.

Una volta che la marmellata sarà pronta, cioè quando l’acqua si sarà assorbita, bisogna frullarla con il frullatore a immersione.

Infine aggiungere le scorzette di arancia caramellata e mescolare. Riporre la marmellata nei barattoli sterilizzati e far riposare a testa in giù, a temperatura ambiente, per almeno 24 ore.

La marmellata si conserva normalmente in frigo una volta aperto il barattolo.

Per un tocco più goloso, è possibile aggiungere, prima di riporre la marmellata nei barattoli, le spezie che più ci piacciono.

Nickel e farmaci

1. Nichel e farmaci: un problema sconosciuto

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Nichel e farmaci sono legati quasi indissolubilmente tra loro: che si tratti di medicinali sintetiche o naturali, gli allergici al nichel devono fare attenzione a entrambi, anche se non provocare allergie reazioni.

Molto spesso non si sa della connessione tra i due e non riesce a spiegare come mai i farmaci non riescano ad agire correttamente.

Chiedere consiglio ai medici e ai farmacisti, se non sono preparati sul nichel, la maggior parte delle volte è inutile, perché c’è molta disinformazione. Molti sostengono che farmaci e allergia al nickel non abbiano nulla in comune e che eventuali problemi siano da attribuire ad altre problematiche di saluto.

La realtà è che si sottovaluta la composizione delle medicine e l’impatto che ingredienti ed eccipienti possano avere su chi è allergico.

1.2 Come si può agire?

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Il primo passo da fare è curare le proprie abitudini alimentari.

Spesso si sottovaluta il valore di una corretta dieta , senza pensare che noi siamo ciò che mangiamo , cioè il risultato di quello che possiamo ingannare.

  1. Le proteine compongono tessuti e organi e svolgono importanti funzioni ormonali e immunitarie;
  2. I carboidrati sono la principale fonte energetica dell’organismo;
  3. I grassi sono la fonte energetica di riserva del nostro corpo, utili per il mantenimento delle membrane cellulari e l’assorbimento di alcune vitamine;
  4. Le vitamine regolano il metabolismo;
  5. I sali minerali aiutano la costruzione e manutenzione dei tessuti e regolano alcuni processi metabolici.

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In seconda battuta bisogna puntare sui rimedi naturali:

  • tisana;
  • erbe e piante;
  • spezie;
  • cloruro di magnesio;
  • disintossicanti.

Le piante e le spezie hanno proprietà curative e aiutano l’organismo a reagire agli attacchi esterni e non. Quindi sono un potente alleato per la salute in qualsiasi forma, le tisane sono un esempio.

Il cloruro di magnesio ha molteplici funzioni: aumenta le difese immunitarie, aiuta a alleviare le malattie allergiche, agisce sull’intestinal mucosa, sulla funzione degli enzimi e sull’intestinal flora. Ripristina l’alcalino dell’intestino ed è utile per:

  1. pressione bassa;
  2. affaticamento fisico;
  3. fatica muscolare;
  4. raffreddamento;
  5. problemi gastrointestinali;
  6. artrite;
  7. sciatica;
  8. mal di testa;
  9. Depressione;
  10. ansia;
  11. problemi della pelle (acne-psoriasi);
  12. rafforza capelli e unghie;
  13. aumento delle difese immunitarie;
  14. osteoporosi;
  15. ridurre il rischio di infarto;
  16. rafforza ossa e denti;
  17. depura l ‘ organismo;
  18. sistema nervoso;
  19. sistema ormonale.

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Infine i disintossicanti sono utili, perchè ripuliscono l’organismo da tossine e sostanze nocive, rafforzando il sistema immunitario .

2. Rimedi naturali nichel liberi per raffreddamento e mal di gola

Ecco alcuni rimedi naturali per combattere raffreddore e mal di gola:

  • Tisane allo zenzero, limone e miele ;
  • Latte caldo e miele;
  • Cibi caldi e brodosi (tipi minestre, passate di verdure, brodo …);
  • Z enzero , che è uno stimolante del sistema immunitario.

Vieni sostiene il sito www.viversano.net

È anche un valido aiuto contro tosse e catarro per le proprietà antisettiche e antinfiammatorie. Aiuta in caso di inflamazioni alla gola (faringite, laringite, ecc.). Ha anche azione analgesica, infatti allevia il mal di testa, riduce efficacemente i dolori articolari e muscolari e allevia le infiammazioni di stomaco ed esofago

  • Curcuma, che ha virtù antinfiammatorie;
  • Agrumi , fonti di vitamina C ;
  • Sciacqui con acqua e bicarbonato;
  • Effluvi con acqua e bicarbonato per aprire le vie respiratorie;
  • Lavaggi nasali con acqua fisiologica.

3. I farmaci senza nickel

Ecco alcuni suggerimenti importanti per quanto riguarda i veri e propri farmaci.

1) E ‘necessario preferire medicinali naturali ed omeopatici, privi di componenti sintetici. I marchi sinonimi di qualità in questo campo sono:

  1. Solgar
  2. Aboca
  3. Soluzione Dna
  4. Boiron
  5. Unda
  6. guna

2) Il quantitativo o la presenza di nickel non è mai indicato nell’INCI, cioè nella composizione del farmaco come “nichel”, ma sotto forma di componenti che lo contengono.

E ‘fondamentale quindi leggere sempre molto bene il foglietto illustrativo e portare con sè una lista di eccipienti non consentiti (additivi, cartagenina, coloranti, conservanti, aromi, olio e grassi idrogenati, grassi vegetali, dolcificanti industriali, zucchero d’uva, proteine ​​vegetali, tamari, miso, tempeh, kokkoh, maltodestrina, malto, maltitolo, sciroppo di glucosio-fructosio-destrosio, pectina artificiale, alghe varie, menta, semi e oli di semi, semi di tara, oli idrogenati, olio di coccio, olio di colza, rosa canina, karkadè, pappa reale, soia e lecitina di soia, lecitina di girasole, burro di cacao, farina di carrube, farina di guar, diphosfati, diossido di sodio, lievito chimico, mono e digliceridi di grassi acidi. E410, E411, E412, E417, E426, E440, E441, E450, E471, E479b … ).

La lista completa degli eccipienti vietati la trovate cliccando su questo link.

Non solo, bisogna anche controllare la dieta per i farmaci naturali, perché possono contenere piante, frutti e spezie non consentiti.

3) Una categoria da abolire per gli allergici al nichel, sono gli integratori multivitaminici. Sarebbe preferibile assumere le vitamine o le sostanze che ci servono singolarmente, perché di solito contengono meno espartenti e quindi meno elementi dannosi.

Seconda categoria da tenere sotto controllo, è quella degli antinfiammatori , perché non sono solo nocivi per il nichel, ma in generale rappresentano rimedi deleteri per chiunque.

Gli antidolorifici e antinfiammatori bloccano la produzione delle prostaglandine , sostanze che si occupano di alcuni processi chimici del processo infiammatorio. Le prostaglandine hanno però anche altre funzioni essenziali, che vengono bloccate da questo tipo di farmaco. Per questo motivo essi causano diversi effetti indesiderati da non trascurare.

I principali effetti collaterali interessano la pressione alta, lo stomaco, il cuore e le rene.

E ‘possibile sostituire l’azione degli antinfiammatori, utilizzando il paracetamolo , che è più blando, ma ugualmente efficace. Ciò significa che agisce sulle stati dolorosi, ma non provoca danni, se preso nelle giuste dosi.

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Ecco una lista di farmaci permessi secondo la mia esperienza:

  • Antidolorifici e antipiretici a base di paracetamolo (Tachipirina);
  • Fermenti lattici o probiotici (Enterolactis plus);
  • Cortisonici (Rinazina);
  • Antistaminici (Cerchio);
  • Antispastici (Spasmomen);
  • Antibiotici;
  • Spray alla propoli ( controllare i componenti).

E’ fondamentale in qualunque situazione essere preparati per tutelare sè stessi. L’allergia al nickel è insidiosa, perchè questo metallo è presente ovunque; ma è possibile vivere in salute e gestire la quantità giornaliera di nickel che si può assumere.

Spesso la disinformazione è la causa principale degli ostacoli legati ad essa, dato che i medici stessi sono confusi su questa tematica.

E’ possibile assicurarsi della presenza di nickel nei farmaci avendo sempre sotto mano la dieta e la lista degli eccipienti vietati e controllando di volta in volta la composizione dei farmaci.

Ovviamente il parere medico è indispensabile se i dottori sono competenti e informati sul nichel.

Polpettone facilissimo e veloce senza nickel

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Il polpettone facilissimo è un’altra ricetta della mia famiglia, alla quale tengo molto.

E’ un regalo di mia nonna, che ho modificato e adattato per poter essere gustato da chiunque sia allergico al nickel e da chiunque voglia un’idea semplice e sfiziosa da portare a tavola.

Io e mia nonna, fonte inesauribile d’ispirazione, non amiamo i cibi complessi, ma quelli semplici e genuini. Voglio condividere questo piatto, perchè penso che anche chi è allergico possa viziarsi con cibi gustosi, ma semplici allo stesso tempo.

Iniziamo!

Ingredienti:   3/4 persone

  • 400 gr di macinato di cavallo;
  • 150 gr di prosciutto crudo di Parma;
  • 1 mozzarella;
  • 1 uovo;
  • 100 gr parmigiano Reggiano;
  • 4 cucchiai di pan grattato + pangrattato q.b. per modellare il polpettone;
  • 1/2 bicchiere di latte;
  • 100-120 gr di olive verdi denocciolate;
  • rosmarino (in reintroduzione);
  • pepe nero;
  • 1 bicchiere di vino bianco;
  • qualche noce di burro.

 

In una ciotola rompete l’uovo e sbattetelo con un pizzico di sale. Unite la carne, le olive a pezzetti, salate, pepate e mescolate bene con un cucchiaio di legno. Aggiungete il latte freddo, il pangrattato e il parmigiano e amalgamate. Se il composto risulterà troppo solido, aggiungete altro latte, al contrario, se sarà troppo liquido, aggiungete altro parmigiano.

Prendete un foglio grande di carta forno e sporcatelo di pangrattato, poi adagiatevi metà composto di carne e modellatelo con l’aiuto della carta, fino ad ottenere un cilindro. Adagiate su di esso metà dose di prosciutto, la mozzarella tagliata a fette, il rosmarino (in reintroduzione) e infine il resto del prosciutto.

Coprite il ripieno usando il resto della carne, che modellerete sempre grazie a pangrattato e carta forno, avendo cura di ricoprire i lati per non far fuoriuscire il ripieno.

Cuocete il polpettone facilissimo e veloce in una pirofila da forno, unta di olio evo, nella quale lo posizionerete, con l’aiuto della carta forno. Cuocete con la carta forno con l’aggiunta di un bicchiere di vino bianco e qualche noce di burro in superficie.

200 gradi per circa 1 ora – 1 ora e mezza.

Potete accompagnare il polpettone con delle patate al forno da cuocere a parte oppure nello stesso tegame che usate per il polpettone.

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Buon appetito!

 

Pavlova alle fragole

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La pavlova è il dolce nazionale dell’Australia. Ci sono tantissime storie a riguardo, ma la più bella è quella secondo cui questo dolce meraviglioso fu inventato in onore della ballerina Anna Pavlova.

Nel 1926 il pasticcere Berth Sachse la vide danzare e se ne innamorò perdutamente. Non faceva altro che pensare a lei e ai suoi passi sicuri e leggiadri, al suo costume bianco e soffice.

Quando qualche anno dopo lei morì di polmonite, Sachse decise di creare un dolce che portasse il suo nome e che la rappresentasse: un guscio croccante come dure erano le punte delle sue scarpette da ballo, ma delicato come i suoi passi.

La pavlova alle fragole è la mia versione di questo dolce spettacolare, uno dei miei preferiti.

Ha l’aspetto di una soffice nuvola ed è altrettanto bella e paradisiaca nel gusto.

Bisogna dedicarvi del tempo, ma in fondo è semplice da preparare e squisita.

Il successo è assicurato!

Quindi mani in pasta!

 

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Ingredienti:

CREMA:

  • 2 uova;
  • 2 tuorli;
  • 150 gr zucchero a velo;
  • 100 gr di burro morbido senza lattosio;
  • 1 limone scorza;

MERINGA:

  • 6 albumi;
  • 375 gr zucchero a velo;
  • 2 cucchiaini e 1/2 di frumina oppure fecola di patata;
  • 1 limone scorza;
  • 2 cucchiaini di succo di limone;
  • 250 gr di fragole fresche.

 

Cominciate dalla preparazione della crema.

In una pentola dai bordi alti unite uova, turoli e zucchero a velo e amalgamateli. Aggiungete adesso il burro, la scorza di un limone e mettete sul fuoco, mescolando con la frusta per evitare di formare grumi.

Bisogna ottenere un composto liscio e vellutato, che metterete a raffreddare da parte, in una teglia in vetro bassa e larga, coperta da pellicola trasparente a contatto.

Questo trucchetto serve per evitare di indurire la superficie della crema.

Preriscaldate il forno a 180 gradi in modalità statica.

Passate ora alla meringa.

Sbattete i bianchi con lo zucchero, da inserire un cucchiaio alla volta, fino a terminarlo. Unite poi la frumina e il limone e  sbattete per 8/10 minuti. La meringa dev’essere gonfia e molto lucida.

Delicatamente riversate la meriga sulla leccarda del forno, coperta da carta forno, cercando di formare un cerchio.

Abbassate la temperatura del forno a 130 gradi e infornate la pavolova per 1 ora.

E’ fondamentale non togliere subito la meringa dal forno, ma lasciarla raffreddare all’interno, mantenendo lo sportello aperto con un cucchiaio di legno.

Una volta che la meringa sarà fredda, con una sac a poche, ne farcite la superficie con la crema pasticcera. Infine la cospargete di fragole tagliate a pezzetti.

Per rendere la pavlova alle fragole ancora più buona, potete fare uno sciroppo con le fragole.

Unite in un pentolino parte delle fragole, acqua, succo di 1 o 2 fettine di limone e zucchero e lasciate cuocere, finchè le fragole non iniziano a disfarsi. Versate il composto freddo sulla pavlova e completate con il resto delle fragole fresche.

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Buon appetito!

Come rafforzare il sistema immunitario

1. Il sistema immunitario

Il periodo primaverile ci pone sempre la domanda di come rafforzare il sistema immunitario. Essere allergici al nickel significa anche controllare minuziosamente gli ingredienti dei medicinali e degli integratori, che per lo più sono impossibili da assumere. Per stare bene però, possiamo ricorrere a rimedi naturali, senza bisogno di sostanze chimiche, che di per sè sono nocive.

Innaznitutto è fondamentale lo stile di vita che conduciamo, perchè anche se lo si sottovaluta spesso, le abitudini salutari proteggono l’organismo dalle malattie. Inoltre un corpo sano lavora al meglio delle proprie possibilità.

Quindi aumentare le difese immunitarie significa in primis migliorare lo stato di salute generale dell’organismo.

Le spie di uno stile di vita non sano sono:

Come mostra il sito www.medicina360.com:

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1.2 I passi da seguire per rafforzare le difese immunitarie

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Dovremmo perciò partire da un processo di depurazione dell’organismo per alleggerire il sistema immunitario.

1) DEPURAZIONE

In particolare le persone allergiche dovrebbero ripulirsi da tossine e metalli pesanti. Un prodotto valido per questo scopo è l’ENTEROSGEL.

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L’Enterosgel è un gel insapore e inodore, senza glutine, aromi e conservanti. E’ un potente disintossicante gastro-intestinale, fatto di silicio e in grado di legare selettivamente le sostanze tossiche con un determinato peso molecolare. Ciò significa che riesce a riunire le sostanze dannose, senza però intaccare componenti importanti, che hanno la funzione di mantenere l’equilibrio del nostro corpo (sali minerali, elettroliti, proteine, immunoglobuline). Infine rimuove gli elementi tossici in modo naturale, migliorando il sistema immunitario.

2) I PROBIOTICI

E’ importante agire, integrando i probiotici, le vitamine e i sali minerali.

I probiotici sono i batteri buoni, che mantengono in buona salute la flora intestinale. I più efficaci sono quelli di origine umana, cioè provenienti da colonie di prebiotici, che stazionano naturalmente nel nostro organismo e fanno parte del microbiota.

Un fermento lattico di origine umana è un tipo di fermento  presente originariamente anche nella specie umana e per questo capace di “aderire” meglio alle nostre pareti intestinali.

3) VITAMINE E SALI MINERALI

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L’assunzione giornaliera di vitamine e sali minerali ci assicura benessere fisico e psicologico. Le vitamine A, B, C ed E, associate a minerali come calcio, magnesio, selenio e zinco  contribuiscono ad una veloce ed efficiente risposta immunitaria.

La vitamina A

ha un ruolo nelle infezioni e nel mantenimento delle superfici mucose, perché influenza linfociti T, linfociti B e citochine. E’ presente in  uova, burro, aglio, melone, pesca, arancia, anguria, zucca.

La vitamina B

migliora la resistenza alle infezioni batteriche. Come riporta il sito www.saperesalute.it:

  • La vitamina B1 si trova nella carne, nei cereali, nelle noci e nei legumi. La sua forma attiva è coinvolta nel metabolismo degli zuccheri e nella produzione di energia. È utile in caso di astenia, stress, stanchezza e anemia.

  • La vitamina B2 è presente nel latte, nelle uova, nelle alghe, nei cereali e nelle verdure a foglia larga. È anch’essa indicata per condizioni di stress e affaticamento.

  • Gli alimenti che contengono la vitamina B6 sono latte, carne, cereali e frutta. È coinvolta nella sintesi delle citochine, importanti per l’efficienza del sistema immunitario.

  • La vitamina B12 è presente in molluschi, pollo, tuorlo d’uovo, pesce e formaggi. Stati di carenza determinano una riduzione del numero di linfociti.

La vitamina C

è un immunostimolante e antiossidante. Possiamo trovarlo in fragole, agrumi, kiwi, patate, broccoli, ciliegie e ortaggi a foglia verde.

La vitamina D

Importante per le ossa, per le difese immunitarie e per ostacolare tumori e diabete. Possiamo assumerla sia tramite alimenti come pesce azzurro, latticini, uova e verdure a foglia verde, sia esponendosi al sole. Lavitamina D infatti è prodotta dalla pelle esposta alla luce del sole.

La vitamina E

Migliora la circolazione e protegge da ictus ed infarti, si trova nelle olive.

 

Il selenio

è un antiossidante che si trova nel pesce, nelle patate, nel frumento.

Lo zinco

utile per ossa, pelle e muscoli, si trova nei frutti di mare, nella carne rossa, nelle uova, nel granchio e nei formaggi.

2. Sistema immunitario e abitudini salutari

 

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Le buone abitudini da adottare per avere un sistema immunitario in forma sono:

  • Non fumare.
  • Seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali, ma povera di grassi saturi.
  • Fare esercizio fisico regolarmente.
  • Mantenere il peso forma.
  • Tenere sotto controllo la pressione.
  • Se si consumano alcolici, farlo con moderazione.
  • Dormire a sufficienza.
  • Curare l’igiene e usare semplici precauzioni come lavarsi spesso le mani e cuocere sempre bene la carne.
  • Fare sempre i controlli medici consigliati per la propria fascia d’età e per le proprie categorie di rischio.
  • Evitare lo zucchero raffinato.

 

3. Come rinforzare le difese immunitarie a partire dalle piante

Esistono alcuni tipi di piante utili nella difesa dagli agenti esterni:

  1. L’echinacea che ha proprietà antivirali, perchè aumenta la capacità dei globuli bianchi di distruggere batteri e virus;
  2. La curcuma;
  3. L’equiseto per le proprietà immunostimolanti;
  4. L’astragalo, ricco di flavonoidi, polisaccaridi, ammine e isoflavoni;
  5. L’eleuterococco per le proprietà immunostimolanti, toniche e rivitalizzanti;
  6. L’uncaria per le proprietà antinfiammatorie ed antivirali.
  7. L’aglio è un antibiotico naturale per contrastare virus e batteri.
  8. Il ginseng.

 

Rafforzare il sistema immunitario non significa esclusivamente affidarsi a medicine sintetiche, ma informarsi adeguatamente sui rimedi che la natura ci offre. Bisogna sempre partire dalla cura di sè stessi, dalla disintossicazione e da una dieta che reintegri i nutrienti essenzialici, assicuri uno stile di vita sano.

La natura ha molte più risposte di quanto noi possiamo immaginare.