ALLERGIA AL NICKEL E VITAMINA C

 

 

Allergia al nickel e vitamina C sono strettamente connessi tra di loro.
Non tutti sanno infatti, che come afferma il Dottor Schiavino, uno dei maggiori esperti di allergia al nickel in Italia, la funzione del nickel nel nostro organismo è favorire l’assorbimento del ferro.
Chi è affetto da Snas (allergia sistemica), dovrebbe seguire un primo periodo di disintossicazione, concordato con il proprio medico.
Lo scopo è favorire l’espulsione dell’eccesso di nickel nel corpo.
Per iniziare un percorso di depurazione è consigliabile una dieta di disintossicazione, cioè un regime alimentare a basso contenuto di nickel, da seguire per un lasso di tempo limitato. Se necessario possono essere utili anche cure chelanti. Per saperne di più, clicca qui.
La dieta va concordata con il medico, possibilmente con un immunologo, un allergologo e un nutrizionista, affinché si tenga conto di tutte le patologie del soggetto.

Per la lista dei medici specializzati in allergia al nickel, clicca qui. 

Abbassare i livelli di nickel causa però per molti allergici, una difficoltà nell’assorbimento del ferro.

1. UNA DIETA PER ASSUMERE FERRO

 

 

Per integrare il ferro bisogna agire in primis sulla propria dieta, assumendo cibi che ne sono ricchi come:

  1.  carne di cavallo
  2.  bresaola
  3.  bietole
  4.  patate
  5.  quinoa
  6.  radicchio
  7.  indivia belga
  8.  uova
  9.  melassa
  10.  ortica
  11.  malva
  12.  fiori di zucca
  13.  olive nere

Ma cosa può determinare un più semplice assorbimento del ferro con una quantità minima di nickel nell’organismo?
La vitamina C è la risposta.

Quindi bisognerebbe abbinare nella dieta degli alimenti ricchi di vitamina C a quelli che contengono ferro:

  1. agrumi
  2. peperoni
  3. peperoncini piccanti
  4. fragole
  5. curcuma
  6. melone cantalupo
  7. cachi
  8. acerola
  9. zafferano

2. L’AZIONE DELLA VITAMINA C

 

 

Il Dottor Francesco Perugini Billi, medico ayurvedico, fitoterapico, omeopata,
omotossicologo e dietista naturale, sostiene che:

“Le allergie sono il risultato del rilascio di istamina nel nostro organismo. La
vitamina C possiede un’azione antistaminica e, se regolarmente assunta in
quantità adeguate, può essere di grande aiuto nei fastidiosi disturbi allergici.
Uno studio del 1980 aveva messo in evidenza che livelli di acido ascorbico nel
sangue sotto i 7 mg/100ml erano associati con livelli di istamina circolante
significativamente più alti della norma. Successivamente altri studi hanno
mostrato che 2g di vitamina C abbassavano i livelli di istamina tra il 38 e il 40%
per circa 4 ore.
Sembra che la vitamina C agisca distruggendo la struttura molecolare
dell’anello imidolico della molecola di istamina e allo stesso tempo
attivando i meccanismi di disintossicazione. In questo modo i livelli
circolanti nel sangue si riducono e i sintomi allergici migliorano.”

Tra i vari compiti della vitamina C:

Semplificare

  •  il metabolismo del glucosio;
  • dell’acido folico;
  • di alcuni amminoacidi;
  • l’assorbimento del ferro.

Inoltre:

  •  ha potere antiossidante;
  • contribuisce alla produzione di alcuni neurotrasmettitori;
  • rinforza le difese immunitarie.

Gli studi sulla vitamina C sono molti e tanti correlati col mondo delle allergie.

Secondo l’allergologo Marco D’Agostino:

“Una ricerca statunitense ha svelato che l’alterazione delle mucose nasali,
caratteristica della rinite allergica, può diminuire anche grazie a una adeguata
assunzione quotidiana di vitamina C.
Rafforzando il sistema immunitario, la vitamina C può portare a una riduzione
della sintomatologia. Inoltre, supportando la salute della pelle, la vitamina C
può portare sollievo alle mucose irritate del tratto respiratorio.”

3. GLI STUDI ESTERI

    Dottor Matthew Zirwas

 

Rilevanti studi sul rapporto allergia al nickel e vitamina C  sono stati anche
condotti all’ estero, come ricorda Gilda Capraro, founder del sito Nichelina &co
living well e del gruppo americano e canadese sull’allergia al nickel.

I dermatologi Matthew Zirwas e Molenda sostengono nel libro ”Dietary
nickel as a cause of systemic contact dermatitis” (Il nichel alimentare
come causa della dermatite da contatto sistemica) che mangiare cibi ricchi di
vitamina C e ferro può ridurre l’assorbimento del nichel ingerito.

Ciò sottolinea un’importante connessione tra allergia al nickel e vitamina C.

Inoltre il sito www.ncbi.nlm.nih.gov, sito ufficiale di dermatologia del governo
indiano, riporta un interessante articolo sull’ allergia al nickel.

Si afferma in particolare che:

“L’assorbimento di nichel nel corpo può essere aumentato dalla carenza di
ferro. Un individuo con anemia da carenza di ferro (IDA) tende a trattenere più
nichel dalla dieta. Ciò è dovuto alla regolazione della proteina bi valente che
trasporta il metallo nella mucosa intestinale dell’individuo con anemia. La
proteina DMT è presente sulle superfici esterne degli enterociti dell’intestino,
la cui funzione è trasportare il ferro dalla dieta nell’enterocita della mucosa
intestinale. In assenza o scarsità di ferro nella dieta, la proteina DMT tende a
legarsi immediatamente e trasportare immediatamente attraverso la
membrana, altri cationi bivalenti. Questo è importante per chi soffre di allergia
al nichel, perché il nichel è un oligoelemento onnipresente. Le persone con IDA
sono ad alto rischio di accumulo di nickel. Tuttavia, è stato anche scoperto che
l’assunzione di un’adeguata quantità di ferro e la presenza di una giusta
percentuale dello stesso nell’organismo, possono limitare l’assorbimento del
nichel; a causa della regolazione di questa proteina, presente sulle superfici
luminali degli enterociti.”

4. INTERVISTA A GILDA CAPRARO, AMMINISTRATRICE DEL GRUPPO AMERICANO E CANADESE SULL’ALLERGIA AL NICKEL

Per far maggior chiarezza sul rapporto tra allergia al nickel e vitamina C, ho intervistato Gilda Capraro,
amministratrice del gruppo Facebook americano e canadese sull’allergia al
nickel.

1.1 Gilda, tu stessa sei allergica al nickel, come chi ci legge. Vuoi
raccontarci brevemente la tua esperienza? 

Il mio viaggio con l’allergia al nickel è lungo. Sono sempre stata allergica
ai bijoux sin da bambina; mi causavano eczema, orticaria, piaghe. La situazione
è migliorata nel tempo, finché a 17 anni mi diagnosticarono acne cistica, che ho
portato avanti per altri 20 anni. Nessuno ha mai collegato questi disturbi
all’allergia al nickel, ma col tempo ho capito che in parte i miei periodi di crisi
erano dovuti anche ad una dieta sbagliata. Infatti adottando una dieta a
rotazione, anche la mia pelle ne ha tratto beneficio. Successivamente ho
scoperto di essere affetta anche da fibromialgia e alternavo momenti in cui
stavo bene a eczemi e orticaria. Facendo un patch test sono risultata positiva al
nickel tra le altre cose e l’allergologo che mi seguiva, mi consigliò di iniziare una
dieta a basso contenuto di nickel.

 

1.2 Qual è il legame tra ferro, allergia al nickel e vitamina C?

Anche se sono ancora un po’ confusa a riguardo, dalle mie ricerche ho scoperto
che nickel e ferro hanno una struttura molecolare molto simile. Il corpo a volte
dà “precedenza” alla molecola di nickel piuttosto che a quella di ferro. In questo
senso è come se la bloccasse. Tuttavia pare che la vitamina C possa aiutarci ad
assorbire prima il ferro e a frenare invece le molecole di nickel. Il processo in
poche parole si inverte.

 

1. 3. Perché la vitamina C è utile per gli allergici al nickel?

Come detto prima, senza sufficienti quantità di vitamina C nel nostro
organismo, coloro che soffrono di SNAS potrebbero avere difficoltà ad
assorbire ferro e perciò sviluppare anemia. La vitamina C ha molteplici
funzioni, ma la più importante è quella di bloccare l’assorbimento del nickel e
favorire quello del ferro. In più è vitale per la formazione del collagene nella
pelle, per cui ci aiuta a combattere dermatiti ed eczemi.
Facilita la guarigione della pelle lesionata e delle ferite, accelerando
sostanzialmente il processo di guarigione.

 

1. 4. Quali sono i benefici a lungo termine?

Sul lungo termine la vitamina C permette di eliminare il nickel in eccesso dal
corpo e a stabilire dei livelli costanti di ferro nel flusso sanguigno. Ciò è
fondamentale perchè il ferro è un componente dell’emoglobina, che trasporta
l’ossigeno dai polmoni a tutto il corpo.
Inoltre agevola la produzione di collagene, una funzione particolarmente utile
e interessante. Man mano che invecchiamo infatti, la nostra pelle diventa
incapace di produrre collagene. La vitamina C rallenta tale processo e
contribuisce a rinforzare la barriera cutanea. Più la pelle è forte e resistente,
minore sarà la probabilità di sviluppare altre allergie da contatto. Infine
diminuisce la quantità di istamina nel sangue, determinando grandi benefici
per chi soffre di allergie Ige mediate e allergia all’istamina.

 

1. 5. Qual è il modo più corretto per assumere la vitamina C e
potenziarne gli effetti?

Dovremmo assumere circa 500 milligrammi di vitamina C per ogni pasto, ma
alcune persone hanno bisogno di 1000 milligrammi. La dose dipende da
quanto nickel assumiamo col pasto.

 

1. 6. Quali studi sono stati fatti a riguardo?

Ci sono molti studi e test clinici sull’ allergia al nickel in Italia, ma molti meno
in Europa. Non tutti trattano della vitamina C, perché si concentrano
maggiormente sulla dieta e sui sintomi dell’allergia.

1. 7. Cosa pensano i dottori della relazione tra allergia al nickel e
vitamina C secondo la tua esperienza?

In genere i dottori non sono molto preparati sull’ allergia sistemica o sulla
dieta da seguire. L’allergia al nickel è più riconosciuta come una patologia da
contatto e i medici si limitano a prescrivere creme cortisoniche.
In Nord America uno dei maggiori esperti di allergia al nickel è il dermatologo
Matthew Zirwas. Lui ha svolto numerosi studi sull’argomento e consiglia la
dieta a basso contenuto di nickel, assunzione di vitamina C e terapie chelanti.
In Italia l’allergologo Domenico Schiavino è stato uno dei pionieri nella
ricerca sulla SNAS. Ogni caso va analizzato singolarmente. Alcune volte
troppa vitamina C può essere dannosa per i reni. Quindi bisogna sempre
essere seguiti dal proprio medico e collaborare con lui. Io per esempio cerco
online gli studi inerenti l’allergia al nickel e li porto al mio medico, affinché
possa leggerli e capire meglio la mia situazione.

 

L’allergia al nickel quindi può essere affrontata in molteplici modi.
Non sempre cortisone e antistaminici sono la chiave per stare bene. Qui alcuni rimedi naturali.

Essere informati, studiare, confrontarsi con chi ci segue spesso può portarci a trovare
delle soluzioni alternative, anche più salutari.
La vitamina C si rivela un ottimo alleato per contrastare una carenza di ferro,
frequente in chi soffre di allergia al nickel, soprattutto di Snas.
Essa infatti porta numerosi benefici, tra cui aiutare l’assorbimento di ferro, un
elemento fondamentale per il nostro benessere.
Risulta utile anche per una minore assimilazione del nickel stesso, se assunta
nelle giuste quantità e sotto controllo medico.
Confrontarsi con il proprio medico, che conosce la nostra situazione di salute,
è sempre meglio di agire da soli. Sarà possibile verificare se sia il caso di
calibrare la vitamina C, come consigliato da molti studi scientifici.

 

5 risposte a “ALLERGIA AL NICKEL E VITAMINA C”

  1. Bell’articolo. Io ho problemi ad assumere vitC. È complicato. Provo a reintrodurre il limone e vediamo. Sono allergica a nichel e intollerante ai salicilati. C’è la faremo!

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