Bucatini allo zafferano saporiti e veloci

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I bucatini allo zafferano saporiti e veloci sono un primo semplicissimo da realizzare, ma buonissimo.

Questa è una ricetta di famiglia, che ho rivisitato appositamente per i miei problemi di allergia al nickel.

Mia madre la cucinava spessissimo quando ero piccola, perchè era uno dei miei piatti preferiti. Ogni volta che doveva premiarmi per un buon risultato, questa era una delle mie ricompense ideali.

Il profumo dello zafferano e della pancetta pervadevano la casa, quando tornavo da scuola. Subito era festa per me!

Oggi riservo i bucatini allo zafferano saporiti e veloci a occasioni speciali, ma il ricordo è sempre vivo.

Si tratta di una ricetta davvero semplicissima e appetitosa, economica e a basso contenuto di nickel. Non deluderà nessuno, è assicurato!

I bucatini allo zafferano saporiti e veloci sono adatti ad un pranzo tra amici o come piatto salvatempo, perchè si realizzano in pochi minuti e si gustano in un baleno.

Quindi rimbocchiamoci le maniche, prepariamo gli ingredienti e cominciamo!

Ingredienti    x 1 persona:

  • 80 gr di bucatini;
  • 30 gr di olive nere snocciolate;
  • 30 gr di pancetta fresca a cubetti (presa dal macellaio) oppure prosciutto crudo a cubetti;
  • 1 bustina di zafferano;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • Parmigiano Reggiano;
  • 1 cucchiaio scarso di olio evo (extravergine di oliva);
  • 1 noce di burro senza lattosio;
  • Pepe nero q.b.

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Lessare la pasta in abbondante acqua calda.

Nel frattempo scaldare in una padella l’olio e il burro, unire la pancetta o il crudo e rosolare a fiamma dolce.

Tagliare le olive a pezzetti e aggiungerle al condimento.

Scolare la pasta al dente, conservando un mestolo di acqua di cottura.

Sciogliere lo zafferano nell’acqua di cottura.

Unire i bucatini al condimento e proseguire la cottura aggiungere l’acqua con lo zafferano e il parmigiano.

Una volta che l’acqua sarà assorbita, sfumare i bucatini allo zafferano saporiti e veloci con il vino bianco.

Servire con una spolverata di pepe nero.

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Buon appetito!

Allergia al nickel e abiti

1. Indumenti e allergia al nickel

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Allergia al nickel e abiti è un tema non sempre preso in considerazione da chi è allergico.

Spesso si sottovaluta l’importanza rivestita dagli indumenti e dai prodotti che si utilizzano per trattarli.

Prurito, bolle, eczemi e arrossamenti sono alcuni dei sintomi possibili.

Essi si manifestano in particolare su: ascelle, inguine, solco intermammario, superficie interna delle cosce. Sono più frequenti in estate e nelle persone in sovrappeso, perché frizione e sudorazione causano la fuoriuscita da un tessuto delle sostanze allergizzanti.

Ecco quindi alcuni semplici consigli per proteggersi da questo metallo e vivere serenamente.

Essenzialmente bisogna fare attenzione a tre elementi:

  • le fibre con cui sono fatti i vestiti;
  • i colori;
  • gli accessori metallici.

1. 2  Le fibre

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Le fibre ideali da usare per l’allergia al nickel, sono quelle naturali, perchè hanno un minor quantitativo di nickel e sono meno lavorate.

La lista completa, come riporta wikipedia, è la seguente:

Tipi di fibre tessili naturali di origine vegetale:

Tipi di fibre tessili naturali di origine animale:

Le fibre naturali hanno tanti vantaggi.

Sono ecocompatibili, biodegradabili, traspiranti, resistenti e non danneggiano la pelle, che si sia allergici oppure no.

I tessuti in fibre naturali garantiscono alla pelle una corretta traspirazione. Essa permette all’organismo di regolare la propria temperatura interna. 

Vestire con abiti che hanno una buona traspirabilità, permette di ridurre al minimo la condensazione del sudore e quindi anche il senso di disagio dovuto all’ afa o all’ umidità. 

La scelta migliore in fatto di allergia al nickel e abiti è acquistare indumenti e biancheria in fibre naturali.

Come puntualizza il sito www.riverflash.it, le loro proprietà sono da attribuire alla loro composizione. Si tratta soprattutto di sottili fibre microscopiche, che formano un finissimo reticolo, all’interno del quale sono racchiusi sottili strati d’aria con funzione isolante.

Il sito www.artimondo.it riporta una breve e interessante descrizione e distinzione tra fibre naturali e sintetiche.

I materiali vengono classificati in:

  • fibre tessili vegetali, cioè quelle che si ricavano dalle piante;
  • fibre tessili animali, prodotte principalmente da peli di animali;
  • fibre tessili artificiali, dalla lavorazione della cellulosa del legno;
  • fibre tessili sintetici, create industrialmente.

 

1. 3 I colori

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I colori adatti per l’allergia al nickel e gli abiti secondo Riccarda Serri, presidente di Skineco, Associazione internazionale di ecodermatologia, sono quelli chiari o colorati.

«Niente jeans blu scuri, ma solo quelli vecchi e sbiaditi, evitare abiti di colore blu, oltre a fare sempre il doppio risciacquo e optare per abiti in fibre naturali. Sono convinta che l’aumento delle allergie da contatto, anche nei bambini, sia causato in parte dall’esposizione così massiccia alle sostanza irritanti.»

Il sito www.gqitalia.it spiega che:

I capi colorati, soprattutto neri, blu e in parte anche rossi, sono senz’altro quelli più pericolosi perché potrebbero nascondere tracce di nickel. Responsabili di allergie, infatti, in genere sono i coloranti cosiddetti dispersi, usati per la tintura di fibre sintetiche o miste.

Il nickel è infatti usato come mordente nei processi di tintura e stampa di tessuti: serve a rendere i colori brillanti.

All’interno dei tessuti, le sostanze che danno più problemi sono i coloranti e le sostanze di fissaggio (ovvero i prodotti antipiega, i detergenti, gli ammorbidenti), che vengono aggiunti nelle fasi di produzione.

www.myskin.it specifica che esistono alcuni marchi che usano specifiche certificazioni come Oeko-tex, Ecolabel, VIS (vestire in salute). Essi garantiscono l’assenza dei coloranti dispersi e di residui di metalli pesanti o di sostanze cancerogene.

Un interessante trattato sulla tossicità dei metalli pesanti utilizzati nell’industria tessile, chiamato “SOSTANZE CHIMICHE NEI MATERIALI TESSILI : VERIFICA E STANDARDIZZAZIONE DEI METODI ANALITICI”, firmato da Riccardo Innocenti – CNR/ ISMAC sez. di Biella, rappresenta una fonte fondamentale di informazioni per noi allergici.

Nello studio si sottolinea come oggi i metalli pesanti nei prodotti tessili e nei cicli produttivi vengono presi in considerazione con sempre maggiore attenzione da legislazioni e dei marchi volontari.

Ciò accade per la loro tossicità, a prescindere dall’allergia al nickel, e per il notevole impatto ambientale.

Esiste un elenco di coloranti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione stilato dall’ EINECS (European Inventory of Existing Chemical Substances).

Di questo elenco fanno parte le materie coloranti a rischio di cancro, mutazione genetica o alterazione biologica.

Esso è adottato dai marchi volontari Ecolabel e OekoTex (ecc…).

Il nichel è presente in coloranti e pigmenti, ma soprattutto è impiegato nelle leghe metalliche usate per bottoni, cerniere.

Il trattato afferma che:

La normativa UE e alcune normative nazionali prevedono restrizioni per l’impiego di cadmio e nichel. Alcuni marchi volontari ( Ecolabel, Oeko-Tex) e l’ETAD regolamentano l’impiego di una serie di metalli (Sb,As,Pb,Cr,Cu,Ni,Hg), per i quali vengono fornite quantità limite nell’estratto da sudore acido (Oeko-Tex) o quantità limite come impurezze nei coloranti (Ecolabel, ETAD).

Nel caso del nichel si valuta la biodisponibilità mediante una complessa prova di cessione da una superficie nota (EN 1811), il cui risultato viene espresso come microgrammi di nichel per cm 2 di superficie per settimana di contatto e viene applicata a prodotti destinati ad entrare in contatto con l’epidermide (bottoni, rivetti, cerniere, marchi metallici, ecc.). Tali prodotti non possono essere utilizzati se la cessione è superiore a 0.5 μ g/cm 2/settimana.

2. Gli accessori metallici

Non sono da trascurare nemmeno gli accessori metallici che fanno parte dei vestiti.

Il tema allergia al nickel e abiti infatti comprende anche cerniere, fibbie, borchie, bottoni e così via, che possono trovarsi a contatto diretto con la pelle.

  1. LA BIANCHERIA INTIMA: I reggiseni con i ferretti costituiscono un vero dilemma per le donne allergiche al nickel. La Triumph ha pensato di inventare dei reggiseni senza nickel per facilitarci la vita.
  2. VESTITI: Consiglio di leggere sempre le etichette per verificare i materiali con i quali gli indumenti sono stati creati e di non affidarsi a negozi con merce a bassissimo prezzo. Se riuscite a trovare la certificazione, ancora meglio. Altrimenti bisogna prediligere colori vivaci o chiari e di buona qualità. Qui il link dei paramentri usati dalle marche testate.
  3. SCARPE: Esistono alcune marche che producono calzature nickel free.Ecco alcuni esempi:

4. ACCESSORI: vi rimando qui ad un articolo interamente dedicato agli accessori nickel free. Basta cliccare a questo link.

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Bisogna stare attenti anche a ciò che indossiamo tutti i giorni per stare bene.

Magari non ce ne accorgiamo, ma gli abiti e la biancheria intima sono fonti di nickel ad alto assorbimento, perchè a diretto contatto con la pelle.

E’ fondamentale non solo seguire questi consigli, ma far attenzione anche ai prodotti con i quali trattiamo i nostri indumenti. Detersivi e detergenti testati per lavare gli abiti sono molto importanti (qui il link delle marche che producono nickel tested ).

Piccolo suggerimento: evitare di utilizzare l’aceto o la candeggina per sbiancare gli indumenti in lavatrice, perchè fissano il nickel nelle fibre.

Questi accorgimenti sono in grado di migliorare la vita di chi è affetto da allergia al nickel radicalmente, quindi vanno seguiti il più possibile.

Polpettone di tonno e patate

Il polpettone di tonno e patate è un’idea veloce e saporita per un secondo estivo tutto da gustare.

Può essere mangiato freddo e conservato in frigo un paio di giorni ed è comodo per gite fuoriporta e picnic.

Ho assaggiato questo piatto per la prima volta quando mi sono trasferita fuori casa per studiare all’università.

Convivevo con tantissime ragazze e la proprietaria di casa, che un giorno decise di offrirci questa sua specialità.

Da allora ho sempre cercato una ricetta simile, ma non riuscivo ad avvicinarmi all’originale. Ovviamente la ricetta della proprietaria di casa era top secret!

Ecco però che dopo vari esperimenti sono riuscita ad avvicinarmi alla sua!

Pratica e veloce è veramente alla portata anche dei più inesperti.

Per chi tollera le patate è un piatto da provare: senza nickel, glutine e lattosio.

Allora allacciamo il grembiule e proviamo a farla!

Ingredienti:

  • 60 gr di tonno al naturale sgocciolato;
  • 1 patata media (150/200 gr circa);
  • 1/2 limone succo;
  • Olive nere oppure olive taggiasche q.b.;
  • parmigiano Reggiano;
  • pangrattato di riso q.b.;
  • 1 uovo;
  • 50 gr zucchine o altra verdura concessa;
  • sale;
  • pepe;
  • zenzero.

Lavare, sbucciare e ridurre a pezzetti regolari la patata.

Lessarla in acqua bollente.

Nel frattempo in una terrina sbattere l’uovo, unire sale, tonno, parmigiano, pangrattato di riso, pepe e olive a pezzetti e amalgamare.

Passare velocemente in padella le zucchine ridotte a pezzetti con un filo d’olio evo e lo zenzero. Una volta cotte, unirle all’impasto.

Non appena le patate saranno cotte, scolarle e schiacciarle molto bene con la forchetta.

Aggiungerle all’impasto e, servendosi di un foglio di cartaforno, formare un cilindro e chiuderlo a caramella.

Lessare il cilindro così formato, insieme alla cartaforno, in una pentola alta e larga con abbondante acqua bollente per circa 30 minuti.

Scolarlo, lasciarlo raffreddare e aprire l’incarto.

E’ possibile porzionarlo subito e servirlo con verdure di stagione o insalata oppure conservarlo qualche ora in frigo e mangiarlo freddo.

In alternativa si può impanarlo nel pangrattato di riso e soffriggerlo in padella in forma cilindrica oppure come polpette.

Buon appetito!

Zucchine tonde ripiene

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Un’idea fresca e sfiziosa per quest’estate caldissima? Le zucchine tonde ripiene.

Ecco una ricetta semplice, che può essere preparata con anticipo e gustata tiepida o fredda.

Le zucchine tonde ripiene sono un secondo sfizioso, che mette subito allegria!

Ottime da preparare per cene con gli amici o da assaporare come piatto unico.

Sono belle da vedere e buonissime da mangiare, praticamente il piatto ideale per tutti.

Sono adatte a chi vuol sperimentare qualcosa di nuovo, ma anche agli allergici al nickel, glutine e lattosio.

Se non si tollerano i delattosati, è possibile, solo per chi non ha allergia al nickel, utilizzare margarina al posto del burro e il gioco è fatto!

 

Ingredienti x 2 persone:

  • 2 zucchine tonde;
  • 200/250 gr circa di patate a pasta bianca;
  • 200 gr di tonno al naturale;
  • 4 cuc. olio evo (extravergine di oliva);
  • parmigiano q.b.;
  • pangrattato di riso q.b.;
  • qualche cappero (in reintroduzione o se li tollerate) oppure olive verdi;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 1/3 di bicchiere di latte di riso;
  • 1 noce di burro senza lattosio;
  • paprika dolce;
  • sale;
  • pepe bianco e nero.

Lavare le zucchine, tagliare la parte superiore e svuotarle dalla polpa.

Ridurre la polpa a tocchetti e tenere da parte.

Lessare l’involucro delle zucchine in abbondante acqua bollente e nel frattempo soffriggere in una padella due cucchiai di olio, l’aglio e la polpa delle zucchine, salare e pepare. Cuocere a fiamma dolce, finchè non saranno morbide. Eliminare l’aglio.

In una terza pentola lessare le patate sbucciate e ridotte a cubetti regolari.

Scolare le patate ben cotte e riporle in una terrina ampia. Schiacciarle con la forchetta.

In un pentolino unire le patate schiacciate con sale, pepe bianco, parmigiano, una noce di burro delattosato e il latte di riso e cuocere qualche istante a fiamma dolce.

Se necessario aggiungere altro latte.

Mescolare fino ad amalgamare molto bene gli ingredienti e spegnere il fornello.

Preparare il ripieno delle zucchine: in una terrina capiente unire il purè di patate, la polpa delle zucchine cotta in padella, i capperi o le olive, il tonno sgocciolato. Mescolare molto bene.

Scolare gli involucri di zucchine e posizionarle in una pirofila unta con uno o due cucchiai di olio di oliva.

Riempirle con il ripieno e spolverare con paprika dolce, parmigiano e pangrattato di riso.

Infine passarle in forno per la gratinatura alla funzione grill, massima potenza.

Buon appetito!

 

 

 

Plumcake allo yogurt di riso e arancia

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Il plumcake allo yogurt di riso e arancia è una ricetta delicata e buonissima.

Tipico dolce da colazione e merenda, si contraddistingue per la semplicità e la genuinità.

Esso nasce in Inghilterra con il nome di “poundcake”.

Il termine pound (libbra) indica che nella ricetta originaria andavano inserite le stesse quantità per ciascun ingrediente (una libbra di farina, una di uova, una di burro, una di zucchero e una di frutta) per rendere più facile la memorizzazione degli ingredienti.

La parola plumcake letteralmente significa “torta di prugne”, perchè inizialmente il dolce era farcito con prugne secche.

Col passare del tempo però, la ricetta è stata modificata e sono apparse molteplici versioni. Quella classica risultava troppo calorica e pesante da digerire.

Io vi propongo un’alternativa senza nickel, glutine, lattosio e lieviti davvero squisita da gustare e semplice da preparare.

Le dosi indicate si riferiscono ad un plumcake per stampo da 30 cm, quindi un enorme plumcake allo yogurt di riso e arancia.

Proprio per questo la cottura è più lunga.

Per la ricetta dello yogurt di riso, cliccate a questo link.

Ingredienti per uno stampo da 30 cm:

  • 125 gr yogurt di riso;
  • 400 gr farina di riso;
  • 140 gr fecola di patate;
  • 150 gr olio di riso;
  • 250 gr zucchero;
  • 4 uova;
  • 1 cucchiaino di bicarbonato;
  • 1 arancia piccola succo e scorza;
  • 10 gr di cremor tartato;
  • 2 gr ammoniaca per dolci.

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Mescolare e setacciare la farina di riso, la fecola, il bicarbonato, il cremor tartaro e l’amminaca per dolci.

Sbattere le uova con lo zucchero e un volta diventate chiare e spumose, incorporare yogurt e olio.

Unire le polveri precedentemente setacciate poco alla volta e la scorza di arancia.

Infine aggiungere il succo dell’arancia e mescolare delicatamente dal basso verso l’alto.

Cuocere in uno stampo da plumcake a 180 grado forno statico in basso per circa 45/60 minuti.

E’ possibile controllare la cottura del plumcake inserendo nel mezzo del dolce uno stecchino.

Il plumcake allo yogurt di riso e arancia è pronto!

Potete ricoprirlo di glassa o caramello se lo desiderate oppure con semplice zucchero a velo.

Sfiziosa torta di riso – piatto unico

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La sfiziosa torta di riso è un piatto unico sorprendente: coniunga bontà e facilità di preparazione.

Adatta a tutte le stagioni, può dare grandi soddisfazioni in un pranzo tra amici, ma anche come finger food o praticissima da portare in gita per un pic-nic.

Una volta cotta infatti, può essere consumata sia calda che fredda e trasportata intera o già porzionata.

Non servirà altro per farvi contenti!

Può essere conservata un paio di giorni in frigo, quindi è possibile prepararla anche con anticipo e rimane fragrante e gustosa.

E’ un piatto dai mille usi e dai mille adattamenti: le verdure possono essere sostituite a piacere e il risultato resterà comunque superlativo.

Ideale per chi vuole provare piatti nuovi, ma anche per chi ha problemi con nickel, glutine e lattosio.

Ingredienti:      x 1

  • 100 gr di riso basmati;
  • 4/5 foglie di radicchio rotondo;
  • 6/7 fette di melanzane;
  • 1 zucchina grande;
  • 1 uovo intero;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 70 gr circa di Parmigiano Reggiano a lunga stagionatura(dai 24 mesi in sù);
  • 2/3 cucchiai di olio evo (extravergine di oliva);
  • origano (in reintroduzione);
  • pepe;
  • sale.

 

Lavare la zucchina e la melanzana e privarle delle estremità.

Ridurre la zucchina a cubetti e scaldare in una padella 1 cucchiaio di olio.

Far dorare l’aglio nell’olio e aggiungere le zucchine, salare, aggiungere l’origano e cuocere a fiamma bassa, finchè non diventeranno morbide. Circa una decina di minuti.

Se necessario, aggiungere un pò di acqua.

Nel frattempo ricavare le fette di melanzana e cuocerle in una padella a parte con 1 cucchiaio di olio, acqua q.b. e un pizzico di sale.

Mentre le verdure cuociono, è possibile cominciare a lessare il riso e le foglie di radicchio in acqua bollente.

Una volta che le verdure saranno pronte, tenerle da parte separatamente.

Scolare il riso al dente e recuperare le foglie di radicchio.

In una terrina media rompere l’uovo, sbatterlo con una forchetta e unirlo al riso e alle zucchine, condire con circa 50/60 gr di parmigiano e un pizzico di pepe.

E’ possibile adesso comporre la torta di riso: in una piccola pirofila rotonda adagiare le foglie di radicchio, il composto di riso e infine ricoprire con le melanzane.

In alternativa è possibile usare una melanzana intera per foderare uno stampo ed eliminare il radicchio, ma usare sempre lo stesso ripieno.

Condire la superficie con sale, pepe, parmigiano abbondante e un filo di olio.

Infornare a circa 200 gradi per 20 minuti o finchè le melanzane non saranno dorate.

 

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Buon appetito!