Sofficissima torta al latte caldo e mandarini

La sofficissima torta al latte caldo e mandarini è il dolce che avete sempre sognato!

Morbida e dal sapore fresco dato dai mandarini, è adatta a tutte le occasioni.

La sofficissima torta al latte caldo e mandarini è una delle mie preferite in assoluto.

Coniuga dolcezza e gusto brioso in un solo dolce.

Peccato che finisca in 5 minuti!

La ricetta della sofficissima torta al latte caldo e mandarini può essere adattata anche per chi è celiaco. Basta sostituire la farina di senatore cappelli con quella di riso e quinoa.

Il risultato è ugualmente goloso. L’ho provata personalmente.

Semplice da preparare, può essere conservata fino a 3 o 4 giorni in un contenitore ermetico in plastica anche fuori dal frigo.

La  sofficissima torta al latte caldo e mandarini è ideale per tutti i giorni e conserva intatta la sua morbidezza e fragranza.

Provare per credere!

Per chi volesse usare latte di riso fatto in casa, qui la ricetta.

Ingredienti:

  • 50 gr di farina di riso;
  • 60 gr di farina senatore cappelli;
  • 10 gr di fecola di patate;
  • 80 gr di zucchero di canna;
  • 2 o 3 mandarini scorza grattugiata;
  • 80 ml di latte di riso;
  • 1 bacca di vaniglia;
  • 1 pizzico di sale;
  • 1 bustina di cremor tartaro;
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
  • 2 uova a temperatura ambiente;
  • 40 ml di olio di riso oppure di oliva.

Preparazione

Per preparare la  sofficissima torta al latte caldo e mandarini, sbattere le uova con lo zucchero, finché non diventeranno chiare e spumose (circa 7/8 minuti).

Aggiungere l’olio e, continuando a lavorare con le fruste, unire poco per volta le farine, la fecola e il sale.

Scaldare in un pentolino il latte di riso con la scorza grattugiata dei mandarini e i semini della bacca di vaniglia.

Per estrarre i semi della bacca di vaniglia è sufficiente tagliare la bacca per tutta la lunghezza e, tenendola ferma, passare la lama di un coltello su di essa.

Quando il latte inizia a sobbollire, è pronto.

Procedere alla preparazione della  sofficissima torta al latte caldo e mandarini, versando il latte caldo nel composto e mescolare.

Completare con il cremor tartaro e il bicarbonato, mischiati tra di loro.

Infornare la  sofficissima torta al latte caldo e mandarini in uno stampo da 20 cm massimo 22 cm, foderato con carta da forno a 150 gradi per circa 35 minuti.

La consistenza della sofficissima torta al latte caldo e mandarini è morbidissima, quindi è necessario verificarne la cottura con la classica prova dello stecchino.

La  sofficissima torta al latte caldo e mandarini è pronta per essere gustata!

Buon appetito nickelini!

Per tutti gli ingredienti concessi per le varianti, cliccare qui.

Varianti:

  1. Con la ricetta base si può preparare una torta rovesciata di mandarini. Basta adagiare delle fettine di mandarino sul fondo della tortiera, fino a ricoprirla completamente e versarci sopra l’impasto;
  2. Se si frullano mandarini o agrumi, si possono amalgamare all’impasto;
  3. Farcia: crema pasticcera o marmellata;
  4. Ricoprire la torta con della panna non zuccherata e frutta fresca a piacere.

La pizza senza lieviti

In molti mi chiedete come preparare una buona pizza senza lieviti.

Questo perché spesso durante il periodo della disintossicazione(qui la dieta detox) il lievito di birra non è tollerato, perché irrita l’intestino.

Come cucinarne una gustosa come quella normale?

Non è semplice e ovviamente la consistenza è un pò diversa.

Tuttavia risulta più leggera e buonissima.

La pizza senza lieviti ha una lievitazione completamente diversa da quella tradizionale.

Consiglio di stendere molto l’impasto per renderla più sottile e digeribile.

E’ adatta sia a chi è in detox che per chi ha problemi coi lieviti.

Il gusto particolare non delude.

Provare per credere!

Ecco la ricetta della pizza senza lieviti e a basso contenuto di nickel!

Ingredienti:

  • 300 gr di semola Senatore cappelli (non sostituire con la farina!);
  • 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva);
  • 1 cucchiaino di sale fino;
  • 4 gr circa di cremor tartaro (1 cucchiaino circa);
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
  • 200 ml circa di acqua calda.

Farcitura:

  • 1 zucchina;
  • 1 mozzarella fiordilatte;
  • salsiaccia di Norcia q.b.;
  • parmigiano (facoltativo);
  • sale;
  • olio;
  • pepe.

Preparazione

Per preparare la pizza senza lieviti bisogna cominciare setacciando la semola.

In una ciotolina a parte mescolare cremor tartaro e bicarbonato setacciati e aggiungerli alla semola in una grande ciotola.

Unire l’olio e mescolare.

Praticare un buco nel centro dell’impasto e versare poco alla volta l’acqua, finché non si otterrà una pasta elastica.

Lasciar riposare l’impasto coperto da pellicola trasparente. L’ideale sarebbe lasciarlo nel forno spento con la lampadina accesa per almeno tre ore, anche più.

Riprendere la pasta e aggiungervi il sale.

Lavorare l’impasto della pizza senza lieviti energicamente fino ad amalgamare completamente il sale. Sbatterlo per circa 5 minuti.

Ritagliare un foglio di carta da forno e stendervi la pasta prima con i polpastrelli e poi con il mattarello.

Non stendere eccessivamente la pasta della pizza senza lieviti, altrimenti si sfalderà.

Per il condimento della pizza senza lieviti ridurre la zucchina a cubetti e soffriggerla fino a cottura.

Salare, pepare, aggiungere acqua tiepida, olio e parmigiano e frullare col minipimer per ottenere una crema semi densa.

Eliminare il budello dalla salsiccia, ridurla a pezzetti e soffriggerla brevemente con mezzo cucchiaio di olio.

Tagliare a cubetti piccoli la mozzarella fiordilatte.

Condire la pizza senza lieviti con la crema di zucchine, la mozzarella e la salsiccia di Norcia.

Spolverare con del pepe nero e cuocere la pizza senza lieviti in forno pre riscaldato a 170 gradi ventilato per circa 30/35 minuti, finché il bordo non diventa dorato e croccante.

Buon appetito con la pizza senza lieviti!

Per la ricetta della pizza classica nickelfree, cliccate qui. 

Chelazione

1. A cosa serve la chelazione

 

La chelazione consiste in una terapia capace di eliminare i metalli pesanti in eccesso dal proprio organismo.

Tuttavia chi è allergico al nickel spesso ignora che bisognerebbe affiancare alla dieta di disintossicazione una terapia di chelazione.

La chelazione infatti aiuta il corpo a ripulirsi dall’accumulo di nickel e metalli pesanti, tossine e allergeni.

Gli effetti da intossicazione da metalli pesanti sono estremamente nocivi. Per saperne di più, cliccate qui.

Per disintossicarsi bisogna cominciare cambiando i prodotti per l’igiene personale e della casa, make up, tinture, smalti, preferendo quelli testati. Il secondo passo consiste nell’eliminare i cibi industriali e cucinare tutto in casa.

Utilizzare pentole nickel free e utensili da cucina senza nickel, abolire il fumo di sigaretta e fare attenzione alla composizione dei farmaci (eccipienti) e dei vestiti.

La dieta riduce l’intossicazione da nickel, ma la chelazione è necessaria per aiutare il corpo ad espellere i metalli pesanti.

 

2. La chelazione in medicina

Scientificamente la “chelazione” è una reazione chimica, in cui un atomo di metallo viene legato ad un reagente, detto chelante, tramite dei legami.

La struttura che ne deriva è caratterizzata da congiunzioni stabili, perché il chelante circonda l’atomo metallico a tenaglia e lo imprigiona.

In medicina la terapia tramite chelazione serve per trattare le intossicazioni da metalli pesanti. Una volta chelato, il metallo perde le sue caratteristiche tossiche e viene espulso grazie al chelante.

Esistono diversi tipi di chelanti, come già spiego nell’articolo “Riequilibrare l’intestino dal nickel“.

Possono essere rimedi naturali o chimici.

Molti consigliano la somministrazione di EDTA, che secondo la dottoressa Letizia Bernardi, naturopata bionutrizionale:

E’ un composto simile all’aceto  che non viene assimilata, ma viene completamente eliminata dall’organismo, agganciando e portando fuori le sostanze tossiche chelate. Ma non è selettiva, nel senso che si lega a tutti i metalli e gli oligoelementi presenti nel sangue.

Infatti uno dei rischi della terapia di chelazione è debilitare l’organismo, perché assorbe indistintamente i metalli.

Questi ultimi sono importanti per il corretto funzionamento dell’organismo, infatti è solo l’eccesso che va curato.

Come riportato su un articolo del Il fatto quotidiano, redatto dal Dottor Salvo Di Grazia, medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia:

Questa terapia ha dei rischi e degli effetti collaterali. 

“Eliminare i metalli” non significa eliminare solo sostanze tossiche, ma anche altre che invece esplicano un ruolo fondamentale per l’organismo, i farmaci usati per questo scopo non riescono naturalmente a distinguere metalli “utili” da metalli “dannosi” e quindi un loro uso indiscriminato ha i suoi rischi.

Il rame, lo zinco ma anche altre sostanze (come il selenio), sono costituenti di varie funzioni del corpo umano (nel sistema nervoso, cardiovascolare, endocrino) ed eliminarli senza controllo espone a conseguenze gravi.

La terapia chelante dunque, va somministrata sotto stretto e costante controllo medico e non fatta in modo autonomo e arbitrario.

Bisogna stabilire se è realmente necessario chelare il corpo e ciò dipende molto dal grado di intossicazione.

I medici saranno in grado di determinare se è o meno il caso di procedere con una terapia chelante, in base allo studio accurato dei singoli casi e pazienti.

La cura di chelazione può essere ripetuta nel tempo nei periodi di maggior intossicazione sotto consulto medico.

 

3. Prodotti chelanti

Alcuni prodotti chelanti consigliati sono:

  1. ENTEROSGEL

E’ un gel a base di silicio, prodotto dalla casa farmaceutica Guna. Creato per cercare di disintossicare le vittime del disastro di Cernobyl, è stato successivamente impiegato anche per la disintossicazione dei soldati.

Oggi Enterosgel è liberamente venduto in farmacia e usato per la depurazione dai metalli pesanti anche nei casi di allergie verso di essi.

Le sue azioni benefiche riguardano il potenziamento delle difese immunitarie, l’eliminazione di metalli pesanti, tossine e allergeni.

Può avere degli effetti collaterali fastidiosi, come stipsi o vomito, che possono essere evitati o minimizzati rispettando scrupolosamente gli intervalli di tempo nell’assunzione.

  1. ZEOLITE

E’ un minerale di origine vulcanica molto poroso, che ha la peculiarità di assorbire tossine e metalli pesanti.

Viene impiegato nei pazienti sottoposti a chemioterapia per la sua grande efficacia. Si sottolineano anche proprietà immunostimolanti.

  1. BENTONITE

E’ una roccia argillosa di origine vulcanica, che ha proprietà plastiche e assorbenti.

La bentonite ha effetto depurativo e lenitivo.

  1. ARCHELA

E’ un integratore alimentare a base di vitamine, minerali, glutadione e acido lipoico, metisulfonilmetano e principi vegetali, prodotto dalla casa farmaceutica Named.

 

4. Rimedi naturali

E’ possibile tuttavia integrare cibi con azione chelante nella dieta di tutti i giorni senza danni per l’organismo.

 

Si tratta di:

  • AGLIO
  • CURCUMA
  • ZENZERO
  • ALGA CLORELLA
  • ALGA SPIRULINA
  • ACIDO MALICO (MELE)
  • OMEGA 3
  • ACQUA E LIMONE
  • DECOTTO DI PSYLLIUM.

Cucinare piatti con questi ingredienti è davvero semplice.

Per qualche ricetta vi suggerisco:

  1. Minestrone senza nickel alla curcuma e aglio; 
  2. Spaghetti di riso al pesto di zucchine e zenzero;
  3. Biscotti cuor di mela (è possibile sostituire burro con olio);
  4. Orata al forno.

Brodini e tisane sono ottimi per espellere le tossine.

E’ possibile assumere le alghe sia sotto forma di compresse, che in polvere e in cucina. La farina di alga spirulina per esempio viene venduta in alcuni negozi biologici e può essere miscelata alle normali farine per dolci e salati. Un’idea potrebbe essere anche quella di ricorrere alla pasta fatta con alga spirulina.

La chelazione dunque è un processo utile al corpo per disintossicarsi in maniera efficace dai metalli pesanti.

Non va tuttavia presa alla leggera, perchè può anche causare dei danni. Bisogna essere seguiti da medici competenti durante tutto il percorso di cura, che conoscano il quadro clinico del paziente e siano in grado di consigliarlo per il meglio.

I benefici sono notevoli sia a livello di depurazione che nel rafforzo delle difese immunitarie. Le alghe in particolare sortiscono effetti sorprendenti per il sistema immunitario.

Per alcuni suggerimenti su come potenziare il sistema immunitario, cliccate qui.