Allergia al nickel e fumo

1. Cos’è il fumo

Il fumo di sigaretta nasce nel XVIIII secolo, ma prende piede a partire dal 1885, quando James Buchanan Duke iniziò a produrre e vendere le moderne sigarette.

Esso è un composto chimico, formato da foglie di tabacco e altre sostanze, soprattutto nickel e metalli pesanti. Tra quelli maggiormente presenti:

  • nickel
  • cadmio
  • cromo
  • selenio
  • arsenico
  • piombo

Come riportato dal sito www.abcsalute.it,
“Il fumo delle sigarette contiene nichel carbonile, il più velenoso tra i suoi composti. I composti del nichel che ingeriscono col nostro corpo di solito sono moderatamente tossici; al contrario, i vapori contenenti questo metallo possono causare tumori al naso o ai polmoni, in particolar modo nei lavoratori che si trovano costantemente a contatto con il nichel. “

Molto interessante a tal proposito l’apporto del Dottor Valdo Vaccaro, secondo cui: “La massima pericolosità del nickel sta nei fumi e nelle sigarette.
Il nickel è pericoloso se associato al monossido di carbonio e ai vari fumi inquinanti, dove forma prodotti tossici e a volte letali chiamati carbonili di nickel. Diversi avvelenamenti avvengono nelle raffinerie. I sintomi di avvelenamento sono cefalea frontale, vertigine, nausea e vomito. Un monito particolare ai fumatori di sigarette e di tabacco in genere, dove c’è un notevole quantitativo di questi carbonili. Del resto, sia il fumo che il caffè vanno congiuntamente eliminati, se uno vuole davvero puntare a depurarsi.
Anche la sigaretta elettronica contiene liquidi ricchi di metalli pesanti e intossica chi è allergico al nickel al pari del tabacco o delle sigarette normali. ”

Quindi il nickel presente nel fumo di sigaretta viene a contatto col nostro organismo tramite bocca, occhi e mani, fino a essere veicolato ai polmoni,  dove il suo accumulo diventa concausa di malattie degenerative.

In un secondo momento poi entra in circolo nel sangue, portando a un notevole aumento della concentrazione del metallo nel corpo.

Le quantità assunte dai fumatori dunque sono maggiori rispetto a quelle acquisite tramite l’alimentazione e ciò contribuisce ad aggravare l’infiammazione da nickel.

E’ importante sottolineare come chi soffre di allergia al nickel può avere ripercussioni che sia fumatore attivo o passivo.

Basta infatti che il fumo penetri nella mucosa orale per insinuarsi nel fisico.

I sintomi riportati più spesso sono:

  • mal di testa
  • mal di gola
  • gola gonfia
  • rinite
  • sinusite
  • asma
  • nausea
  • diarrea
  • tosse insistente
  • fastidio agli occhi
  • occhi gonfi
  • labbra screpolate
  • arrossamento della pelle.

In alcuni casi essi compaiono persino in caso di assunzione di gomme alla nicotina o di cerotti per smettere di fumare.

2. Fumo e allergie: gli studi

Come riporta il sito www.humanitasalute.it, il Dottor Massimo Crippa, pneumologo all’Humanitas research hospital, spiega come: “Risulta evidente come il fumo abbia un ruolo molto importante nell’avvio del processo allergico: presso il Centro Antifumo di Humanitas in particolare si sono registrati casi di persone che non accusavano sintomi correlabili all’asma o rinite allergica prima di cominciare a fumare e hanno cominciato a soffrirne dopo qualche anno di tabagismo».

Quali sono i fattori che possono predisporre alle allergie?

«È una domanda che ha molte risposte differenti, che possono variare da soggetto a soggetto. Tuttavia, vale la pena di sottolineare la correlazione con il fumo indiretto, specialmente per quanto riguarda i bambini: fumare in casa, in macchina o negli ambienti in cui i bambini trascorrono del tempo è certamente da evitare, perché predispone i loro bronchi all’infiammazione e può portare, anche a distanza di tempo, alla comparsa di asma e rinite allergica. Vi sono certamente altri fattori, come l’inquinamento ambientale e, in particolare, quello dell’aria che si verifica spesso nelle grandi città: ma si tratta di cause difficilmente eliminabili, al contrario del fumo. In conclusione, chi è allergico o predisposto all’asma non dovrebbe fumare; chi smette ne avrà certamente benefici immediati».

Esistono molti studi sul rapporto tra fumo e allergie, soprattutto a partire dagli anni 2000, come riporta il sito www.italiasalute.it.

Uno dei primi, condotto dai ricercatori della Glostrup University Hospital di Copenhagen e pubblicato dal Journal of Allergy and Clinical Immunology, aveva lo scopo di  trovare la causa organica della correlazione tra fumo e allergie.

Esso ha evidenziato come in un campione di 1.000 individui tra i 15 e i 69 anni, le allergie siano più frequenti nei fumatori.

Analizzando più specificatamente la correlazione tra allergia al nickel e fumo invece come sottolinea il Dottor Attilio Speciani, allergologo, è noto già dal 1977 che la produzione di nichel-carbonile si sviluppi spontaneamente dalla combustione delle foglie a 43 °C e viene inalato o passato nel sangue.

I lavori più recenti hanno puntato l’attenzione sulle quantità e sui livelli di metallo introdotti nel corpo con il fumo.

Gli studi sono proseguiti nel tempo, fino al 2003 quando alcuni ricercatori norvegesi hanno reso noti i primi risultati sul rapporto tra fumo e assunzione di nichel sul Journal of Environmental Monitoring (Torjussen W et al, J Environ Monit. 2003 Apr;5(2):198-201).

Successivamente nel 2008 un team di ricercatori italiani ha confermato tali conclusioni, definendo con precisione il livello di assorbimento di nichel e rivelando che il contenuto di nichel è indipendente dal tipo di tabacco.

Quindi il fumo di sigaretta è strettamente legato alle allergie e alla loro comparsa, in particolar modo alle manifestazioni asmatiche.

Numerosi studi sono stati fatti sulla correlazione tra i due elementi ed è emerso che il fumo crea molteplici danni, in special modo a chi soffre di allergia al nickel.

Il nickel, naturalmente presente nelle sigarette, provoca un’intossicazione di gran lunga maggiore rispetto alle altre fonti alle quali siamo esposti; risulta per cui indispensabile eliminare le sigarette per chi è allergico a questo metallo.

Ci sono diversi metodi per smettere di fumare:

Ci sono alcune piante che possono in effetti aiutare in modo naturale a contrastare i sintomi da astinenza da nicotina.

Si tratta di preparazioni a base di ginseng ed echinacea, utili contro lo stress e piante calmanti come valeriana, biancospino, melissa e passiflora, che possono essere assunte sotto forma di compresse, gocce o tisane (qui l’elenco delle tisane consentite).

E’ sempre indispensabile un consulto medico prima di assumere qualsiasi terapia, in particolare per chi è allergico al nickel. Ognuno ha una propria condizione di salute da valutare attentamente coi medici che ci seguono quotidianamente.

Affrontare il caldo

1. Affrontare il caldo con l’allergia al nickel

 

Come affrontare il caldo compatibilmente all’allergia al nickel?

Spesso chi soffre di allergia al nickel deve fare i conti con un senso cronico di stanchezza, che si acuisce con le alte temperature estive.

Infatti i sintomi si intensificano nei periodi più afosi e in genere nei climi caldo-umidi, perché la sudorazione favorisce il rilascio di nickel sulla pelle.

Innanzitutto è necessario curare l’alimentazione.

Via libera al consumo di frutta e verdura per mantenere l’idratazione e un livello ottimale di vitamine e sali minerali, ma anche per non appesantire il corpo, già sotto sforzo.

Insalate, verdure fresche e frutta sono anche il modo migliore per contrastare gli effetti di un eccesso di sale, che può procurare gonfiore.

In questo caso patate e banane possono rivelarsi molto utili, perché ricche di potassio e magnesio, che contrastano gli effetti del sodio e permettono anche di reintegrare i sali minerali persi col sudore.

Veri e propria toccasana sono magnesio, curcuma, zenzero e limone, da assumere in diversi modi e tempi durante l’arco della giornata.

E’ importante utilizzarli in cucina come ingredienti principe dei nostri piatti oppure sotto forma di integratori naturali.

Per esempio è possibile preparare:

Via libera perciò a ingredienti freschi e stagionali con cui preparare ricette semplici e facili da mangiare. Qualche idea?

Puntare su frullati, centrifugati, estratti, gelati fatti in casa(quelli confezionati e artigianali hanno quasi sempre nickel) e granite.

Ecco alcuni suggerimenti:

Alcuni consigli pratici e veloci per affrontare il caldo in qualsiasi momento:

  • mangiare qualcosa di salato;
  • tenere sempre a portata di mano dell’acqua;
  • preferire agli snack la frutta.

Cibi perfetti da portare sempre con sé sono: pezzetti di parmigiano, prosciutto crudo, pane, frutta essiccata.

2. Affrontare il caldo: multivitaminici e integratori nickelfree

 

Per i nickelini i multivitaminici sono banditi, in quanto ricchi di componenti sintetici, che hanno sviluppato nickel nella lavorazione.

Non tutti sanno che alcuni tipi di farmaci ed eccipienti potrebbero creare problemi, ecco quindi:

  1. tutto quello che c’è da sapere su medicine e integratori;
  2. la lista degli eccipienti vietati in cibi e medicinali.

In linea di massima per chi è allergico al nickel la soluzione migliore per affrontare il caldo sarebbe quella di assumere vitamine singole e sali minerali.

Per chi non ne avesse a portata di mano, un semplice rimedio casalingo può essere una bevanda a base di acqua, limone, sale. Assolutamente naturale e nickelfree, si può bere all’occorrenza, meglio se lasciato a riposare in frigo.

Un’alternativa molto valida è il cloruro di magnesio. 

Efficace per contrastare il senso di svenimento, il mal di testa da calore, gli edemi e la pressione bassa; agisce sulla contrattilità dei vasi e aiuta a mantenere i liquidi all’interno dei vasi stessi.

 

Tra le cure omeopatiche è possibile citare la Belladonna 5 o 7 CH, utile anche per il mal di testa da calore. Mentre Apis 5 o 7 CH è utile per combattere l’eruzione da calore: il sudore resta intrappolato sotto la pelle e si riversa nei tessuti sottostanti, procurando un’eruzione che porta prurito o dolore pungente.

3. Rimedi quotidiani per affrontare il caldo

Essenziale con la calura che incombe rinfrescarsi continuamente.

Si a docce frequenti, ma tiepide per non far soffrire il corpo, a causa di un’eccessiva differenza di temperatura. Si all’uso di olio essenziali all’arancio da mescolare al bagnoschiuma e di impacchi e maschere naturali fatte in casa.

Ecco qualche ricetta semplice e velocissima.

Spesso si sottovaluta l’importanza del vestirsi in modo fresco con fibre naturali e di colori chiari.

Per noi nickelini è uno degli stratagemmi più utili e semplici da attuare, anche perchè di norma ci si dovrebbe già fare attenzione.

 

Perché?

Ecco tutti i chiarimenti sugli abiti che sarebbe preferibile indossare.

Infine fare pediluvi rinfrescanti con acqua e bicarbonato, favoriscono il calo della temperatura corporea.

E’ possibile quindi affrontare il caldo, usando stratagemmi semplici, veloci e soprattutto senza rischio di reazioni allergiche dovute al nickel.

Basta premunirsi e seguire questi accorgimenti per star bene durante l’estate.

Buone vacanze, nickelini!

ALLERGIA AL NICKEL E VITAMINA C

 

 

Allergia al nickel e vitamina C sono strettamente connessi tra di loro.
Non tutti sanno infatti, che come afferma il Dottor Schiavino, uno dei maggiori esperti di allergia al nickel in Italia, la funzione del nickel nel nostro organismo è favorire l’assorbimento del ferro.
Chi è affetto da Snas (allergia sistemica), dovrebbe seguire un primo periodo di disintossicazione, concordato con il proprio medico.
Lo scopo è favorire l’espulsione dell’eccesso di nickel nel corpo.
Per iniziare un percorso di depurazione è consigliabile una dieta di disintossicazione, cioè un regime alimentare a basso contenuto di nickel, da seguire per un lasso di tempo limitato. Se necessario possono essere utili anche cure chelanti. Per saperne di più, clicca qui.
La dieta va concordata con il medico, possibilmente con un immunologo, un allergologo e un nutrizionista, affinché si tenga conto di tutte le patologie del soggetto.

Per la lista dei medici specializzati in allergia al nickel, clicca qui. 

Abbassare i livelli di nickel causa però per molti allergici, una difficoltà nell’assorbimento del ferro.

1. UNA DIETA PER ASSUMERE FERRO

 

 

Per integrare il ferro bisogna agire in primis sulla propria dieta, assumendo cibi che ne sono ricchi come:

  1.  carne di cavallo
  2.  bresaola
  3.  bietole
  4.  patate
  5.  quinoa
  6.  radicchio
  7.  indivia belga
  8.  uova
  9.  melassa
  10.  ortica
  11.  malva
  12.  fiori di zucca
  13.  olive nere

Ma cosa può determinare un più semplice assorbimento del ferro con una quantità minima di nickel nell’organismo?
La vitamina C è la risposta.

Quindi bisognerebbe abbinare nella dieta degli alimenti ricchi di vitamina C a quelli che contengono ferro:

  1. agrumi
  2. peperoni
  3. peperoncini piccanti
  4. fragole
  5. curcuma
  6. melone cantalupo
  7. cachi
  8. acerola
  9. zafferano

2. L’AZIONE DELLA VITAMINA C

 

 

Il Dottor Francesco Perugini Billi, medico ayurvedico, fitoterapico, omeopata,
omotossicologo e dietista naturale, sostiene che:

“Le allergie sono il risultato del rilascio di istamina nel nostro organismo. La
vitamina C possiede un’azione antistaminica e, se regolarmente assunta in
quantità adeguate, può essere di grande aiuto nei fastidiosi disturbi allergici.
Uno studio del 1980 aveva messo in evidenza che livelli di acido ascorbico nel
sangue sotto i 7 mg/100ml erano associati con livelli di istamina circolante
significativamente più alti della norma. Successivamente altri studi hanno
mostrato che 2g di vitamina C abbassavano i livelli di istamina tra il 38 e il 40%
per circa 4 ore.
Sembra che la vitamina C agisca distruggendo la struttura molecolare
dell’anello imidolico della molecola di istamina e allo stesso tempo
attivando i meccanismi di disintossicazione. In questo modo i livelli
circolanti nel sangue si riducono e i sintomi allergici migliorano.”

Tra i vari compiti della vitamina C:

Semplificare

  •  il metabolismo del glucosio;
  • dell’acido folico;
  • di alcuni amminoacidi;
  • l’assorbimento del ferro.

Inoltre:

  •  ha potere antiossidante;
  • contribuisce alla produzione di alcuni neurotrasmettitori;
  • rinforza le difese immunitarie.

Gli studi sulla vitamina C sono molti e tanti correlati col mondo delle allergie.

Secondo l’allergologo Marco D’Agostino:

“Una ricerca statunitense ha svelato che l’alterazione delle mucose nasali,
caratteristica della rinite allergica, può diminuire anche grazie a una adeguata
assunzione quotidiana di vitamina C.
Rafforzando il sistema immunitario, la vitamina C può portare a una riduzione
della sintomatologia. Inoltre, supportando la salute della pelle, la vitamina C
può portare sollievo alle mucose irritate del tratto respiratorio.”

3. GLI STUDI ESTERI

    Dottor Matthew Zirwas

 

Rilevanti studi sul rapporto allergia al nickel e vitamina C  sono stati anche
condotti all’ estero, come ricorda Gilda Capraro, founder del sito Nichelina &co
living well e del gruppo americano e canadese sull’allergia al nickel.

I dermatologi Matthew Zirwas e Molenda sostengono nel libro ”Dietary
nickel as a cause of systemic contact dermatitis” (Il nichel alimentare
come causa della dermatite da contatto sistemica) che mangiare cibi ricchi di
vitamina C e ferro può ridurre l’assorbimento del nichel ingerito.

Ciò sottolinea un’importante connessione tra allergia al nickel e vitamina C.

Inoltre il sito www.ncbi.nlm.nih.gov, sito ufficiale di dermatologia del governo
indiano, riporta un interessante articolo sull’ allergia al nickel.

Si afferma in particolare che:

“L’assorbimento di nichel nel corpo può essere aumentato dalla carenza di
ferro. Un individuo con anemia da carenza di ferro (IDA) tende a trattenere più
nichel dalla dieta. Ciò è dovuto alla regolazione della proteina bi valente che
trasporta il metallo nella mucosa intestinale dell’individuo con anemia. La
proteina DMT è presente sulle superfici esterne degli enterociti dell’intestino,
la cui funzione è trasportare il ferro dalla dieta nell’enterocita della mucosa
intestinale. In assenza o scarsità di ferro nella dieta, la proteina DMT tende a
legarsi immediatamente e trasportare immediatamente attraverso la
membrana, altri cationi bivalenti. Questo è importante per chi soffre di allergia
al nichel, perché il nichel è un oligoelemento onnipresente. Le persone con IDA
sono ad alto rischio di accumulo di nickel. Tuttavia, è stato anche scoperto che
l’assunzione di un’adeguata quantità di ferro e la presenza di una giusta
percentuale dello stesso nell’organismo, possono limitare l’assorbimento del
nichel; a causa della regolazione di questa proteina, presente sulle superfici
luminali degli enterociti.”

4. INTERVISTA A GILDA CAPRARO, AMMINISTRATRICE DEL GRUPPO AMERICANO E CANADESE SULL’ALLERGIA AL NICKEL

Per far maggior chiarezza sul rapporto tra allergia al nickel e vitamina C, ho intervistato Gilda Capraro,
amministratrice del gruppo Facebook americano e canadese sull’allergia al
nickel.

1.1 Gilda, tu stessa sei allergica al nickel, come chi ci legge. Vuoi
raccontarci brevemente la tua esperienza? 

Il mio viaggio con l’allergia al nickel è lungo. Sono sempre stata allergica
ai bijoux sin da bambina; mi causavano eczema, orticaria, piaghe. La situazione
è migliorata nel tempo, finché a 17 anni mi diagnosticarono acne cistica, che ho
portato avanti per altri 20 anni. Nessuno ha mai collegato questi disturbi
all’allergia al nickel, ma col tempo ho capito che in parte i miei periodi di crisi
erano dovuti anche ad una dieta sbagliata. Infatti adottando una dieta a
rotazione, anche la mia pelle ne ha tratto beneficio. Successivamente ho
scoperto di essere affetta anche da fibromialgia e alternavo momenti in cui
stavo bene a eczemi e orticaria. Facendo un patch test sono risultata positiva al
nickel tra le altre cose e l’allergologo che mi seguiva, mi consigliò di iniziare una
dieta a basso contenuto di nickel.

 

1.2 Qual è il legame tra ferro, allergia al nickel e vitamina C?

Anche se sono ancora un po’ confusa a riguardo, dalle mie ricerche ho scoperto
che nickel e ferro hanno una struttura molecolare molto simile. Il corpo a volte
dà “precedenza” alla molecola di nickel piuttosto che a quella di ferro. In questo
senso è come se la bloccasse. Tuttavia pare che la vitamina C possa aiutarci ad
assorbire prima il ferro e a frenare invece le molecole di nickel. Il processo in
poche parole si inverte.

 

1. 3. Perché la vitamina C è utile per gli allergici al nickel?

Come detto prima, senza sufficienti quantità di vitamina C nel nostro
organismo, coloro che soffrono di SNAS potrebbero avere difficoltà ad
assorbire ferro e perciò sviluppare anemia. La vitamina C ha molteplici
funzioni, ma la più importante è quella di bloccare l’assorbimento del nickel e
favorire quello del ferro. In più è vitale per la formazione del collagene nella
pelle, per cui ci aiuta a combattere dermatiti ed eczemi.
Facilita la guarigione della pelle lesionata e delle ferite, accelerando
sostanzialmente il processo di guarigione.

 

1. 4. Quali sono i benefici a lungo termine?

Sul lungo termine la vitamina C permette di eliminare il nickel in eccesso dal
corpo e a stabilire dei livelli costanti di ferro nel flusso sanguigno. Ciò è
fondamentale perchè il ferro è un componente dell’emoglobina, che trasporta
l’ossigeno dai polmoni a tutto il corpo.
Inoltre agevola la produzione di collagene, una funzione particolarmente utile
e interessante. Man mano che invecchiamo infatti, la nostra pelle diventa
incapace di produrre collagene. La vitamina C rallenta tale processo e
contribuisce a rinforzare la barriera cutanea. Più la pelle è forte e resistente,
minore sarà la probabilità di sviluppare altre allergie da contatto. Infine
diminuisce la quantità di istamina nel sangue, determinando grandi benefici
per chi soffre di allergie Ige mediate e allergia all’istamina.

 

1. 5. Qual è il modo più corretto per assumere la vitamina C e
potenziarne gli effetti?

Dovremmo assumere circa 500 milligrammi di vitamina C per ogni pasto, ma
alcune persone hanno bisogno di 1000 milligrammi. La dose dipende da
quanto nickel assumiamo col pasto.

 

1. 6. Quali studi sono stati fatti a riguardo?

Ci sono molti studi e test clinici sull’ allergia al nickel in Italia, ma molti meno
in Europa. Non tutti trattano della vitamina C, perché si concentrano
maggiormente sulla dieta e sui sintomi dell’allergia.

1. 7. Cosa pensano i dottori della relazione tra allergia al nickel e
vitamina C secondo la tua esperienza?

In genere i dottori non sono molto preparati sull’ allergia sistemica o sulla
dieta da seguire. L’allergia al nickel è più riconosciuta come una patologia da
contatto e i medici si limitano a prescrivere creme cortisoniche.
In Nord America uno dei maggiori esperti di allergia al nickel è il dermatologo
Matthew Zirwas. Lui ha svolto numerosi studi sull’argomento e consiglia la
dieta a basso contenuto di nickel, assunzione di vitamina C e terapie chelanti.
In Italia l’allergologo Domenico Schiavino è stato uno dei pionieri nella
ricerca sulla SNAS. Ogni caso va analizzato singolarmente. Alcune volte
troppa vitamina C può essere dannosa per i reni. Quindi bisogna sempre
essere seguiti dal proprio medico e collaborare con lui. Io per esempio cerco
online gli studi inerenti l’allergia al nickel e li porto al mio medico, affinché
possa leggerli e capire meglio la mia situazione.

 

L’allergia al nickel quindi può essere affrontata in molteplici modi.
Non sempre cortisone e antistaminici sono la chiave per stare bene. Qui alcuni rimedi naturali.

Essere informati, studiare, confrontarsi con chi ci segue spesso può portarci a trovare
delle soluzioni alternative, anche più salutari.
La vitamina C si rivela un ottimo alleato per contrastare una carenza di ferro,
frequente in chi soffre di allergia al nickel, soprattutto di Snas.
Essa infatti porta numerosi benefici, tra cui aiutare l’assorbimento di ferro, un
elemento fondamentale per il nostro benessere.
Risulta utile anche per una minore assimilazione del nickel stesso, se assunta
nelle giuste quantità e sotto controllo medico.
Confrontarsi con il proprio medico, che conosce la nostra situazione di salute,
è sempre meglio di agire da soli. Sarà possibile verificare se sia il caso di
calibrare la vitamina C, come consigliato da molti studi scientifici.

 

Allergia al nickel e disbiosi intestinale

Allergia al nickel e disbiosi intestinale si associano spesso.

La disbiosi intestinale può infatti essere causata dall’infiammazione portata dall’allergia al nickel.

1. Cos’è la disbiosi intestinale?

 

Ma cos’è la disbiosi intestinale? Da cosa è causata?

Essa è un’alterazione degli enzimi e della flora batterica, naturalmente presenti nell’intestino.

Questi enzimi e batteri prendono il nome di “microbiota intestinale”.

Il microbiota intestinale si trova quindi nel tubo digerente dell’uomo. E’ l’ecosistema più concentrato mai conosciuto.

2. I sintomi 

Il sito www.medicina360.com sostiene che:

La disbiosi intestinale causa:

  • gonfiore addominale;
  • stitichezza;
  • diarrea;
  • riduzione della forza;
  • malessere generale;
  • cambiamenti dell’umore;
  • disturbi del sonno;
  • cistiti frequenti e candida vaginale nelle donne.

Altri sintomi possono essere:

  • flatulenze;
  • difficoltà digestive;
  • alitosi;
  • prostatiti ricorrenti;
  • infezioni cutanee di candida.

Le possibili conseguenze di una disbiosi non curata possono essere:

  • colon irritabile;
  • morbo di Chron;
  • poliposi e neoplasie.

3. I consigli della Dott.ssa Subacchi

La Dott.ssa Subacchi, nutrizionista ed esperta di allergia al nickel, individua i punti critici da risolvere.

Alcuni consigli generali per riequilibrare l’intestino, cliccando qui.

In un intestino sano enzimi e batteri agiscono da barriera contro i patogeni. Essi regolano l’assorbimento dei nutrienti, la produzione dell’energia e lo sviluppo del sistema immunitario.

Tutte le condizioni che in caso di SNAS tendono a mancare.

Come spiega il sito www.natrixlab.it :

metalli pesanti (nickel, alluminio, mercurio, cadmio) arrivano all’intestino attraverso l’alimentazione o la respirazione di aria inquinata. Il risultato è che danneggiano la flora batterica.

Per approfondire i danni causati dall’intossicazione di metalli pesanti, cliccate qui.

La dottoressa Annalisa Subacchi fa chiarezza sul rapporto tra allergia al nickel e disbiosi intestinale.

La proposta della terapia per curare l’intestino prevede:

Ecco i suggerimenti della Dottoressa Subacchi per combattere la disbiosi intestinale causata dall’allergia al nickel.

 

 

 

Dieta di disintossicazione

dieta-detox1

La dieta di disintossicazione è indispensabile per tutte gli allergici al nickel, in particolare per quelli che soffrono di SNAS (allergia sistemica al nickel).

Infatti i  sintomi dell’allergia al nichel  possono essere notevolmente migliorati seguendola per un periodo iniziale di 6 mesi.

Successivamente si passa alla reintroduzione dei cibi a medio contenuto di nickel, sotto controllo medico di allergologo e nutrizionista.

L’allergia al nichel si divide in DAC, cioè manifestazioni cutanee e SNAS sintomi gastrointestinali e da contatto.

Per chi avesse bisogno di una dieta di disintossicazione affidabile, metto a disposizione la mia.

Di seguito trovate l’elenco dei cibi permessi, divisi per categorie.

 

Cereali:

Grano non integrale, kamut, riso non integrale (risi bianchi e gialli), quinoa.

Sono consigliati in particolare grani antichi, come Senatore cappelli, Russello, Timilia, Gragnano, Burattata biologici.

Amaranto tolleranza variabile.

Teff bianco in reintroduzione.

Vietati tutti gli altri e soprattutto gli integrali.

Farine:

Farina 00, semola di grano duro, kamut, riso. Farine di grano duro Senatore cappelli, Russello, Timilia (la semola).

Farina di alga spirulina, barbabietola, patata (tipicamente americana), platano, tapioca, zucca.

In reintroduzione quelle di castagne e ceci.

Legumi:

Nessun legume è concesso. In reintroduzione ceci e fave.

Verdure:

Barbabietole  tolleranza variabile, bietole, cetrioli, cetrioli rotondi, cicoria  tolleranza variabile, finocchi, fiori di zucca, peperoncini piccoli e dolci (friggitelli), iceberg, indivia belga, melanzane, olive, patate (cotte senza buccia e max 200 gr al giorno), patate dolci americane, peperoni, radicchio rosso, rucola  tolleranza variabile, scarola liscia e riccia, topinambur, valeriana, zucca, zucchine.

Carni:

Le carni possono essere mangiate tutti indistintamente ad esclusione delle  interiora, purché siano carni fresche, acquistate dal macellaio.

Non sono permesse le carni confezionate, perché contengono spezie, aromi, coloranti e conservanti vari.

Salumi:

Prosciutto crudo (di Parma e San Daniele in particolare) e bresaola, tagliati al momento.

Pesci:

Branzino, cernia, coda di rospo, dentice, gallinella di mare, nasello, orata, pagello, pagro, persico di lago, pesce spada, rana pescatrice, ricciola, salmone fresco con moderazione, sgombro fresco o in vetro con olio di oliva o al naturale, sogliola, spigola, tonno fresco o in vetro con olio di oliva o al naturale, triglia, trota (non quella salmonata).

Uova:

Tutte.

Latticini:

Formaggi freschi e possibilmente non confezionati, yogurt ( controllare gli ingredienti! ), panna (senza carragenina, agar agar, semi di carrube), burro, parmigiano.

Spezie:

Aglio, bacca di vaniglia, cardamomo, curcuma, paprica dolce e piccante, pepe (con moderazione), peperoncino, scalogno, zafferano, zenzero.

Rosmarino, origano, salvia in reintroduzione.

Condimenti:

Olio di oliva, olio extravergine di oliva, olio di riso, patè di olive con oli idonei, maionese fatta in casa con oli idonei, burro, burro chiarificato, strutto, frumina, amido di patata, amido di tapioca, amido di riso, capperi sotto sale con moderazione, salsa allo yogurt fatta in casa, zucchero, zucchero di canna, zucchero di canna integrale, miele, sciroppo di riso, sciroppo di mele, sciroppo di agave, sciroppo di acero, caramello fatto in casa con ingredienti concessi, latte condensato fatto in casa, marmellate con pectina di frutta (Zuegg 100% , Rigoni Asiago solo con pectina di frutta, Agrumi di Sicilia), crema pasticcera fatta in casa .

Lieviti:

Lievito di birra, lievito madre, cremor tartaro, ammoniaca per dolci e seguenti composti per lievitazioni veloci:

  • 6gr di bicarbonato di sodio + 70gr di yogurt;
  • 6 g di bicarbonato di sodio + 40 ml di aceto di mele;
  • 6 g di bicarbonato di sodio + 30 ml di succo di limone;
  • 6gr di cremor tartato + 4gr di bicarbonato di sodio + 2gr di patate di fecola.

Nella realizzazione è importante pesare separatamente i due ingredienti e mescolarli solo poco prima di infornare. Dopo averli combinati tra loro e aver iniziato la reazione chimica, allora si incorpora al resto degli ingredienti, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto e si inforna.

Quando si è molto infiammati a livello intestinale è preferibile sostituire il lievito di birra, perché indipendentemente dal nickel, questo infiamma l’intestino. E ‘possibile farlo con:

  • 55 gr di cremato tartaro + 25 gr di bicarbonato + 2 gr di ammoniaca per dolci;
  • lievito madre;
  • licoli.

Bibite:

Acqua (con basso residuo fisso), succo di frutta Santal 100%, Selex 100% (agrumi), Skipper, Benebio succo di mela, zucca e carota, Sanovegan linea “Ti voglio bene” in casa, centrifugati di frutta, latte di riso con olio di riso, latte di quinoa, latte di kamut, latte senza lattosio, caffè  con estrema moderazione (max 2 tazzine al giorno) e solo fatto in casa con caffettiera 100% alluminio (Alessi), caffè di cicoria (in reintroduzione) , caffè di cicoria istantaneo e ginseng puro (in reintroduzione), caffè verde, ginseng puro, aloe vera pura, cedrata Tassoni con estrema moderazione, Schweppes tonica e al limone, aranciata San Pellegrino senza coloranti, conservanti, 100% succo di arancia, Lurisia aranciata, Chiurazzi gassosa, limone bio levico, biocola, zenzero di Baladin, cedro, tisana e infusi.

Alcune marche di tisane permesse nella dieta di disintossicazione sono:

Linea  Erbamea: 

  • finocchio biologico;
  • malva biologica;
  • tiglio biologico;
  • zenzero e limone.

Linea  Terrae monaci:

  • foeniculum vulgare (finocchio);
  • malva sylvestris (malva);
  • relaxmentis (tiglio, biancospino e arancio).

Linea Valverbe :

  • caffè verde;
  • caffè verde e vaniglia;
  • caffè verde, zenzero e limone.
  • finocchio frutti (foeniculum vulgare);
  • fiori d’arancio;
  • limone e zenzero;
  • malva foglie (malva sylvestris);
  • malva foglie e fiori;
  • malva e limone;
  • tiglio e fiori d’arancio;
  • tisana rilassante con tiglio e biancospino;
  • zenzero e limone bio da agrumi di Sicilia senza aromatizzanti (citrus zingber);

Tisana Pompadour :

  • curcuma e zenzero;
  • tiglio e citronella;
  • melissa.

 

Tisane puro della linea ” Giardino botanico dei Berici ” con ingredienti elencati sotto.

Tisane di erboristeria con agrumi ,banane, betulla, biancospino, curcuma, finocchio (non semi), fiori d’arancio, fragole, malva, mele, melissa, melone, ortica, pesche, tarassaco, tiglio, valeriana, vaniglia, verbena, zenzero.

Frutta:

Agrumi (cedro, limone, lime, arance, mandarini, bergamotto, clementine, pompelmo, finger lime, kumquat detto anche mandarino cinese, limequats tipo lime, kaffir lime dalla Thailandia), anguria tolleranza variabile, banane, cachi tolleranza variabile, cachimela, fragole, mele, melecotogne, melograni, meloni, pesche, platani.

 

La dieta di disintossicazione prevede anche alcuni accorgimenti:

Cottura vietata:

Cottura alla griglia (sulla carbonella), frittura, affumicatura.

E’ vietato utilizzare cibi in scatolaper cui meglio prediligere prodotti freschi e non confezionati.

La dieta di disintossicazione non comprende prodotti confezionati.

Infatti i recipienti in cui sono cotti non sono idonei, bisogna fare attenzione ad ingredienti e agli eccipienti vietati come coloranti, conservanti, addensanti, grassi idrogenati (CARRAGENINA-DESTROSIO-FRUTTOSIO-SEMI DI QUALSIASI GENERE- FARINA DI CARRUBE-GELATINA-MALTODESTRINA-MONO E DIGLICERIDI DEGLI ACIDI GRASSI-MAIS … ).

Da abbinare alla dieta di disintossicazione, la lista degli eccipienti vietati, qui il link.

 

Vita senza nickel

Vitasenzanickel nasce per condividere, con chi è allergico al nickel come me e non solo, suggerimenti pratici per destreggiarsi nel mondo incasinato dell’allergia al nickel.

Informazioni sul nickel, utili per la vita di tutti i giorni, che vanno dalle varie liste indispensabili per una vita senza nickel, alle ricette a basso contenuto di nickel, ad articoli sulle ultime scoperte scientifiche riguardo l‘allergia al nickel.

Una vita senza nickel è possibile, come è possibile non rinunciare a nulla, nonostante le nostre limitazioni.