Gli effetti collaterali dell'intossicazione da metalli pesanti -Il nickel

1. I metalli pesanti

Gli effetti collaterali dell’intossicazione da metalli pesanti sono molteplici e molto dannosi per la salute.

I metalli pesanti sono naturalmente presenti nell’ambiente. Li ritroviamo nella crosta terrestre, nell’aria e nell’acqua. Hanno la caratteristica di non essere biodegradabili, cioè resistono all’attività biologica e fotochimica e non vengono smaltiti. Questo spiega perchè possono restare nell’ambiente per centinaia di anni.

Ci sono alcuni fenomeni in natura e altri determinati dall’uomo che contribuiscono alla ciclizzazione dei metalli pesanti.

La ciclizzazione è un processo chimico che porta alla formazione di composti ciclici, ovvero caratterizzati dalla presenza di una o più catene di atomi chiuse ad anello.

Tra gli eventi naturali ci sono le eruzioni vulcaniche, l’azione delle maree, l’erosione di terre e rocce, le falde acquifere, gli incendi boschivi spontanei e la trasmissione tra madre e figlio (attraverso l’allattamento al seno).

L’uomo al contrario ha portato uno sconvolgimento delle regolari azioni di rilascio e trasporto di questi materiali, aumentando in modo considerevole le emissioni.

Intossicazione da metalli pesanti: le fonti antropiche

  • vernici ( piombo, mercurio, cadmio)
  • insetticidi, fungicidi ( metil-mercurio, arsenico, cadmio)
  • utensili da cucina (alluminio)
  • prodotti di protezione del legno (arsenico)
  • disinfettanti ( mercurio, argento)
  • vaccini ( metil-mercurio, alluminio)
  • amalgami dentali (mercurio)
  • impianti elettrici (mercurio, arsenico)
  • autoveicoli (palladio, rodio)
  • industrie metallurgiche-fonderie (piombo, arsenico, alluminio, cobalto)
  • agricoltura (rame, arsenico, alluminio)
  • sistemi di smaltimento-rifiuti-inceneritori (mercurio, cadmio, piombo, arsenico)

I metalli pesanti quindi possono entrare nel nostro corpo attraverso acqua, aria, cibo o assorbiti dalla pelle.

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Nelle giuste quantità sono utili per le regolari funzioni corporee, tanto è vero che in tracce alcuni di essi fanno comunemente parte di noi.

I metalli pesanti hanno numero atomico superiore a 55 (quello del ferro), sono caratterizzati da una densità molto elevata e causano inquinamento negli organismi biologici.

Secondo il sito www.sunhope.it , le proprietà chimiche dei metalli pesanti sono:

  • Densità superiore a 5 g/cm;
  • Nella formazione di Sali si comportano come cationi;
  • Tendenza a formare legami complessi;
  • Grande affinità per i solfuri;
  • Diversi stati di ossidazione a seconda del pH;
  • Si legano alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti
    a seconda delle loro proprietà.

Possiamo classificare questi elementi in:

  1. METALLI PESANTI:

alluminio, ferro, argento, bario, berillio, cadmio, cobalto, cromo, manganese, mercurio, molibdeno, nichel, piombo, rame, stagno, titanio, tallio, vanadio, zinco.

  1. METALLOIDI CON PROPRIETA’ SIMILI A QUELLE DEI METALLI PESANTI:

arsenico, bismuto e selenio.

2. Intossicazione da metalli pesanti

Un’intossicazione avviene quando il corpo accumula queste sostanze nei tessuti molli. In dosi eccessive creano problemi a minerali essenziali come zinco, rame, magnesio e calcio, ed interferiscono con la funzione degli organi di sistema.

L’avvelenamento può essere causato anche da un contatto prolungato e costante in caso di lavori industriali, produzione farmaceutica e agricoltura. Per i bambini giocando in terreni contaminati.

I sintomi di unintossicazione da metalli pesanti variano a seconda della natura e dalla quantità di metallo pesante ingerita. I pazienti possono lamentare:

A seconda del metallo, possono comparire delle linee blu-nero nei tessuti gengivali. Nei casi più gravi di intossicazione, i pazienti possono presentare compromissioni:

  • cognitive
  • motorie
  • linguistiche.

 

3. Trttamento e chelazione

Il trattamento per un’intossicazione di questo tipo è la terapia di chelazione. Essa prevede di assumere sostanze come il calcio disodio edetato, il dimercaprolo e la penicillamina per catturare ed espellere i metalli.

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I metalli pesanti si legano con le strutture cellulari in cui si depositano, ostacolando lo svolgimento di determinate funzioni vitali. I gruppi sulfidrici (SH) , normalmente presenti negli enzimi che controllano la velocità delle reazioni metaboliche nel corpo umano, si legano facilmente ai metalli pesanti, il complesso metallo-zolfo risultante interessa tutto l’enzima che non può funzionare correttamente, perchè non riesce più a catalizzare le sostanze.

Senza un’adeguata terapia di chelazione, questi materiali sono esplusi dal corpo in piccolissime quantità tramite salivazione, traspirazione.

I residui si accumulano quando sono assimilati ed immagazzinati più velocemente di quanto non siano scomposti o espulsi.

I metalli si concentrano soprattutto nel cervello, nel fegato, nei reni e nelle ossa.

Spesso sono il fattore aggravante o determinante di malattie croniche. I bambini sono i soggetti più a rischio da esposizione degli agenti tossici, poichè mangiano, bevono e respirano tre-quattro volte di più degli adulti.

Tuttavia il confine tra carenza e esubero è molto sottile, quindi dovremmo prestare molta attenzione alla presenza dei metalli nella vita di tutti i giorni.

Di seguito si riportano le concentrazioni massime ammesse per i metalli pesanti nelle acqua naturali secondo l’EPA (agenzia per la protezione ambientale).

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4. Danni all’organismo

Secondo uno studio dell’Università di Trento  i danni all’organismo sarebbero:

  • Allumino – Danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria
  • Antimonio – Danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco
  • Arsenico – Cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle
  • Bario – Aumento della pressione arteriosa, paralisi
  • Bismuto – Dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea
  • Cadmio – Diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici
  • Cromo – Danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare, morte
  • Rame – Irritazioni al naso, bocca ed occhi, cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni
  • Gallio – Irritazione alla gola, difficolta’ respiratorie, dolori alla cassa toracica
  • Afnio – Irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose
  • Indio – Danni al cuore, reni e fegato
  • Iridio – Irritazione agli occhi e al tratto digestivo
  • Lantanio – Cancro polmonare, danni al fegato. E’Äô presente nei televisori a colori
  • Piombo – Frutta, verdura, carni, cereali, vino, sigarette ne contengono. Causa danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficolta’ di apprendimento, distruzione del sistema nervoso
  • Manganese – Coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro
  • Mercurio – Distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA
  • Nickel – Embolia polmonare, difficolta’ respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle
  • Palladio – Altamente tossico e carcinogeno, irritante
  • Platino – Alterazioni del DNA, cancro, danni all’Äôintestino e reni
  • Rodio – Macchie alla pelle, potenzialmente tossico e cancerogeno
  • Rutenio – Altamente tossico e carcinogeno, danni alle ossa
  • Scandio – Embolia polmonare, minaccia il fegato quando accumulato nel corpo
  • Argento – Usato come colorante E174, emicrania, difficolta’ respiratorie, allergie della pelle, estremamente concentrato causa coma e morte
  • Stronzio – Cancro ai polmoni, nei bambini difficolta’ di sviluppo delle ossa
  • Tantalio – Irritazione agli occhi, e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore
  • Tallio – Usato come veleno per topi, danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi
  • Stagno – Irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficolta’ ad urinare
  • Tungsteno – Danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi
  • Vanadio – Disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino
  • Ittrio – Altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato

4.1 Quanto è grave l’intossicazione da metalli pesanti?

L’OMS, organizzazione Mondiale della Sanità, afferma che:

  • il 25% delle malattie è secondario ad intossicazione da metalli tossici
  • con una mortalità del 24%

Questo significa che molte patologie potrebbero essere evitate monitorando la quantità di metalli pesanti nell’organismo, e molte patologie migliorate con una adeguata chelazione.

La chelazione naturale è sempre la miglior scelta. Per maggiori informazioni, cliccate qui.

Controversial EU Ruling On Vitamins Maybe Overturned

Tuttavia secondo lo studio “Tossicologia dei metalli pesanti” esisterebbero alcuni medicinali chelanti:

Dimercaprolo

  1. 2,3-Dimercaptopropanolo, BAL
    • 10 % in olio di arachidi
    – Intramuscolo
    – Eliminazione renale
    • dissociazione in urina tubulare
    • tossicità renale
    • Intossicazione da arsenico, mercurio, piombo
    • Effetti sfavorevoli
    – Dolore, nausea, ipertensione, trombocitopenia, disturbi
    della coagulazione
    – Ridistribuzione As e Hg al SNC
    Succimer
    • Acido dimercaptosuccinico, DMSA
    – Acido dimercaptopropansulfonico, DMPS
    • Analoghi del dimercaprolo
    – Migliore indice terapeutico
    • Assorbimento orale
    – Legame a cisteina
    • Disolfuro misto
    – Escrezione biliare e urinaria
    • Azione chelante per Pb, Hg, As
    • Effetti sfavorevoli
    – Disturbi GI, aumento transaminasi, neutropenia
    Penicillamina
    • D-Dimetilcisteina
    – Meno tossico di L-isomero
    –Chelanterame
    • morbo di Wilson
    • N-acetilpenicillamina
    – Intossicazione da mercurio ed altri metalli
    • Altri impieghi
    – Artrite reumatoide, cirrosi b
    iliare, sclerodermia, cistinuria
    • Biodisponibilità orale
    – Interferenza con cibi
    • Effetti sfavorevoli
    – Nefrotossicità
    – Pancitopenia
    – Ipersensibilità
    • Allergia crociata con penicillina
    Deferoxamina
    • Intossicazione da ferro
    – alta affinità per Fe in ferritina, emosiderina
    – bassa affinità per ferro in citocromi,
    emoglobina
    • Somministrazione parenterale
    – e.v. lenta, i.m.
    – deferiprone attivo per os
    • Escrezione urinaria
    • Effetti avversi
    – anafilassi
    – difficoltà respiratoria
    –neurotossicità
    EDTA
    Etilendiaminotetraacetato
    – sale sodico
    →ipocalcemia
    – sale disodico-calcico
    • intossicazione da piombo
    • chelante extracellulare
    – somministrazione
    parenterale
    • e.v. lenta, i.m
    • scarsamente assorbito
    per ossa
    – escrezione urinaria
    • Effetti sfavorevoli
    • nefrotossicità tubulare
competizione con ligandi endogeni
– donatori di elettroni
• Legame di coordinazione
– formazione di anelli eterociclici
• Più stabili dei ligandi endogeni
– maggiore affinità per il tossico
• Antidotismo
• Preservate strutture biologiche (enzimi, membrane)

– bassa affinità per i metalli essenziali

– distribuzione in compartimenti contenenti il
metallo
– allontanamento del complesso

5. Intossicazione da nickel

Per approfondire la questione “intossicazione da Nickel” ecco alcuni estratti.

Secondo il sito www.equipemedicinaestetica.it, l’azione tossica del nickel consiste nell’esaurimento del glutatione delle cellule e con il legame ai gruppi sulfidrili di proteine, ma possono anche  svolgere un’azione ossidante con formazione di perossido idrogeno.
I metalli inducono un danno diretto al DNA mediante i ROS, ma anche indirettamente.
Essi non permettono l’attivazione dei fattori di trascrizione del DNA, cioè non consentono al corpo di produrre proteine con funzioni specifiche. Il DNA danneggiato è riparato da meccanismi cellulari antiossidanti.
Il nichel si ossida solo se è legato a cisteina e istidina ed attacca le proteine che contengono questi amminoacidi.
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Il prof. Giulio Iasonna afferma che l’azione allergica del nickel è causata dal solfato di Ni, liposolubile ma idroinsolubile, che si forma da alcune leghe del metallo a contatto con la pelle.
Un’intossicazione da nickel può portare col tempo a contrarre il cancro per via di alcuni composti del Ni e i fumi e polveri di solfuro di Ni.
Infine si registra un’interferenza metabolica con il ferro per i soggetti allergici al nichel, con i sintomi digestivi da  intolleranza alimentare. Spesso vi è una persistente e recidivante anemia.

Come riporta il sito www.omeonet.it

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Il nickel è essenziale, perchè ha una funzione sul metabolismo degli ormoni, dei lipidi, della membrana e della integrità della membrana cellulare, attiva alcuni enzimi del fegato e partecipa al metabolismo del glucosio, si hanno quantità nel DNA e RNA, si trova nei carburanti, nel fumo di sigaretta, nei fertilizzanti, nei gas di scarico. I reni regolano la quantità di nichel, l’uso di utensili in acciaio inossidabile per cucinare, possono contenere nichel e passare al cibo più acido.
TOSSICITA’
A dosi elevate è tossico, perchè può causare infarto del miocardio, ictus, cancro all’utero, ustioni, tossiemia gravidica, attenzione agli orecchini che possono contenere nichel, o a ferri dei dentisti, attenzione al FUMO di sigarette, fumandone 15 al giorno per un anno si può contrarre CANCRO AI POLMONI, si accumula nel fegato, nelle ossa, nella aorta.
SINTOMI
Emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori, eruzioni cutanee, dolori al torace, tosse
CARENZA DA NICHEL, sintomi
La cirrosi epatica, lo scompenso renale cronico, la sudorazione eccessiva, lo stress, un malassorbimento intestinale, provocano una carenza di nichel, tale carenza può anche aggravare l’anemia causata da mancanza di ferro, inoltre influenza il metabolismo dello zinco e del ferro, si possono anche avere insufficienza epatica, crescita stentata, cambiamento di colore della pelle, e problemi all’apparato riproduttivo.

Il sito www.energiesottili.it spiega che:
Il nichel si accumula nel tempo allo stesso modo delle sostanze inalate fumando. Le fonti comuni di esposizione sono apparecchi casalinghi, pulsanti, ceramiche, cacao, permanenti a freddo, pentole, le estetiche, monete, materiali dentali, alimenti (cioccolato, olii idrogenati, dadi, prodotti agricoli coltivati vicino a zone industriali), lacche per capelli, scorie industriali, bigiotteria, apparecchi ortodontici, protesi, galvaniche, attrezzi di metallo, accumulatori al nichel- cadmio, sciampo, inceneritori, utensili da cucina d’acciaio inossidabile, acqua di rubinetto, tabacco ed il fumo sigarette, rubinetti e tubi dell’acqua e chiusure lampo.

Quindi il nickel è una sostanza ubiquitaria, cioè presente ovunque in natura. E’ impossibile eliminarlo del tutto dalla propria vita ed è anche controproducente.

Infatti esso è parte integrante del nostro organismo, poichè lo aiuta a compiere funzioni essenziali per il nostro benessere. Possiamo però imparare a gestirne il quantitativo che assumiamo giornalmente, seguendo una dieta a basso contenuto di nickel, cucinando tutto a casa e abolendo i prodotti industriali. Si può inoltre seguire un percorso di chelazione naturale, sempre e comunque seguiti da specialisti accreditati, che possano dare indicazioni utili in base a ciascun caso.

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E’ inoltre imprescindibile cambiare pentole e posate, detersivi per la casa e prodotti per l’igiene personale, make up, tinture per capelli, smalti. Bisogna evitare il fumo di sigaretta e limitare l’inquinamento almeno in casa. E’ utile non usare tessuti sintetici e scuri, evitare le otturazioni ai denti in metallo e i piercing e limitare l’esposizione a profumi e apparecchi elettronici, compresi cellulari e smartphone.

Angel cake con crema al cardamomo e fragole

La angel cake con crema al cardamomo e fragole è un dolce strepitoso.

E’ capace di lasciare tutti a bocca aperta seppur sia semplice da preparare.

La angel cake è una torta di origine americana e si contraddistingue per il bellissimo colore bianco interno e per la leggerezza e sofficità dell’impasto. In America si presenta come una ciambella molto alta e dorata all’esterno.

Ha avuto una forte diffusione a partire dalla metà del XIX secolo, entrando così a far parte dei dolci tradizionali statunitensi.

Alcuni piccoli trucchi e curiosità:

  1. Esistono due versioni della angel cake: una americana, il cui nome preciso è “angel food cake” e una inglese completamente diversa. Si tratta di un semplice pan di Spagna con una crema chiara e leggera.
  2. Esiste uno stampo apposito per la angel cake a forma di ciambella, ma più alto e con 3 ganci per mantenerla sospesa durante il raffreddamento.
  3. Affinchè il dolce riesca è fondamentale montare molto bene gli albumi e in maniera graduale.
  4. Lo zucchero va inserito pochissimo alla volta per evitare di smontare i bianchi.
  5. Unire il sale agli albumi serve per montarli meglio.
  6. La torta è molto dolce, quindi le fragole servono per bilanciare lo zucchero, donando una sferzata di acidità.

Ingredienti angel cake:   8/10 persone

  • 350 gr di albumi;
  • 320 gr di zucchero bianco;
  • 150 gr farina 00;
  • 2 limoni scorza grattugiata;
  • 1 bacca di vaniglia;
  • 5 gr di cremor tartaro;
  • sale.

Ingredienti crema al cardamomo e fragole:

  • mezzo litro latte di riso e quinoa (o quello che preferite);
  • 3 tuorli;
  • 2 uova intere;
  • 120 gr di zucchero di canna;
  • 50 gr di farina 00;
  • 1 limone scorza;
  • mezza bacca di vaniglia;
  • cardamomo bacche o polvere q.b.;
  • qualche fragola.

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In una pentola mettere il latte con gli aromi in infusione (buccia di limone, vaniglia, cardamomo) e riscaldare a fiamma dolce, fino a che inizia a sobbollire appena.

Lasciar raffrddare e montare i tuorli e le uova con lo zucchero, fino ad ottenere una crema spumosa. Incorporare il latte filtrato e la farina setacciata, mescolare velocemente e rimettere nella pentola sul fuoco. Lasciar cuocere fino a che la crema non inizia ad addensarsi, mescolando continuamente.

Se la crema dovesse risultare grumosa, è possibile frullarla qualche istante.

Porre la crema in una teglia di vetro e coprirla a contatto con della pellicola trasparente.

Lasciar raffreddare e riporre in frigo.

In una ciotola capiente montare prima a bassa velocità gli albumi con un pizzico di sale. Non appena cominceranno a gonfiarsi, aggiungere metà dose di zucchero poco alla volta. Questo passaggio è fondamentale, affinchè la torta cresca e resti leggera.

Unire la scorza dei limoni e i semini della bacca di vaniglia.

Per estrarre i semini della bacca di vaniglia è sufficiente tagliare la bacca di vaniglia per tutta la lunghezza e, tenendola ferma, passare la lama di un coltello su tutta la bacca. I semini vanno poi inseriti nell’impasto.

Non usate vanillina o essenza di vaniglia se siete allergici al nickel, perchè ne sono pieni.

Aumentare gradatamente la velocità del frullatore man mano che il composto aumenta di volume. Quando sarà ben gonfio, unire la farina setacciata con il cremor tartaro e lo zucchero rimanente e montare alla minima velocità o con una frusta a mano.

Ricoprire una tortiera con carta forno e versarvi il composto.

Cuocere in forno statico a 170 gradi per circa 30 minuti.

Una volta cotta, la angel cake va fatta raffreddare in forno con lo sportello socchiuso, altrimenti si sgonfia.

Servire ricoperta di zucchero a velo (facoltativo) e accompagnata dalla crema e delle fragole fresche.

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Buon appetito!

Polpette fredde di ricotta e prosciutto crudo senza cottura

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Le polpette fredde di ricotta e prosciutto crudo senza cottura sono semplicissime da cucinare, anche per chi non ha dimistichezza in cucina ed ha a disposizione pochi ingredienti.

Fresche, saporite e leggere, soddisfano tante esigenze in un colpo solo!

Questo antipasto è infatti sfizioso ed economico, ma molto scenografico, tanto da poter essere utilizzato per le grandi occasioni, senza timore di sbagliare. Può essere preparato anche in anticipo, senza dar problemi di tempo.

Possono inoltre essere abbinate a molti piatti, come per esempio vellutate, verdure, corstini e insalate.

Ogni volta che scrivo una ricetta per il blog, mi viene sempre voglia di cucinarla per me. Queste polpette però, sono la mia passione e mi ritrovo a pregustarle con l’acquolina in bocca.

Del resto sono come le ciliegie: una tira l’altra!

Quindi cosa aspettate a provarle?

Ingredienti:

  • 400 gr di ricotta;
  • 2 zucchine;
  • 100 gr di prosciutto crudo a cubetti piccoli;
  • 2 cucchiai di parmigiano reggiano;
  • 50 gr di pangrattato;
  • mezzo limone succo e scorza;
  • olio;
  • sale;
  • pepe nero.

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Sgocciolare la ricotta per 1 o 2 ore, mettendola in un colino, poggiato sopra una ciotola.

Grattugiare le zucchine e marinale con olio, sale, pepe e una spruzzata di succo di limone per almeno 2 ore.

Non appena la ricotta avrà perso il suo liquido e le zucchine saranno pronte, metterle in una terrina. Unire il pangrattato, il parmigiano e il prosciutto crudo a cubetti.

Aggiustare di sale e comporre le polpette, aiutandosi con un cucchiaio per porzionare il composto. Per facilitarvi è possibile impanarle con pangrattato e parmigiano oppure con grissini sbriciolati (con ingredienti idonei).

Per chi non è allergico al nickel, la panatura può essere fatta con frutta secca o semi.

Lasciar riposare in frigo per almeno 3 ore.

E’ possibile guarnirle con delle fettine di limone o pepe.

Le polpette fredde di ricotta e crudo senza cottura sono pronte per essere gustate.

Buon appetito!

 

 

Riso colorato alle zucchine e salmone

Il riso colorato alle zucchine e salmone è un piatto fresco e primaverile.

In questa stagione cibi leggeri e sfiziosi compaiono sulle tavole di tutti. 

Il riso colorato alle zucchine e salmone è uno di questi per me.

I sapori delicati delle zucchine e del salmone si aggiungono a quelli briosi del salmone e del cardamomo, che conferiscono al riso colorato alle zucchine e salmone un gusto particolare.

La ricetta del riso colorato alle zucchine e salmone è alla portata di tutti e soprattutto veloce. E’ un’idea sfiziosa anche per chi ha problemi con allergia al nickel e glutine.

Prepariamo il riso colorato alle zucchine e salmone quindi!

Ingredienti:

  • 80 gr di riso basmati;
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva);
  • 100 gr di zucchine;
  • 100 gr di salmone fresco;
  • zenzero fresco;
  • cardamomo in polvere (facoltativo);
  • 1/2 scalogno;
  • 1/2 limone scorza grattugiata;
  • 1/2 bicchiere di acqua;
  • pepe nero;
  • sale.

Tritare finemente lo scalogno e tenerlo da parte. Tagliare una fettina di zenzero fresco, sbucciarlo e grattugiarlo.

Pulire le zucchine, eliminando le estremità e ridurle a cubetti piccoli.

Pulire il salmone fresco, privandolo della spina centrale, della pelle e delle spine laterali con l’aiuto di pinzette. Ridurlo a cubetti medi.

In una padella scaldare l’olio e soffriggervi scalogno e zenzero a fuoco dolce. Non appena saranno leggermente dorati, aggiungere le zucchine, salare, pepare e cuocere a fuoco medio.

Quando le zucchine si colorano, aggiungere mezzo bicchiere di acqua e proseguire la cottura fino a che non diventeranno leggermente morbide.

Unire il salmone, una spolverata di cardamomo (per chi lo desidera), la buccia grattugiata del limone e cuocere a fuoco basso finché il salmone non si cuoce appena.

Lessare il riso e scolarlo al dente. Sgranarlo e unirlo velocemente al condimento per farlo insaporire.

Per gli amanti dell’agrodolce, è possibile fare una salsa di riso con gli stessi ingredienti, aggiungendo della mela verde e sostituendo il pepe nero con il pepe rosa in grani. Il riso non andrà mescolato a caldo al condimento, ma tenuto da parte e unito freddo.

Il riso colorato alle zucchine e salmone è pronto a deliziarvi.

Buon appetito!

 

Muffins salati di patate e zucchine

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I muffins salati patate  e zucchine sono l’antipasto che non ti aspetti: soffici e saporiti, ma soprattutto semplici da preparare e senza nickel.

Li ho preparati per il primo maggio e sono andati subito a ruba. Del resto basta vederli per farsi venire l’acquolina in bocca!

Morbidi e dal cuore filante, nascondono mille sorprese e sapranno stupirvi.

Provare per credere!

Ingredienti:

  • 100 gr di zucchine;
  • 500 gr di patate;
  • 2 uova;
  • 100 ml di olio evo (extravergine di oliva)+1 cucchiaio;
  • 200 ml di latte delattosato;
  • 100 gr parmigiano Reggiano grattugiato;
  • 80 gr di bresaola a cubetti;
  • 200 gr di farina 00;
  • 100 gr di formaggio dolce a cubetti senza lattosio (facoltativo);
  • 40 ml di aceto di mele+6 gr di bicarbonato;
  • 1 spicchio di aglio (da togliere successivamente);
  • sale;
  • pepe.

Pesare separatamente aceto di mele e bicarbonato. Tenere da parte.

Lavare e sbucciare le patate. Ridurle a pezzetti e bollirle. Una volta cotte, schiacciarle con la forchetta, salarle  e peparle.

Lavare, privare delle estremità e ridurre a cubetti le zucchine.

Ungere una padella con un cucchiaio di olio e aggiungere lo spicchio di aglio in camicia, cioè intero e con la buccia. Lasciar rosolare un paio di minuti e unire le zucchine con una presa di sale. Cuocerle per circa 10/15 minuti, finchè non diventeranno morbide ed eliminare l’aglio. Tenere da parte.

In una grande ciotola rompere le uova, aggiungere i 100 ml di olio, il latte, il parmigiano e la farina setacciata. Mescolare e aggiungere le patate, le zucchine, la bresaola, il formaggio a cubetti.

Preparare una teglia da muffins posizionando dei pirottini di carta all’interno di ciascuna cavità.

Unire il bicarbonato all’aceto in una tazza capiente e mescolare. Non appena il composto reagisce chimicamente, cioè forma delle bolle, unirlo all’impasto e mescolare delicatamente dal basso verso l’alto.

Questo servirà a far lievitare i muffins. Per gli altri lieviti concessi, cliccate qui. Voce lieviti.

Infornare a 200 gradi per 15/20 minuti.

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Buona scorpacciata nickel free!

Il vaccino per il nickel esiste? Si può guarire? A chi è adatto?

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Il vaccino per il nickel è il sogno di tutti noi allergici.

Immaginare una vita senza privazioni e senza alcun sintomo, significherebbe ritornare ad avere un’esistenza normale, perchè l’allergia al nickel è difficile da gestire.

Quando si tratta di Snas in particolare risulta addirittura invalidante, nonostante esitano rimedi e alternative. La dieta di disintossicazione è il primo passo per riappropriarsi della quotidianità, ma servono costanza e impegno per arrivare con successo a reintrodurre gli elementi a medio contenuto di nickel e, sempre a rotazione, quelli ad alto contenuto.

L’importante è stare attenti a non riaccumulare troppo nickel.

Dopo un periodo di disintossicazione, per stare bene è possibile da qualche anno ormai provare il vaccino Tio, adatto ai soggetti affetti da Snas.

Si tratta di un vaccino prodotto dall’azienda farmaceutica Lofarma, fondata nel 1945, che studia, produce e commercializza immunoterapie specifiche per il trattamento delle malattie allergiche.

Il TIO agisce in maniera diversa rispetto ai comuni vaccini. E’ infatti un trattamento di iposensibilizzazione al metallo, ovvero un estratto purificato ed opportunamente trattato dell’allergene a cui il paziente è sensibile, che viene somministrato dopo aver accertato la sua allergia.

2. Cos’è un trattamento di iposensibilizzazione

La iposensibilizzazione serve quindi ad aumentare la tollerabilità del soggetto e renderlo più resistente all’allergene.

Esistono vari tipi di terapie iposensensibilizzanti specifiche (TIS). I più comuni sono quello orale (in gocce o compresse) e quello iniettivo. Il primo viene assunto dal paziente al proprio domicilio, mentre il secondo (sottocutaneo) deve essere somministrato esclusivamente da un medico, che rileva eventuali reazioni, dopo un periodo di osservazione di 30 minuti.

Il trattamento iposensibilizzante specifico dura in media dai tre ai cinque anni, in base alla valutazione dell’allergologo della risposta clinica.

La terapia iposensibilizzante orale non provoca solitamente reazioni generali, anche se a volte possono essere presenti piccole reazioni infiammatorie del cavo orale.

3. I primi studi sulla desensibilizzazione da nickel del Dottor Schiavino

Il Dottor Schiavino, direttore dell’Unità Operativa di Allergologia del Policlinico Gemelli di Roma, racconta al sito www.medicinaeinformazione.com degli studi effettuati sulla correlazione tra nickel e cibo.

L’episodio che lo ha spinto a intraprendere ricerche su questo argomento circa 30 anni fa, riguarda una paziente affetta da allergia al nickel, che presentava forti eczemi su tutto il corpo e non riusciva a trovare una soluzione.

Dopo aver verificato la sensibilità al nickel attraverso patch test e sotto la guida del Professor Patriarca, allora Primario del reparto di Allergologia al Gemelli di Roma, il Dottor Schiavino e il suo team hanno ipotizzato un legame tra contenuto di nickel negli alimenti e reazioni allergiche.

Da questa ipotesi e dai relativi studi al riguardo, basati su lavori norvegesi e danesi, hanno dedotto che una possibile cura avrebbe potuto consistere in una dieta povera di nickel.

Vennero eliminati gli alimenti che contenevano più di 50 microgrammi di nickel in ogni grammo di prodotto per un periodo di 6 settimane.

La paziente ottenne risultati estremamente positivi. Si evidenziò come, risomministrando piccole dosi di nickel, tutti i sintomi ricomparivano.

Il soggetto proseguì il suo percorso con test di provocazione orale e un trattamento desensibilizzante.

Gli studi effettuati sono stati pubblicati per la prima volta nel 1995 e presentavano circa 40 casi di desensibilizzazione avvenuta.

3.1 Studi recenti sulla desensibilizzazione al nickel

Il sito www.allergianichel.com riporta un articolo inerente studi più recenti sul vaccino per il nickel e in particolare quelli effettuati dal Dottor Schiavino.

In Italia i soggetti che soffrono di allergia al nickel sono 9 milioni, di cui 2 milioni affetti da snas.

Proprio l’Italia è uno dei primi Paesi in cui sono stati effettuati il maggior numero di ricerche e studi su questo argomento.

Lo studio “Nickel oral hyposensitization in patients with systemic nickel allergy syndrome“, condotto al policlinico Gemelli di Roma dal Dottor Schiavino con la collaborazione di un team congiunto di allergologi delle Università di Chieti e La Cattolica di Roma, è stato pubblicato sulla rivista Annals of Medicine.

I ricercatori hanno condotto uno studio clinico randomizzato in doppio cieco per valutare la terapia orale di iposensibilizzazione al nichel. Gli studi clinici controllati randomizzati sono studi sperimentali, che permettono di valutare l’efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione.
Essi comprendono le terapie, gli interventi (diagnostici, di screening, di educazione sanitaria) o anche l’assenza di intervento. La modalità “in doppio cieco” significa che né lo sperimentatore, né i soggetti coinvolti sono a conoscenza del trattamento assegnato per ridurre la probabilità che ne siano influenzati.

Ad un gruppo di 100 pazienti è stato somministrato il vaccino in capsule, mentre altri hanno assunto un placebo. I pazienti presentavano sindrome allergica sistemica al nichel (Snas) con reazioni sistemiche cutanee e gastrointestinali dopo l’ingestione di cibi contenenti nichel e caratterizzati da dermatite allergica da contatto.

I pazienti coinvolti nello studio hanno assunto le capsule del vaccino, che contenevano dosi crescenti di nichel, in modo da abituare l’organismo a tollerare questa sostanza.
Il sito www.greenme.it riporta che:
Il vaccino si è rivelato efficace per ridurre i sintomi gastrointestinali e cutanei sistemici (orticaria e eczema), ma meno risolutivo per quanto riguarda la dermatite da contatto.
E’ necessario un periodo di disintossicazione di circa un anno prima di utilizzare il vaccino, che prevede l’assunzione di pastiglie da 500 nanogrammi di nichel tre volte a settimana per tre anni.
Dopo una diagnosi accertata di allergia al nickel, l’allergologo decide se ritiene opportuno prescrivere il TIO NICHEL. Se è il caso di farlo, compila dei moduli appositi da spedire alla casa produttrice, la quale recapiterà al domicilio del paziente il vaccino.
I costi si aggirano sui 200€ per la prima parte del trattamento. Per il mantenimento i costi salgono.
Dopo sei settimane dall’assunzione, si cominciano a reintegrare gradualmente gli alimenti: tre a settimana, tenendo un diario per segnare le reazioni che si hanno.
Seguono dei controlli periodici.
Bisogna in ogni caso proseguire la dieta a basso contenuto di nickel almeno fino a tre mesi dopo aver inserito il dosaggio costante.
Ci sono reazioni diverse per ciascuna persona: molti hanno avuto talmente tanti effetti collaterali da dover sospendere la cura, mentre molti altri dopo un’iniziale peggioramento, hanno registrato forti miglioramenti.
Come afferma la Dottoressa Valeria Invernizzi, Presidente di “Cibo Amico Allergia Alimentare e Anafilassi”:
“Nelle desensibilizzazioni da alimenti, l’assunzione del vaccino Tio è consigliata la mattina o nel primo pomeriggio (circa mezz’ora prima di fare colazione sarebbe l’ideale), in modo tale che le eventuali reazioni allergiche appaiano nell’arco della giornata.”

Secondo il Dottor Domenico Schiavino, il Tio è particolarmente utile alle donne, perchè il nichel ha una fondamentale funzione nell’assorbimento del ferro, che le donne perdono a causa del ciclo mestruale, diventando soggette all’anemia.

2.1 Altri studi relativi al vaccino

Il Dottor Angelo Ferrari, responsabile del Servizio Dermatologia ed Allergologia Territoriale ASL 5 Crotone, ha effettuato un ulteriore studio per testare l’efficacia della terapia di desensibilizzazione da nickel.

Sono stati presi in esame 21 pazienti volontari e allergici al nickel di età compresa tra i 12 e 60 anni, risultati positivi al patch test e con allergia sistemica accertata.

Il sito www.gditalia.biz riporta per intero lo studio:

“Dopo un periodo di wash-out da terapie precedenti, ottenuto il consenso informato, e dopo aver praticato una dieta a basso contenuto di nichel della durata di un mese i pazienti hanno cominciato ad assumere le capsule a dosaggio crescente, a giorni alterni, per 10 settimane e, successivamente, a dosaggio costante per 12 mesi. Ogni trattamento farmacologico ed ogni alimento contenente nichel assunto durante il periodo di studio venivano opportunamente segnalati.

Il giudizio circa l’efficacia del trattamento da parte dei pazienti e del dermatologo è risultato positivo nella maggioranza dei casi. L’accettabilità è stata considerata buona.

Non si sono evidenziate reazioni avverse degne di nota; soltanto 2 pazienti hanno riferito prurito e lieve gastralgia durante le prime 2 settimane di trattamento.

In conclusione, i primi risultati clinici di questa esperienza in aperto dimostrano l’efficacia, la tollerabilità ed anche l’accettabilità della terapia iposensibilizzante orale al nichel nella sindrome sistemica con considerevoli vantaggi in termini socio-economici e di risparmio di corticosteroidi ed antistaminici.”

2.1.2 TIO NICHEL: 5 anni di esperienza. Angelo Ferrari– Sabrina Ercolani. Il caso.

Paziente donna di 25 anni cassiera in un supermercato.

Lamenta da circa 1 anno comparsa di lesioni diffuse eritemato-vescicolari all’addome, al tronco, agli arti e nelle zone di contatto con accessori metallici e bigiotteria. Dallo stesso periodo presenti sintomi sistemici quali cefalea ricorrente, disturbi gastroenterici con fasi alternate di stipsi e colite, meteorismo e un prurito diffuso molto fastidioso

Patch test Nichel solfato (+++)

Prescritti antistaminici e cortisonici per os a scalare per 1 mese, contemporaneamente dieta Nickel-free e dopo 1 mese TIO Nichel (secondo lo schema consigliato)

Alla visita di controllo dopo 8 mesi mostra un netto miglioramento del quadro clinico, con remissione quasi completa dei sintomi sistemici, delle lesioni cutanee generalizzate e del prurito

Alla successiva visita di controllo dopo 3 mesi non erano più presenti sintomi sistemici né da contatto e la paziente veniva invitata a proseguire la dose di mantenimento per altri 3 mesi.

3. Consigli pratici per il vaccino Tio

  1. Qualche consiglio per orientarsi meglio:
    1) Bisogna diagnosticare con patch test l’allergia al nickel.
    2) E’ fondamentale accertare con test specifici prescritti da medici accreditati che non ci siano altre patologie che coinvolgono l’apparato intestinale.
    3) E’ necessario fare un periodo di disintossicazione con una dieta a basso contenuto di nickel per verificare se i sintomi diminuiscono o meno e ripetere il test e vedere se il grado di allergia è sceso.
    4) Se dopo il periodo di disintossicazione il patch test continua a rivelare lo stesso valore, si procede con le prove a somministrazione orale (test di provocazione orale) per verificare se l’allergia sia di tipo sistemico.
    5) E’ necessario rivolgersi a centri specializzati per l’allergia al nickel, che sappiano indirizzare i pazienti alle cure migliori per il proprio caso.
    6) Lo specialista valuterà se è il caso di iniziare la cura con il vaccino o meno e solo lui sarà in grado di prescriverlo e verificarne gli effetti.
  2. 4. Prassi al policlinico Gemelli

  3. Al reparto di allergologia del policlinico Gemelli di Roma il vaccino viene ritenuto necessario e prescritto solo alle persone affette da allergia sistemica al nickel. Ossia quelle persone in cui l’organismo non tollera più neanche una minima quantità di nichel e che non riesce a disintossicarsi pur seguendo una dieta a basso contenuto di nickel.
    Seguono domande per accertare lo stile di vita e le reazioni dei soggetti durante l’anamnesi: lo scopo è quello di verificare se cibi e bevande incidano sullo stato di salute del paziente. Per esempio si domanda se si consumano cioccolato, pomodori, legumi, verdura e frutta. Se si bevono vino, birra o alcolici.Successivamente si entra a far parte di una graduatoria per il vaccino.Il ciclo di somministrazione dura circa 6 mesi a cui segue un percorso di reintegro degli alimenti aboliti. Bisogna non essere in stato interessante, nè in allattamento.

    5. Alcuni centri e medici specializzati in allergia al nickel

    Per l’elenco dei centri medici e dottori specializzati in allergia al nickel, cliccate qui. Lo trovate come ultima lista.

Profumata torta di zucca e vaniglia sofficissima

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La torta profumata di zucca e vaniglia è un dolce nuovo, che ho scoperto da poco. Tutto è partito da una semplice riflessione: amo le carote, ma hanno medio contenuto di nickel e adoro la torta di carote.

Come posso avvicinarmi a quel sapore?

Così ho pensato di creare un dolce con la zucca. Questa verdura ha un sapore molto delicato, esattamente come la carota, perciò è necessario accostarla ad ingredienti saporiti peravere una sferzata di gusto.

Ecco a voi la mia torta alla zucca e vaniglia!

Ingredienti:

  • 200 gr di zucca fresca;
  • 3 uova;
  • 250 gr zucchero di canna;
  • 190 gr farina 00;
  • 50 gr fecola di patate;
  • 180 ml olio di riso;
  • 70 gr di yogurt bianco delattosato+6 gr di bicarbonato (pesati separatamente);
  • 1 bicchierino di rum;
  • 1 bacca di vaniglia.

Per decorare:

  • fettine di arancia;
  • fettine di limone;
  • bacca di vaniglia;
  • zucchero a velo.

Ridurre la zucca a pezzetti e frullarla. Mettere la zucca in una ciotola, aggiungere le uova e sbattere il tutto fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Incorporare l’olio poco alla volta, mescolando, poi la farina, la fecola, lo zucchero di canna e gli aromi, cioè la vaniglia e il rum.

Per estrarre i semini della bacca di vaniglia è sufficiente tagliare la bacca di vaniglia per tutta la lunghezza e, tenendola ferma, passare la lama di un coltello su tutta la bacca. I semini vanno poi inseriti nell’impasto.

Non usate vanillina o essenza di vaniglia se siete allergici al nickel, perchè ne sono pieni.

Quando l’impasto sarà pronto, unire tra di loro i 6gr di bicarbonato e i 70gr di yogurt e mescolare, fino a che non comincia la reazione chimica, ovvero quando compariranno delle bolle di aria e il bicarbonato non si sarà sciolto.

Unire il composto all’impasto, mescolando dal basso verso l’alto, per non perdere la reazione, e infornare a 175 gradi funzione statica per circa 45 minuti o finchè, inserendo uno stecchino al centro della torta, non ne uscirà totalmente asciutto.

Sfornate e decorate con fettine di arancia e limone alternate sui bordi e sulla superficie con zucchero a velo, fettine di arancia a ventaglio e la bacca di vaniglia.

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Buon appetito!

Orata leggerissima e facilissima, ma saporita al forno

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La ricetta dell’orata leggerissima e facilissima, ma saporita al forno è una delle prime che ho sperimentato.

Semplicissima e gustosa, può essere preparata da tutti e il risultato è assicurato.

E’ un piatto sano e scenografico, che può essere abbinato a vari contorni: patate, bietole, finocchi, zucca o semplicemente una fresca insalata di valeriana, indivia belga, olive e zucca.

Ingredientti:      x4 persone

  • 4 orate medie già pulite e squamate;
  • 4 fettime spesse di limone;
  • 1 pezzo di zenzero;
  • 50 gr di olive nere;
  • 4 spicchi di aglio;
  • 4 cucchiai di olio evo(extravergine di oliva);
  • 3 bicchieri di vino bianco secco;
  • una manciata di capperi (in reintroduzione o per chi li tollera);
  • 400 gr circa di verdure a piacere (facoltative);
  • sale.

Bream fish

In un tegame ampio e dai bordi larghi mettere i 4 cucchiai di olio e i 4 spicchi di aglio sbucciati, ma interi.

Inserire ciascuna fettina di limone nella pancia di ciascun pesce e posizionarli nel tegame. Condire con sale, zenzero a pezzetti, olive a pezzi o intere e capperi (per chi li tollera). Per la versione con le verdure, è possibile adagiare le verdure a fette sul fondo della teglia, condirle con sale e spezie a piacere consentite e sopra i pesci.

Qualche idea di contorni qui.

Infine unire il vino bianco e infornare alla massima potenza, funzione ventilata, per circa 1 ora/1 ora e mezza o finchè la carne delle orate non sarà morbida.

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Potete servire le vostre deliziose orate a tavola. Buon appetito!

 

Nuovi studi e possibilità per gli allergici al nickel

Un progetto dell’Università di Bari Aldo Moro in collaborazione con il CIHEAM, Istituto agronomico mediterraneo di Bari, l’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (ISPA)-CNR e l’Università del Salento sta cercando delle soluzioni efficaci per l’allergia al nickel a partire da nuovi metodi di coltivazione, che aiutino a sviluppare piante e frutti a ridotto contenuto di nickel.

Un interessante studio che potrebbe affiancare l’agricoltura idroponica nel fornire prodotti a basso contenuto di nickel.

Il progetto iniziato nel 2015 sta dando ottimi risultati e una speranza in più agli allergici, anche se rimane ancora molto lavoro da fare.