La quinoa

Conoscete la quinoa?

E’ uno pseudo-cereale molto usato da chi è allergico al nickel, chi è celiaco e chi soffre di diabete e insulino resistenza.

Per chi soffre di Snas (allergia sistemica al nickel) una dieta di disintossicazione è imprescindibile.

Ma come regolarsi tra tante privazioni?

La parola d’ordine è “alternative”.

Bisogna sempre trovare delle nuove soluzioni per riuscire a mangiare e rimanere in salute.

I cereali concessi sono veramente pochi: kamut, grani antichi, riso (i bianchi e i gialli), quinoa, tapioca, amaranto per chi lo tollera.

Fondamentale è adottare una dieta variata per non sviluppare ulteriori sensibilità.

La quinoa è una delle scelte possibili per bilanciare la dieta.

Scopriamola insieme!

1. Cos’è la quinoa: la storia

La quinoa è un alimento di origini antichissime.

Nasce nel Sud America, in particolare nelle Ande, tra Bolivia, Perù e Cile e viene molto utilizzata nell’alimentazione degli Inca..

Essi la chiamavano “chisiya mama”, che in lingua quechua significa “madre
di tutti i semi”.

Coltivata da oltre 5000 anni su altopiani pietrosi e aridi a oltre 3000 m di altitudine, questa pianta è simbolo di biodiversità. Esistono infatti più di 200 varietà di quinoa.

Addirittura la quinoa aveva un ruolo sacro per questa popolazione, infatti veniva impiegata nelle cerimonie religiose e offerta come simbolo di prosperità.
Per questa ragione i conquistatori spagnoli cercarono di estirparla e imporre piante europee, come pomodori, patate e mais.

Il suo utilizzo venne tuttavia recuperato nel XX secolo, avendo anche una notevole diffusione anche in Nord America a partire dal anni Settanta e Ottanta.

1.2 Proprietà nutritive

 

La quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopidacee. Naturalmente priva di glutine, è però ricca di proteine, carboidrati e fibra alimentare.

La quinoa contiene due amminoacidi essenziali, come la lisina e la metionina.

Ciò significa che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo, ma è costretto ad assumerli attraverso l’alimentazione.

La lisina si crea in presenza di vitamina C e diventa un costituente del collagene, la proteina che costituisce l’impalcatura dei tessuti connettivi; jìha poi un ruolo importante nella produzione di anticorpi e nella creazione del tessuto osseo.

La metionina invece aiuta il metabolismo dell’insulina e ha azione lipolitica sul fegato e verso i grassi che aderiscono alle arterie.

Come riporta il sito www.viversano.net:

La quinoa contiene anche grassi ad alto valore biologico, composti da acidi grassi polinsaturi (acido linoleico soprattutto), importanti fattori protettivi verso le malattie cardiovascolari. Un’alta percentuale è data dalle fibre alimentari, che, oltre a contribuire ad abbassare il colesterolo, conferiscono alla quinoa diverse proprietà benefiche per l’apparato digerente: migliorano il funzionamento ed il transito intestinale, favoriscono la riduzione dell’acidità gastrica ed i disturbi ad essa correlati (ulcera e gastrite).

Oltretutto la fibra è un’ottima alleata nella lotta al diabete di tipo II, in quanto aiuta a mantener basso l’indice glicemico.

Per finire questo pseudocereale vanta la presenza di tanti minerali e vitamine: potassio, magnesio, calcio, ferro, fosforo, zinco, vitamina C, vitamina B2 e vitamina E. Quest’ultima le dona proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie.

Inoltre apporta benefici al sistema cardiocircolatorio, all’intestino e aimuscoli.

Un’altra sostanza che caratterizza la quinoa è l’acido folico.

Quest’ultimo è fondamentale per garantire la corretta sintesi e differenziamento dei globuli rossi e, soprattutto, il corretto sviluppo fetale durante la gravidanza.

La quinoa infine rivela importanti proprietà antiossidanti, essendo ricca in alcuni polifenoli come la quercetina.

Essa infatti contrasta l’invecchiamento e le patologie indotte dallo stress ossidativo, come le allergie, il diabete, l’aterosclerosi, il morbo di Alzheimer. Secondo alcuni studi, la quercetina potrebbe anche prevenire il cancro ed essere utilizzata addirittura come coadiuvante della terapia chemioterapica.

2. Varietà di quinoa

La quuinoa appartiene alla famiglia degli spinaci e delle barbabietole, tant’è che le sue foglie si possono cucinare allo stesso modo e il sapore è molto simile.

È uno pseudo cereale e s’impone come una valida alternativa ai cereali.

In effetti la quinoa è composta per il 60% da carboidrati complessi e a basso indice glicemico, che aiutano a contenere i livelli di zuccheri nel sangue e a tenere sotto controllo la fame.

Una caratteristica peculiare della quinoa è che la sua lavorazione, a differenza di ciò che avviene per gli altri cereali, non determina la perdita delle sue caratteristiche nutrizionali, che restano intatte.

Esistono diversi tipi di quinoa, che possono essere distinti anche grazie alla differente colorazione dei chicchi: rossa, gialla e nera.

La diversa colorazione indica solo una differente percentuale di saponina.

Tra le varietà di quinoa più comuni, la Real per esempio è caratterizzata da chicchi gialli. La sua particolarità è la bassa percentuale di saponine in essa contenute.

Come spiega il sito www.analisidelsangue.net, 

Le saponine sono delle sostanze presenti in numerose specie vegetali, diversi tipi di cereali e legumi, infatti, ne contengono in buone quantità.

Sono delle sostanze velenose, ad azione battericida, che le piante producono per difendersi dall’attacco di organismi patogeni, insetti ed uccelli che vengono respinti dal loro caratteristico sapore amaro.

Tuttavia, queste sostanze risultano tossiche per l’uomo, se introdotte in elevate concentrazioni.

Possono causare irritazioni della mucosa gastrica. Un’elevata concentrazione nell’apparato gastro-intestinale può provocare vomito, nausea e mal di stomaco.

In piccole quantità invece, hanno effetti benefici sull’organismo: hanno un’azione espettorante, diuretica ed antinfiammatoria.

In base al suo contenuto di saponine, la quinoa può essere classificata in 3 categorie:

  • Dolce

contiene poche saponine (< 0,1%) ed è la più consumata.

  • Semi-dolce.

contiene saponine tra lo 0,1 e l’1%

  • Amara

contiene fino all’1% di saponine

 

Quindi è importante lavare bene i chicchi di quinoa per eliminare le saponine.

E’ sufficiente lavare i chicchi e lasciarli a bagno anche 24 ore.

Dopo la cottura sarebbe preferibile risciacquarli sotto abbondante acqua corrente.

3. Usi in cucina

La quinoa può essere usata largamente in cucina.

I piatti più gettonati sono le insalate, le polpette, gli hamburger, ma può essere ottima anche in abbinamento a dei ripieni.

Essendo uno pseudo-cereale, può sostituire pasta e riso, di uso più comune.

La quinoa è ottima per la preparazione di piatti misti di verdure e può essere usata da chi è celiaco, da chi soffre di insulino resistenza o diabete e da chi è vegano.

Rappresenta un’alternativa importante per chi vuole associare quindi alla dieta per l’allergia al nickel, quella vegana o vegetariana.

E’ addirittura utilizzata, insieme all’amaranto, dagli astronauti per un’alimentazione equilibrata.

 

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